giovedì 25 settembre 2014

Draghi rassicura: "In Eurozona non c'è il rischio di deflazione"


'Disoccupazione peggior pericolo Ue, ora investimenti' e ''garantire credito non basta, meno tasse e burocrazia'

"Il principale nemico dell'Europa è la disoccupazione". Il presidente della Bce Mario Draghi promette di dare battaglia all'emorragia di posti di lavoro, ma frena sulle generalizzazione: "nell'Eurozona non vediamo rischi di deflazione", e "ho detto più volte che la ripresa è modesta, debole, mal distribuita e fragile, ma non siamo in recessione". Un invito alla cautela, visto che delle tre grandi economie dell'euro l'unica a essere tornata in recessione è l'Italia, e i prezzi sono negativi solo in alcuni Paesi.

Ma quanto stiano peggiorando le prospettive economiche dei Diciotto, compresa la Germania, lo dicono i dati come l'indice Ifo diffuso oggi, che fotografa un nuovo calo della fiducia delle imprese tedesche (a 104,7) peggiore di quanto preventivato dagli economisti. I mercati prendono nota, con l'euro che scivola ancora, sotto 1,28 dollari, segnando i minimi di 14 mesi: gli investitori puntano in misura crescente su una Bce che potrebbe trovarsi all'angolo, finendo prima o poi per creare moneta in misura massiccia finendo per acquistare titoli di Stato governativi. Draghi, del resto, parlando in un'intervista alla radio francese Europe 1, non esclude nulla. Dare tanto risalto al tema della disoccupazione avvicina la Bce alla Fed, nonostante l'Eurotower non abbia nel suo mandato, come invece accade per la banca centrale americana, il livello dell'impiego, ma soltanto la stabilità dei prezzi.

La Bce - spiega - è pronta "a fare tutto quello che sarà necessario, nei limiti dei suo mandato", per riportare l'inflazione vicina ma inferiore al 2%" dallo 0,4% attuale. Ma Draghi dà anche una sferzata ai governi per muoversi sulle riforme strutturali, ad esempio dando un serio colpo alla burocrazia: "adesso bisogna agire". E il suo esempio sembra calzare all'esempio per l'Italia: se a un giovane imprenditore servono mesi per ottenere un permesso per lanciare un'attività, o è tassato troppo, "non farà richiesta di prestiti" e dunque le misure della Bce non saranno valse a nulla. Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria, sembra dare quest'interpretazione della bassa richiesta di prestiti 'Tltro': "le banche italiane abbiano chiesto meno perché la nostra economia e' depressa e i consumi interni non ripartono". A una settimana dal consiglio Bce che si terrà a Napoli, che rischia forti contestazioni dalle proteste riunite attorno allo slogan 'Block Bce', Draghi indica fra le "ambizioni" principali cui l'Europa deve tendere "gli investimenti: privati, ma anche pubblici", un appello indirizzato "a tutti i Paesi che hanno margini di bilancio". E dunque alla Germania in primis, anche se Draghi non entra nel merito del singolo Paese.

Ma invia anche un monito ai Paesi fortemente indebitati che vorrebbero allentare le regole del Patto di stabilità e la soglia del 3% di deficit. "Le regole ci sono per essere rispettate", e "l'averle infrante nel passato non ha dato risultati eccezionali". Parole che riecheggiano quanto detto più volte da Draghi, e cioè che la finanza pubblica allegra del passato non ha dato crescita.

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Draghi, rischi evidenti geopolitica e ritardi riforme


Ripresa ha perso slancio, governi agiscano con decisione

 La ripresa dell'Eurozona "sembra aver perso slancio di recente" e ci sono "rischi evidenti" posti dalle tensioni geopolitiche e da riforme insufficienti da parte dei governi, che invece devono "agire con decisione". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un'intervista al quotidiano lituano Verslo Zinios. Il consiglio direttivo della Bce resta "unanimemente determinato" ad adottare "ulteriori misure non convenzionali" per fronteggiare i rischi posti da un periodo troppo lungo di bassa inflazione.
Lituania più stabile con euro
"L'adozione dell'euro potrebbe dare stabilità alla Lituania nell'attuale clima geopolitico". Lo ha detto  Draghi, riferendosi all'ingresso nell'euro a partire dal 2015 del Paese baltico, fino a poco tempo fa conteso dall'area di influenza russa. "Con l'ingresso della Lituania nell'euro tutti e tre i Paesi baltici saranno presto parte dell'Unione monetaria. Questa è una grande ricchezza per l'Eurozona, anche perché dimostra la sua attrattiva".
Alta disoccupazione sta pesando su inflazione
Alcuni dei fattori che le stime della Bce sull'inflazione hanno sottovalutato sono "la disoccupazione elevata e le dimensioni della capacità produttiva inutilizzata". Il forte apprezzamento dell'euro nei mesi passati ha "esacerbato" la caduta del tasso d'inflazione nei mesi passati. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, con parole che secondo gli investitori aprono a un'ulteriore svalutazione della moneta unica. L'euro è sceso oggi a nuovi minimi di due anni sotto 1,27 dollari.

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Draghi, rischi evidenti geopolitica e ritardi riforme


Ripresa ha perso slancio, governi agiscano con decisione

 La ripresa dell'Eurozona "sembra aver perso slancio di recente" e ci sono "rischi evidenti" posti dalle tensioni geopolitiche e da riforme insufficienti da parte dei governi, che invece devono "agire con decisione". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un'intervista al quotidiano lituano Verslo Zinios. Il consiglio direttivo della Bce resta "unanimemente determinato" ad adottare "ulteriori misure non convenzionali" per fronteggiare i rischi posti da un periodo troppo lungo di bassa inflazione.
Lituania più stabile con euro
"L'adozione dell'euro potrebbe dare stabilità alla Lituania nell'attuale clima geopolitico". Lo ha detto  Draghi, riferendosi all'ingresso nell'euro a partire dal 2015 del Paese baltico, fino a poco tempo fa conteso dall'area di influenza russa. "Con l'ingresso della Lituania nell'euro tutti e tre i Paesi baltici saranno presto parte dell'Unione monetaria. Questa è una grande ricchezza per l'Eurozona, anche perché dimostra la sua attrattiva".
Alta disoccupazione sta pesando su inflazione
Alcuni dei fattori che le stime della Bce sull'inflazione hanno sottovalutato sono "la disoccupazione elevata e le dimensioni della capacità produttiva inutilizzata". Il forte apprezzamento dell'euro nei mesi passati ha "esacerbato" la caduta del tasso d'inflazione nei mesi passati. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, con parole che secondo gli investitori aprono a un'ulteriore svalutazione della moneta unica. L'euro è sceso oggi a nuovi minimi di due anni sotto 1,27 dollari.

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lunedì 22 settembre 2014

Statali in piazza l'8 novembre contro il blocco degli aumenti


Manifestano i lavoratori dei servizi pubblici, dalla scuola alla sanità di Cgil, Cisl e Uil

Manifestazione nazionale sabato 8 novembre dei lavoratori dei servizi pubblici. L'iniziativa mette insieme i vari comparti di Cgil, Cisl e Uil (scuola, sanità, sicurezza e soccorso pubblico e privato, università, ricerca, funzioni pubbliche, privato sociale, servizi locali): "In piazza per difendere i servizi ai cittadini e il salario dei lavoratori".
Una "grande manifestazione nazionale in difesa dei servizi pubblici e dei settori della conoscenza, l'unico argine a una crisi che impoverisce le persone e aumenta le diseguaglianze": le categorie dei comparti dei servizi pubblici, della conoscenza e della sicurezza e soccorso di Cgil, Cisl e Uil, "per la prima volta insieme", viene sottolineato, chiamano a raccolta le lavoratrici e i lavoratori.
"Il prossimo 8 novembre saremo in piazza a Roma, tutti insieme - affermano - per sfidare il Governo degli illusionismi e delle divisioni; per chiedere una vera riforma delle Pa, dei comparti della conoscenza, dei servizi pubblici. E per rivendicare il diritto al contratto nazionale di lavoro tanto per i lavoratori pubblici quanto per quelli privati". "Cinque anni di tagli lineari forsennati, di blocco delle retribuzioni, oltre dieci di blocco del turn-over, un esercito di precari senza certezze e tutele, riforme fatte in fretta e male: il sistema è al collasso, mentre la spesa continua a crescere nonostante i tagli al welfare e il caro prezzo pagato dai dipendenti pubblici, oltre 8 miliardi di euro in cinque anni. Qui non è in gioco solo il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, ma quello dell'intero Paese" rimarcano i sindacati. "Come pensa il Governo Renzi di garantire salute, sicurezza e soccorso, istruzione, prevenzione, assistenza, previdenza, ricerca e sviluppo senza fare innovazione, senza investire nelle competenze, nella formazione, nel lavoro di qualità, senza aver messo in campo un progetto?". Per questo, "saremo in piazza l'8 novembre" concludono i sindacati. "Ma prima ancora saremo in tutti i posti di lavoro, in tutte le città e in tutti i territori per spiegare a lavoratori e cittadini una per una le bugie del Governo. Una mobilitazione in difesa del diritto dei cittadini italiani a servizi efficienti e ad una migliore qualità del sistema di istruzione e ricerca, che per essere tali hanno bisogno di un adeguato finanziamento, adeguata formazione e adeguato salario per i lavoratori che li offrono".
   
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Tasi: Confedilizia, delibere in 5.220 Comuni, ne mancano 659


Le regole relative alla Tasi - segnala ancora la Confedilizia - non hanno alcuna influenza sull'Imu

Sono 5.220 - secondo i dati di Confedilizia - i Comuni che hanno deliberato le aliquote Tasi dal 31 maggio ad oggi e nei quali, quindi, la prima rata del tributo dovrà essere versata entro il 16 ottobre. Oggi scade il termine di pubblicazione per far scattare l'obbligo di versamento a metà ottobre. Tendendo conto degli altri 2.178 Comuni che avevano già fissato l'aliquota, le amministrazioni che non hanno deciso - e in cui si pagherà in unica soluzione con l'aliquota base (1 per mille) entro il 16/12 - sono 659.
Le regole relative alla Tasi - segnala ancora la Confedilizia - non hanno alcuna influenza sull'Imu. Per tale imposta, infatti, passata la scadenza del 16 giugno per il pagamento della prima rata (pari al 50% di quanto dovuto per il 2014, determinato applicando aliquote e detrazioni stabilite per il 2013), il prossimo appuntamento è previsto per il 16 dicembre, con il pagamento del saldo del tributo, da determinarsi sulla base di quanto deciso dai Comuni per il 2014.
Quanto alla Tari (la nuova tassa sui rifiuti che, unitamente a Imu e Tasi, costituisce la Iuc), la legge prevede che sia ogni singolo Comune a stabilire le relative scadenze, "prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla Tasi".
   
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Articolo 18: Angeletti apre; Squinzi, va abolito


Altolà di Angeletti sulle tutele acquisite

"Io sono personalmente favorevole all'abolizione dell'articolo 18 anche perchè dobbiamo considerare che è un mantra che in tutto il mondo ci addossano come paese. Parlando in tutto il mondo ci dicono che in Italia non si può investire perchè c'e'l'art. 18 e quando assumi un dipendente è per la vita". E' quanto ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi intervistato da Maria Latella su Sky Tg24.
"Bisogna fare chiarezza: il nostro sistema con le cig speciali e in deroga è sbagliato perchè permette di continuare la finzione che aziende esistano ancora quando invece hanno chiuso e sono decotte. La cassa integrazione deve essere uno strumento importante per aziende in difficoltà ma che abbiamo prospettive di rilancio: la durata dovrebbe essere al massimo di un anno", rileva Squinzi rispondendo ad una domanda sui fondi necessari per allargare gli ammortizzatori.
"Il Governo abbia il coraggio politico di spiegarci che cosa vuole fare con la legge delega: ascolti le parti sociali, e poi prenda le sue decisioni". Lo dice all'ANSA il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti."Si può decidere se starci a sentire o meno ma si abbia il coraggio di spiegarci come in tutti i paesi normali ". Siamo disponibili al dialogo, ma "guai a toccare le forme di tutela che ci sono già" , aggiunge Angeletti: "Un conto è avvicinare due mondi, ma quello che non si può fare è modificare l'art.18 per chi già ce lo ha"
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Semplificazioni fisco a Cdm, avanti 730 precompilato


Stop controlli per chi lo sceglie, ora decreto a Parlamento

Un'unica scadenza per tutti, il 7 luglio. Stop ai controlli formali sui cittadini, che saranno invece effettuati su Caf e professionisti se si sceglie di avvalersi comunque di assistenza fiscale. Nuove misure per le imprese. Sono alcuni dei 'ritocchi' apportati al decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali che introduce la "rivoluzione" del 730 precompilato che interesserà, a regime 30 milioni di contribuenti. Le modifiche al testo sono arrivate dal Consiglio dei ministri tenendo conto delle osservazioni fatte dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, che avevano espresso i loro pareri prima della pausa estiva.
Ora, visto che non tutte le richieste sono state accolte, l'iter prevede un ritorno alle commissioni per un nuovo parere (questa volta il Parlamento avrà dieci giorni di tempo per esprimersi) prima del varo definitivo da parte del governo. I tempi sono stretti perché la sperimentazione partirà già dal prossimo anno (quindi per le dichiarazioni dei redditi relative all'anno in corso) e più volte il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, si è raccomandata che non ci siano ritardi, pena il rischio di far saltare la partenza dell'operazione.
Tra le altre novità, sono state precisate alcune norme su Caf e professionisti, che non saranno responsabili di 'visto infedele' se l'errore "sia stato indotto dalla condotta dolosa del contribuente" mentre la razionalizzazione del sistema dei compensi per i sostituti d'imposta, i Caf ed i professionisti abilitati arriverà con un decreto del Mef entro il 30 novembre. Alcune modifiche sono state accolte in favore delle imprese: passa da tre a cinque anni di perdite consecutive il periodo di osservazione delle società che porta poi all'obbligo di presentazione dell'interpello antielusivo da parte delle imprese in perdita sistemica (le presunte società di comodo), mentre è abolita la responsabilità solidale fiscale negli appalti, così "nel rapporto con il fisco - sottolinea il ministro Maurizio Lupi - ognuno è responsabile di ciò che paga o non paga". Accanto alla cancellazione di questa norma arrivano però alcuni strumenti per rendere più efficaci i controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate: da un lato l'Inps dovrà inviare dei report mensili relativi ad aziende e posizioni contributive dei dipendenti, per consentire il riscontro della correttezza degli obblighi da parte dei datori di lavoro. Dall'altro c'è anche una stretta 'anti-evasione' per le società che si cancellano dal Registro delle Imprese, che saranno considerate 'estinte' a fini fiscali dopo cinque anni dalla richiesta di cancellazione.
Ecco come funziona nuovo 730, da 2015 'fisco amico'
Da controlli a scadenze, tutte le novità
Dal 2015 parte la sperimentazione del nuovo 730 'precompilato' che riguarderà in prima battuta 20 milioni di contribuenti, in particolare lavoratori dipendenti, pensionati e una buona parte dei lavoratori titolari di redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, che, in caso di accettazione senza modifiche, dovranno solo preoccuparsi di verificare l'esattezza e la completezza dei dati. Ecco in sintesi come funzionerà il nuovo sistema di dichiarazione dei redditi, con le novità introdotte dal Cdm.
- I DATI 'PRECOMPILATI': l'Agenzia delle Entrate utilizzerà i dati dell'Anagrafe tributaria (come la dichiarazione dell'anno precedente e i versamenti effettuati), quelli trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) e quelli contenuti nelle certificazioni dei sostituti d'imposta (redditi di lavoro dipendente e assimilati o compensi per attività occasionali di lavoro autonomo). Dal 2016, grazie al sistema 'Tessera sanitaria', la dichiarazione conterrà anche i dati relativi alle spese mediche, di assistenza specifica e delle spese sanitarie che danno diritto a deduzioni dal reddito o detrazioni d'imposta.
- LE SCADENZE: Entro il 15 aprile di ciascun anno l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione online la dichiarazione precompilata, che potrà essere accettata così com'è oppure modificata, rettificando i dati comunicati dall'Agenzia e/o inserendo ulteriori informazioni. Il cittadino può farlo da solo oppure delegare Caf, sostituti di imposta e professionisti. In ogni caso la dichiarazione va presentata entro il 7 luglio, se ci si avvale di assistenza fiscale sempre entro il 7 luglio Caf professionisti o sostituti d'imposta devono consegnare al contribuente la dichiarazione elaborata, prima di inviarla all'Agenzia delle Entrate. Si potrà comunque continuare a presentare la dichiarazione dei redditi nel modo 'tradizionale'.
- I CONTROLLI: In caso di accettazione senza modifiche, i dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione forniti dai soggetti terzi (banche, assicurazioni, ecc) non saranno sottoposti al controllo formale. Se ci si avvale di assistenza fiscale i controlli formali saranno effettuati, senza più rivolgersi ai cittadini, su Caf o professionisti, che riceveranno anche le eventuali richieste di pagamento di imposta, sanzioni e interessi nella misura attualmente prevista per i contribuenti, salvo che il visto infedele sia stato indotto dalla condotta dolosa del contribuente. Se si rettifica la dichiarazione entro il 10 novembre, imposta e interessi restano a carico del contribuente. In questa ipotesi il Caf o il professionista possono versare la sanzione entro il 10 novembre, avvalendosi così della riduzione a 1/8.
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Debiti P.a. Renzi, sfida vinta, ma è polemica


Blog Grillo,dal prem 

Scoppia la polemica sui debiti della Pubblica amministrazione. Matteo Renzi assicura che i soldi ci sono e che l'impegno è stato mantenuto. "Tutti coloro che hanno avuto un debito e devono avere dei soldi possono averli iscrivendosi al sito del ministero dell'Economia. Chi va sul sito del governo trova la pratica per poter ricevere i denari. Intanto i soldi ci sono e quindi il 21 settembre l'impegno a pagare i debiti 2013 è mantenuto", dice Renzi al Tg2.
"Gli unici non pagabili al momento sono" i debiti della P.A. su investimenti. "Non 60 mld, come abbiamo letto, ma una cifra che oscilla tra 2 e 3 mld, che rischiano di farci sforare il 3%; vincolo europeo che intendiamo onorare e rispettare", precisa Palazzo Chigi. "Le risorse ci sono - afferma -, ma rimane il problema di rispettare il patto di stabilità".
Confindustria, le aziende sono in difficoltà -  Le aziende sono in dfficoltà anche per i debiti della pubblica amministrazione. E' quanto ha detto in sintesi il il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi intervistato da Maria Latella su Sky Tg24. La questione dei debiti della P.a ha detto "è una vicenda partita molto tempo fa, sono andato anche a parlarne con il presidente della Repubblica","un imprenditore mi ha detto che dalla Regione Calabria i pagamenti si ricevono anche oltre i 700 giorni"
Blog Grillo,da Renzi bugie,ci porta verso baratro -  "Non ci sono santi che tengano. Ecco l'ennesima bugia del nostro premier che, balla dopo balla, ci sta portando verso il baratro. Nel salottino di Bruno Vespa, a marzo scorso, Renzi aveva promesso che avrebbe liquidato entro oggi (giorno di San Matteo) gli oltre 60 miliardi di pendenze arretrate delle pubbliche amministrazioni. Basta farsi un giro sul sito del Mef o leggere i giornali per scoprire che siamo a circa 30 miliardi effettivamente erogati. Tra l'altro si tratta di soldi in gran parte stanziati dai governi precedenti, per cui i meriti di Renzi sono pressoché pari a zero. Ora siamo curiosi di sapere se il capo del governo smaltirà qualche chilo andando a piedi in pellegrinaggio a Monte Senario". E' quanto si legge in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo. "In ogni caso - prosegue - ci colpisce tanta superficialità del premier. Il M5S, dal canto suo, continua a lavorare accanto alle Pmi e, infatti, chiediamo al governo di sbloccare il decreto attuativo già scaduto per la compensazione delle cartelle Equitalia con i crediti verso la Pa. Inoltre ricordiamo a Palazzo Chigi che si avvicina la scadenza del 30 settembre, termine entro cui si sono impegnati a sbloccare il fondo dimicro-credito per le piccole e medie imprese"
FI,non sono stati saldati,incontestabile -  "La pubblica amministrazione deve pagare almeno altri 60 miliardi alle imprese, una trentina di quelli stanziati e altrettanti da stanziare. E si tratta di debiti accumulati al 31/12/2012. Per non parlare del mancato rispetto della direttiva europea. Queste sono le cifre che il governo e le altre pubbliche amministrazioni non possono contestare. Resta quindi ancora molto da fare a Palazzo Chigi per impedire che molte imprese continuino a fallire per troppi crediti. Lo Stato deve dare il buon esempio facendo il proprio dovere prima di chiedere ai cittadini di farlo". Lo dichiara in una nota Antonio Tajani (FI), Vicepresidente del Parlamento Europeo.

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Borsa e mercati. Milano viaggia in ribasso, timori delle borse sulla crescita della Cina


Euro si rafforza su dollaro e yen

Amplia il calo piazza Affari dopo quasi 5 ore di contrattazioni. Il Ftse Mib cede lo 0,8% a 20.803 punti con prevalenza di segni meno sul paniere principale. Scivolano Stm (-3,49%) ed Eni (-2,53%), mentre corre Fiat (+1,93%) spinta dagli analisti di Mediobanca, che scommettono su una quotazione di Ferrari, mentre hanno tagliato a 'neutral' la raccomandazione su Cnh (-2,57%). Contrastate Bpm (+0,95%) e Banco Popolare (-2,09%), debole Mps (-1,7%), bene Telecom (+0,62%) ed Enel (+0,24%).

Avvio di seduta stabile per lo spread fra Btp e Bund che segna 133,5 punti, praticamente sullo stesso livello della chiusura di venerdì. Il rendimento del titolo decennale italiano è del 2,35%.

Asia in calo dopo G20, avvio in Europa visto in calo
Borse asiatiche in calo, con Tokyo in flessione dello 0,71%, Hong Kong dell'1,20 e Shanghai dell'1,62%, dopo il G20 in Australia sulle incertezze della che ancora si vedono nella ripresa economica. L'attesa è di un avvio in calo anche per i mercati europei e nel pomeriggio a Wall Street: i future sull'Euro Stoxx 50 cedono lo 0,58%. Sui listini globali pesano anche i timori di politiche meno espansive in Cina nel caso di un rallentamento dell'economia del paese.

Euro si rafforza su dollaro e yen
L'euro si rafforza in avvio di settimana nei primi scambi sui mercati europei dove la moneta unica europea viene scambiata a 1,2865 contro il dollaro (1,2836 venerdì dopo la chiusura di Wall street). Nei confronti dello yen l'euro sale a 140.
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G20: avvisa su crescita e deflazione, divisioni Usa-Ue


Piani su infrastrutture, fisco; Visco,forse no nuovi stimoli Bce

Gli obiettivi di accelerare la crescita sono condivisi anche se al G20 le ricette per raggiungerli sono diverse e restano le differenze fra gli Stati Uniti, in piena ripresa, e un'Europa ferma e oltretutto divisa al suo interno su come agire. Dal vertice di Cairns in Australia si sottolinea di essere vicini (1,8%) al target di un aumento del Pil del 2% in cinque anni ma con molti rischi di rallentamento e emergono anche alcune novità pratiche: la creazione di una grande rete globale, elaborata dalla Banca Mondiale, per far conoscere agli investitori i progetti di infrastrutture nei diversi paesi e la proposta finale per regolare le banche 'troppo grandi per fallire' che sarà approvata al vertice di novembre. La crescita resta quindi il tema centrale di un vertice nel quale si è discusso anche di tassi di cambio e dei rischi di bolle derivanti dalla politica di tassi bassi. Allarme rosso inoltre per i pericoli di deflazione: "la politica monetaria nelle economie avanzate continua a sostenere la crescita e dovrebbe affrontare, in modo tempestivo, le pressioni deflazionistiche" si legge nel comunicato finale. Approvato inoltre il piano di attuazione dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni tributarie, sviluppato in combinazione con l'OCSE per contrastare l'evasione fiscale. Soddisfatto il ministro Padoan che parla di "un esempio di riforma strutturale internazionale: nuove regole che cambiano i comportamenti e producono risultati tangibili".

I paesi del G20 cominceranno a scambiare informazioni tributarie in modo automatico tra loro e con paesi terzi tra il 2017 e il 2018. Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco rileva al riguardo che la Bce, che si è mossa a settembre con un pacchetto di misure straordinarie "potrebbe non aver bisogno di ulteriori misure di stimolo dopo che le azioni degli ultimi mesi hanno spinto al ribasso l'euro" e che l'area non si trova in deflazione ma in eccessiva disinflazione. Anche l'altro componente del Board Benoit Coerè spiega che "è troppo presto per dire se servano misure aggiuntive" e, non a caso aggiunge, che "nessuno al vertice ci ha chiesto di fare di più" riconoscendo comunque come la debolezza della domanda sia un fattore centrale. Al di là delle dichiarazioni ufficiali comunque una discussione sulle misure da intraprendere sembra essere avvenuta. Peraltro il segretario al Tesoro Usa Jack Lew a fine vertice ha chiesto esplicitamente all'Europa di fare di più, non solo le riforme ma anche aumentando la domanda a breve termine e ha ammesso "differenze filosofiche con alcuni dei nostri amici in Europa" ma ha rilevato come non vi sia "contraddizione" e debba essere trovato il giusto bilanciamento. E' chiara l'allusione alla Germania che infatti per bocca del ministro Wolfgang Schauble ha subito ribadito la propria linea: "Deficit più alti non si traducono in una crescita maggiore", dichiarazioni che il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha ulteriormente dettagliato: "E' cruciale attuare riforme strutturali. L'attenzione non dovrebbe essere su misure di breve termine". Una linea opposta quindi sia agli Stati Uniti che a diversi partner europei, Italia in testa. Alla fine del vertice il commissario Ue agli affari economici Katainen ha comunque promesso che l'Europa farà la sua parte. Ma alla riunione hanno tenuto banco anche due temi non economici ma che rischiano di far saltare le previsioni di crescita: Ebola e la crisi Ucraina-Russia. Se infatti sembra confermato che il presidente russo Vladimir Putin parteciperà al vertice G20 dei capi di stato di novembre, il segretario al Tesoro Usa ha ribadito la ferma posizione di Washington. "Se la situazione non migliora" prima di novembre in Australia, il presidente della Russia Vladimir Putin "ascolterà direttamente ciò che sente ora attraverso le sanzioni. ovvero che le azioni della Russia sono inaccettabili". Lew si è detto sicuro che qualora la Russia continui a minacciare la sovranità dell'Ucraina "ci sarà unità nell'isolarla economicamente". "Il nostro obiettivo e penso anche quello dell'Europa è lo stesso". I colloqui tenuti con le controparti durante il vertice G20, spiega, "certamente suggeriscono che rimaniamo uniti" sul tema delle sanzioni.
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Air France convoca sindacati dopo 7 giorni sciopero


Gravi disagi per passeggeri, compagnia perde 10-15 mln al giorno

Dopo una settimana di sciopero dei piloti Air France, che ha bloccato in media 6 voli su 10 e fatto perdere alla compagnia tra i 10 e i 15 milioni di euro al giorno, l'amministratore delegato del gruppo Air France-Klm, Alexadre de Juniac, ha convocato stamattina tutti i sindacati dei dipendenti.

"Il presidente vuole rivolgersi all'intera impresa, perché deve ben sentire che il malcontento cresce un po' dappertutto", commenta alla stampa uno dei leader sindacali dei piloti in protesta, Guillaume Schmid, accusando i vertici di Air France-Klm di "mancanza di trasparenza" sui loro progetti per il futuro, per la riorganizzazione della compagnia francese e per lo sviluppo della filiale low cost Transavia. La mobilitazione dei piloti Air France, la più lunga degli ultimi 15 anni, sta provocando ingenti disagi ai passeggeri, soprattutto nei due scali parigini di Orly e Roissy e negli aeroporti francesi di provincia.

Il governo, nei giorni scorsi, ha chiesto agli scioperanti di cercare "il compromesso" con la direzione e interrompere una protesta che "non viene capita" né dall'opinione pubblica né da altri dipendenti del settore. Per la giornata di oggi non pare però previsto alcun sostanziale miglioramento della situazione dei voli.

de Juniac, stop a Transavia Europe fino fine anno
Per tentare di placare la mobilitazione dei piloti Air France-Klm ha proposto "di sospendere fino alla fine dell'anno il progetto di creare filiali (della compagnia low cost controllata) Transavia in Europa", principale oggetto del contendere con gli scioperanti, " di "aprire un dialogo" sullo sviluppo futuro del segmento. Lo dichiara l'amministratore delegato Alexadre de Juniac in un'intervista a Le Monde, precisando che si tratta di "un'ultima offerta"agli scioperanti.
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