ROMA - Un agosto davvero caldo per il turismo che vale il
13% del pil italiano e combatte quest'anno una delle crisi peggiori di
sempre. Alla vigilia del varo di un decreto decisivo per gli aiuti al
settore scoppia una feroce polemica tra l'Enit e le associazioni. Se
l'Agenzia Nazionale per il turismo pochi giorni fa segnalava dati più
confortanti e parlava di un "quasi sold out" a Ferragosto, gli operatori
non ci stanno e vanno all'attacco frontale parlando di "dati da film" e
"narrazioni fasulle". E a sua volta l'Enit replica parlando di
"incomprensibili polemiche".
"Siamo molto contenti per i colleghi
di Cavallino Treporti e per quelli di Ravello, che a quanto pare
registrano il sold out, ma i dati dell'Enit dell'altro giorno - si sfoga
con l'ANSA il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - sono un
film... Va bene dare segnali di ottimismo ma fino a un certo punto. Gli
operatori del resto d'Italia stanno vedendo un film molto diverso perché
sono in ginocchio, non bisogna travisare la realtà , non fa bene al
settore. L'anno è finito, è perso. Bisogna mettere una croce sul 2020 e
cercare di fare provvedimenti che permettano alle imprese di
sopravvivere e sperare di lavorare bene nel 2021".
Gli fa eco
Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria: "La situazione
reale è ben diversa e i dati parlano chiaro, perdite per più di 50
miliardi di euro, occupazione dimezzata, incassi falcidiati dalle spese
enormi sostenute per sanificazione e pulizie straordinarie, perdita
totale del turismo straniero, scarsa propensione alla programmazione del
turista italiano che prenota soprattutto sotto data, interi settori
fermi da mesi e non ancora ripartiti (tour operator, agenzie di viaggio,
eventi, congressi, fiere, intrattenimento, etc) e stagione limitata
alle settimane centrali di agosto".
"I dati di Enit di qualche
giorno fa fotografano solo Ferragosto e solo alcune località italiane e
non rappresentano la realtà di un'estate fatta di 120 giorni nella
maggior parte dei quali si può parlare di 'sold out' solo nei weekend e
non certo nelle città d'arte" conferma Luca Patanè, presidente di
Confturismo Confcommercio che invita a prendere provvedimenti
velocemente prima che "anche la prossima stagione diventi un altro
fallimento annunciato".
"Ma quale sold out, ci sono oltre 23 mila
imprese ricettive che quest'estate non hanno proprio aperto" spiega
Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti che ribadisce
come il settore si trovi ad attraversare "la peggiore crisi degli ultimi
20 anni, la peggiore di sempre probabilmente". "Il 15 agosto,
quest'anno, - evidenzia - sarà lontanissimo dai picchi raggiunti nel
2018 e nel 2017, e certamente non basterà a rimediare la perdita
prevista per il 2020 di 56 milioni di pernottamenti".
"La situazione in cui versa il nostro settore è drammatica.
Ancora oggi più del 50% delle strutture è chiusa e quelle aperte
resistono con difficoltà con un tasso di occupazione delle camere che
difficilmente raggiunge il 20%" sottolinea Maria Carmela Colaiacovo,
vice presidente di Confindustria Alberghi.
Da parte sua l'Enit,
che con un bollettino di monitoraggio da 17 settimane fotografa il
mercato, respinge le critiche al mittente e spiega: "Non comprendiamo la
polemica e le reazioni innescate da alcune associazioni di categoria.
In effetti i dati forniti una settimana fa da Federalberghi (46% di
italiani in vacanza nell'estate 2020) coincidono quasi perfettamente con
quelli dell'Ufficio Studi di Enit (47,5% di italiani)". E sulla
settimana di Ferragosto precisa: "Il dato sulle prenotazioni online
(dove è citata la fonte Booking.com) si inserisce in un contesto
fortemente influenzato dalle compensazioni delle partenze da parte degli
italiani per le tradizionali vacanze estive ed è comunque un segnale
positivo da evidenziare e che continueremo a monitorare. Ciò nonostante,
come ampiamente indicato anche nell'ultimo bollettino, le imprese in
attività non raggiungono la completa occupazione delle camere come negli
anni passati nemmeno nelle settimane di altissima stagione".
(ANSA).