Il lockdown di marzo-aprile dell'anno scorso ha lasciato un'eredità pesante, con una perdita di fatturato manifatturiero nell'intero 2020 pari a 90 miliardi di euro circa, per un calo tendenziale del 9,3% a prezzi costanti, ma inferiore alle attese. A partire da maggio 2020, al termine della prima fase dell'emergenza sanitaria, l'industria italiana ha registrato un significativo rimbalzo. La recrudescenza dell'ondata pandemica nei mesi autunnali ha sottoposto il manifatturiero a nuove pressioni ma senza intaccare il sentiero di recupero. Spinte di ripresa sono giunte sia dal mercato interno sia dai mercati internazionali, dove le esportazioni italiane (-8.8% a prezzi costanti nel 2020) hanno registrato una migliore capacità di tenuta nel confronto con Germania (-9.1%) e Francia (-16%).
L'economia mondiale ha "svoltato. Ci sono una serie di indicatori che stanno andando in positivo. La ripresa globale c'è ed è più rapida delle attese, con un recupero pre-covid prima del previsto", afferma Gregorio De Felice, responsabile studi e ricerche Intesa Sanpaolo.Redazione ANSAMILANO
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