![coronavirus declino dollaro euro](https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2020/07/28/132738913-4ffe3bc0-5152-4401-a5a4-79a1cc98a464.jpg)
Lo dimostra l'impennata dell'euro, che oggi ha registrato il nuovo top da 22 mesi sul dollaro a quota 1,1781. Il rally del'euro sul biglietto verde è iniziato 10 giorni fa con l'annuncio dell'accordo europeo sul Recovery Fund ed è proseguito in modo deciso perché gli investitori percepiscono l'area euro come più sicura degli Stati Uniti. Lo stesso è accaduto all'oro, volato al record storico, e ai titoli tech, acquistati di riflesso all'indebolimento della divisa statunitense.
"Il dollaro più debole sta quasi diventando una profezia che si autoavvera, con i guadagni per le attività a rischio che vedono il dollaro indebolirsi ulteriormente, alimentando a loro volta il rafforzamento di questi asset", ha commentato Michael Brown, analista senior presso la società di pagamenti Caxton. Un dollaro più debole rende le esportazioni statunitensi più competitive all'estero e aiuta le multinazionali statunitensi rendendo più economico per loro convertire i profitti nella loro valuta nazionale.
In compenso un'ulteriore debolezza del dollaro è sicuramente uno sviluppo indesiderato per le economie dell'Europa e del Giappone, poiché le loro valute in aumento minacciano di pesare sulla crescita e sugli sforzi per far risalire l'inflazione. Inoltre, un dollaro più debole potrebbe essere di scarso beneficio politico a breve termine per il presidente Donald Trump, che cerca un secondo mandato alle elezioni di novembre.
L'inquilino della Casa Bianca ha sempre spinto per un indebolimento dei dollaro a sostegno dell'export Usa, ma in questa fase, notano gli analisti, la debolezza del biglietto verde richiederebbe almeno un anno per alimentare il settore manifatturiero: "un periodo troppo lungo per avere un impatto favorevole per il presidente alle elezioni di novembre", dichiara Alan Ruskin, capo stratega internazionale di Deutsche Bank.
Insomma, il dollaro debole è un problema per molti e non appare una faccenda di breve durata, visto che gli analisti di Goldman prevedono che la valuta Usa scenderà di un altro 5% nei prossimi 12 mesi.
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