sabato 22 agosto 2020

Borsa: Milano fiacca con Europa e Saipem, sale Cnh Deboli Pirelli e Leonardo, in tenuta le banche


(ANSA) - MILANO, Ultima giornata della settimana post Ferragosto in clima tipicamente agostano per Piazza Affari: tra scambi ridotti e sostanzialmente in linea con le altre Borse europee, l'indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,36% a 19.695 punti, l'Ftse All share in ribasso dello 0,44% a quota 21.506.
    I listini in questa stagione sono molto volatili e poco prima dell'avvio di Wall street il peggioramento dei futures Usa e del prezzo del petrolio hanno mosso i mercati europei al ribasso, ma nel finale della seduta del Vecchio continente i dati macro statunitensi hanno riportato i cali su livelli piuttosto contenuti.
    In Piazza Affari, in particolare, Saipem è stato il titolo peggiore tra quelli a elevata capitalizzazione con un ribasso del 3,5% a 1,79 euro dopo il taglio della raccomandazione degli analisti di Bernstein. Debole Pirelli in ribasso dell'1,9%, con Leonardo che ha ceduto un punto e mezzo, Tim l'1,4% e Fca l'1,2%.
    Settore finanziario senza scivoloni particolari (Bper -1%), con il Banco Bpm che ha tenuto sulla parità. Qualche acquisto su Nexi (+0,6%), mentre chiaramente in positivo ha concluso Cnh con un aumento dell'1,6% grazie alla raccomandazione d'acquisto degli analisti di Melius. (ANSA).
Share:

Fisco, in 20 anni pagati 166 mld di tasse in più Stima della Cgia. Crescita del 47,4%, 3,5 punti in più rispetto all'aumento del pil


 Negli ultimi 20 anni le entrate tributarie sono aumentate di 166 miliardi di euro. Se nel 2000 l'erario e gli enti locali avevano incassato 350,5 miliardi di euro, nel 2019 il gettito, a prezzi correnti, è salito a 516,5 miliardi. A dirlo è la Cgia di Mestre.
    In termini percentuali, la crescita in questo ventennio è stata del 47,4, 3,5 punti in più rispetto all'aumento registrato sempre nello stesso arco temporale dal Pil nazionale espresso in termini nominali (+43,9%). "Qualcuno può affermare con certezza - osserva il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - che grazie a 166 miliardi di tasse in più versati in questi ultimi 20 anni la macchina pubblica è migliorata? In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l'istruzione sono oggi più efficienti di allora ? Oppure, famiglie e imprese sono state obbligate a pagare di più e hanno ricevuto dallo Stato sempre meno?". La Cgia non ha dubbi: "tra le due ipotesi ci sentiamo di avvalorare quest'ultima, anche perché questo maxi prelievo ha impoverito il Paese, provocando, assieme alle crisi maturate in questo ventennio, una crescita dell'Italia pari a zero - rileva Zabeo - che nessun altro paese del resto d'Europa ha registrato". 

Se il conto lo hanno pagato i contribuenti italiani, i vantaggi, invece, sono andati soprattutto all'Erario e in minima parte a Regioni ed enti locali. "Nell'immaginario collettivo - afferma il segretario Renato Mason - si è diffusa l'idea che in questi ultimi anni Governatori e Sindaci sarebbero diventati, loro malgrado, dei nuovi gabellieri, mentre lo Stato centrale avrebbe alleggerito la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti. In realtà le cose sono andate diversamente. Se è vero che negli ultimi 20 anni le tasse locali sono aumentate del 37,1%, quelle incassate dall'Amministrazione centrale sono cresciute del 49,3. In termini assoluti, dalle Regioni e dagli enti locali abbiamo subito un aggravio fiscale di 20,3 miliardi, mentre il peso del fisco nazionale è salito di 145,7 miliardi. In altre parole, se dal 2000 le imposte locali hanno cominciato a correre, quelle erariali sono esplose, con il risultato che i contribuenti italiani sono stati costretti a pagare sempre di più". "In questi ultimi anni - conclude Zabeo - il tema dell'autonomia differenziata è stato vissuto come una contrapposizione tra Nord e Sud del Paese, invece, è una partita che si gioca tra il centro e la periferia dello Stato. Tra chi vuole un'Amministrazione pubblica che funzioni meglio e costi meno e chi difende lo status quo, perché trasferendo funzioni e competenze ha paura di perdere potere e legittimità. E per conservare posizioni che non sono più difendibili, i proponenti di questa riforma sono stati accusati di voler impoverire ulteriormente le realtà territoriali più in difficoltà del Paese". Dalla Cgia, invece, sono convinti che questa riforma possa far bene a tutta l'Italia e non solo alle regioni che per prime hanno chiesto maggiore autonomia. "Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni che stanno vivendo la fase più avanzata di questa partita - puntualizza Mason - ma molte altre, in forme diverse, hanno manifestato l'interesse ad avviare una trattativa con l'Esecutivo. Più autonomia equivale a più responsabilità ed è evidente che i risparmi e l'extra gettito prodotto devono rimanere, in massima parte, nei territori che li generano. A loro volta, le realtà territoriali più sviluppate dovranno comunque aiutare chi è in difficoltà, applicando il principio della solidarietà. Se queste tre regioni riusciranno a far decollare la riforma, è evidente che provocheranno un effetto trascinamento che imporrà la riduzione della spesa pubblica. Conseguentemente, ciò contribuirà ad abbassare le imposte e a innalzare la qualità e la quantità dei servizi erogati a cittadini e imprese".

 

Share:

Lavoro: oltre 1 mln donne manager,ma ancora sotto 25% totale Crescono a tasso doppio rispetto agli uomini, +7,2% in 5 anni

 


Le donne manager sfondano quota 1 milione, crescono ad un ritmo più che doppio rispetto a quello dei colleghi maschi, ma restano meno di un quarto del totale dei manager italiani. E' quanto emerge da un approfondimento sulle cariche manageriali detenute dalle donne nelle imprese italiane contenute nel IV Rapporto sull'imprenditorialità femminile realizzato da Unioncamere, che fotografa la situazione tra il 2014 e il 2019.
    Nel 2019 le donne che siedono nei posti di comando delle imprese italiane sono pari a 1.078.627, con un aumento del 7,2% rispetto a cinque anni prima. Un tasso di crescita doppio rispetto ai colleghi maschi, che tra il 2014 e il 2019 sono cresciuti appena del 3,5%, arrivando a oltre 3,2 milioni. Sul totale dei manager, tuttavia, le donne continuano a rappresentare una fetta di appena il 24,7% del totale.
Share:

Lavoro: oltre 1 mln donne manager,ma ancora sotto 25% totale Crescono a tasso doppio rispetto agli uomini, +7,2% in 5 anni


(ANSA) - ROMA,Le donne manager sfondano quota 1 milione, crescono ad un ritmo più che doppio rispetto a quello dei colleghi maschi, ma restano meno di un quarto del totale dei manager italiani. E' quanto emerge da un approfondimento sulle cariche manageriali detenute dalle donne nelle imprese italiane contenute nel IV Rapporto sull'imprenditorialità femminile realizzato da Unioncamere, che fotografa la situazione tra il 2014 e il 2019.
    Nel 2019 le donne che siedono nei posti di comando delle imprese italiane sono pari a 1.078.627, con un aumento del 7,2% rispetto a cinque anni prima. Un tasso di crescita doppio rispetto ai colleghi maschi, che tra il 2014 e il 2019 sono cresciuti appena del 3,5%, arrivando a oltre 3,2 milioni. Sul totale dei manager, tuttavia, le donne continuano a rappresentare una fetta di appena il 24,7% del totale. (ANSA).
Share:

martedì 18 agosto 2020

Cambi: euro si apprezza a 1,1863 dollari Sullo yen a 126,36

 


(ANSA) - MILANO, Euro in rialzo in avvio di giornata: la moneta unica europea passa di mano a 1,1863 sul dollaro. Sullo yen la moneta unica è a quota 126,36. (ANSA).
Share:

Spread Btp-Bund a 140 punti base Rendimento del decennale italiano a 0,9

 


(ANSA) - MILANO, E' stabile in avvio di giornata lo spread tra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna 140,5 punti base. Il rendimento del decennale italiano è a 0,9 (ANSA).
Share:

Borsa: Europa in cauto rialzo in avvio seduta Milano -0,4%, Londra piatta, Francoforte +0,18%

 


(ANSA) - MILANO, Le Borse in Europa seguono i listini in Cina e aprono in rialzo ma con Cautela. Francoforte sale dello 0,18% a quota 12.924, Parigi dello 0,19% a 4.972 punti e Londra resta piatta (+0,04% a 6092 punti. Milano dopo un'apertura in rialzo scivola in terreno negativo e dede lo 0,47 per cento. I guadagni sui listini sono tutti per i petroliferi mentre viaggi e tempo libero restano sotto pressione. (ANSA).
Share:

Fase 3: Asso Fiere, dimenticati da governo,regole ripartenza "Bloccati da marzo siamo inascoltati"


(ANSA) - MILANO, "Questo Governo tiene più al ballo in discoteca che al fatturato di migliaia di imprese del comparto fieristico": a chiedere attenzione per il settore, in una nota, è Lino Ferrara, componente e portavoce del direttivo di Asso Fiere, commentando il decreto del governo sulla chiusura delle discoteche e l'annuncio di interventi per 100 milioni di euro a sostegno della categoria.
    Il comparto fieristico "è bloccato da marzo e da allora siamo inascoltati - ha proseguito - nonostante i 3.500 lavoratori, 4.000 espositori provenienti dall'Italia e da tutto il mondo, 500.000 visitatori partecipanti alle fiere business
Share:

Oro: in aumento a 1.995 dollari l'oncia Sale di oltre il 2%

 


(ANSA) - MILANO, Quotazioni dell'oro in forte rialzo: sui mercati telematici viene scambiato a 1.995 dollari l'oncia, in aumento del 2,1 per cento. (ANSA).
Share:

E' morto Cesare Romiti, presidente e ad della Fiat di Agnelli Tra i principali manager e imprenditori italiani, aveva 97 anni


E' morto nella notte Cesare Romiti, a lungo amministratore delegato della Fiat e tra i principali manager e imprenditori italiani. Aveva compiuto lo scorso mese di giugno 97 anni. 

'Scompare con Cesare Romiti un importante protagonista di una impegnativa e controversa stagione delle relazioni industriali e del capitalismo italiano, in presenza di profonde trasformazioni dei mercati internazionali e di spinta a modifiche negli assetti del nostro Paese. Amministratore di importanti imprese, recò al gruppo Fiat la sua esperienza di uomo della finanza, contribuendo a consolidarne la presenza nel settore automobilistico e a diversificarne le attività. Ai suoi familiari esprimo sentimenti di partecipazione al lutto che li ha colpiti". Lo scrive in un messaggio di cordoglio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Nei tanti anni vissuti accanto a mio nonno (l'Avvocato Gianni Agnelli, ndr), Cesare Romiti ha affrontato con coraggio momenti difficili, e per questo merita un posto di riguardo nella storia della Fiat". Così il presidente di FCA, John Elkann. "Vorrei anche ricordare il dr. Romiti - prosegue Elkann - con riconoscenza personale, per avermi accompagnato nei primi anni della mia vita professionale".

"Addio a Cesare Romiti il manager che ha riportato in alto la Fiat, che ha contribuito a scrivere pagine importanti dell'economia italiana". Lo scrive su Facebook il Presidente di Italia Viva, Ettore Rosato. "Un uomo dal carattere forte, una persona capace - sottolinea il vice presidente della Camera - con lui se ne va un pezzo di storia dell'industria italiana".    

"Cesare Romiti è stato un protagonista dell'industria italiana. Ha guidato la Fiat in fasi diverse, dalla crisi petrolifera degli anni '70 fino al serrato confronto sindacale che ebbe nella 'marcia dei quarantamila' il suo apice. Come manager ha portato l'azienda torinese a primeggiare in Europa e si è distinto per un approccio sempre diretto e pragmatico. Oggi ci lascia un uomo che ha contribuito a rendere Torino e il Piemonte un'area di eccellenza e di riferimento per tutto il settore automotive a livello mondiale". E' quanto dichiara Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte.

"Con la morte di Cesare Romiti l'Italia e Torino perdono uno dei protagonisti dell'economia e dell'industria. Una figura che ha messo la propria esperienza e le proprie competenze per promuovere lo sviluppo e che anche recentemente si era speso sostenendo la Tav, affinché il Piemonte fosse protagonista in Europa": è quanto dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva.

Share:

Borsa: Milano apre in calo, Ftse Mib -0,53% In ribasso anche l'indice Ftse All share, -0,48%

 


(ANSA) - MILANO, Avvio negativo per Piazza Affari: l'indice Ftse Mib ha aperto in calo dello 0,53%, l'Ftse All share in ribasso dello 0,48%. (ANSA).
Share:

Borsa: Asia contrastata su Usa-Cina, scivola Seul Negativi i futures sull'avvio dei listini europei


(ANSA) - MILANO, Seduta senza una direzione precisa per le Borse asiatiche e dell'area del Pacifico, incerte guardando alle tensioni crescenti Cina-Usa e alla stagnazione del prezzo del petrolio. Con la Corea alle prese di nuovo con i contagi Covid, scivolone per il listino di Seul, sceso del 2,4% con l'indice Kospi e del 4% con il 'tecnologico' Kosdaq.
    In ribasso dello 0,2% a Tokyo il Nikkei 225 e sulla stessa linea si muove in chiusura Hong Kong. In aumento dello 0,7% il finale della Borsa di Sidney, mentre sta scendendo dello 0,4% Singapore, con i mercati cinesi di poche frazioni sopra la parità.
    Negativi i futures sull'avvio delle Borse europee. (ANSA).
Share:

Oro: torna a quota 2.000 dollari l'oncia In forte rialzo anche argento e ferro

 


(ANSA) - MILANO, Il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Cina insieme alle incertezze per le economie che derivano dalla pandemia Covid stanno spingendo sui mercati telematici il prezzo dell'oro, che è tornato alla quota psicologica dei 2.000 dollari l'oncia, con un aumento del 2,3% rispetto a ieri.
    Importante anche il rialzo di altri metalli, come l'argento (+4%) e il ferro (+3,1%). (ANSA).
Share:

Borsa: Milano scende (-0,7%) con Europa, giù Diasorin Vendite anche su Cnh ed Exor, tiene Unicredit

 


(ANSA) - MILANO, I primi scambi confermano la partenza negativa per Piazza Affari, che si muove in linea con le altre Borse europee: l'indice Ftse Mib scende dello 0,7%, con Diasorin che è il titolo più pesante (-2,4%) tra i principali dopo la corsa di ieri.
    Nel paniere a elevata capitalizzazione in ribasso dell'1,9% Cnh, dell'1,7% Exor e dell'1,3% Stm. Nel settore bancario scendono dell'1,2% Mediolanum e Nexi, mentre tiene Unicredit, che segna una limatura dello 0,2%.
    I mercati attendono qualche dato macroeconomico dagli Stati Uniti, ma accusano soprattutto il ritorno della tensione tra Stati Uniti e Cina, oltre alla sfiducia nella ripresa dell'economia globale colpita dalla pandemia Covid, con gli investitori che si stanno rifugiando nell'oro tornato a quota 2.000 dollari l'oncia e in forte aumento come tutti i metalli, storici 'beni rifugio'. (ANSA).
Share:

Draghi, ricostruzione post-Covid avrà debito elevato Sarà sostenibile se 'buono', sussidi servono ma non per sempre

 


 "La ricostruzione sarà inevitabilmente accompagnata da stock di debito destinati a rimanere elevati a lungo". Lo ha detto Mario Draghi al Meeting per l'amicizia fra i popoli a Rimini.
    "Questo debito, sottoscritto da Paesi, istituzioni, mercati e risparmiatori, sarà sostenibile, continuerà cioè a essere sottoscritto in futuro, se utilizzato a fini produttivi, come investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca, se è cioè 'debito buono'", aggiunge Draghi, secondo il quale "quando la fiducia tornava a consolidarsi e con essa la ripresa economica, siamo stati colpiti ancor più duramente dall'esplosione della pandemia: essa minaccia non solo l'economia, ma anche il tessuto della nostra società, così come l'abbiamo finora conosciuta".
    "In questo susseguirsi di crisi i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire, ma ai giovani bisogna però dare di più", aggiunge l'ex presidente della Bce, secondo il quale "tutte le risorse disponibili sono state mobilizzate per proteggere i lavoratori e le imprese che costituiscono il tessuto delle nostre economie: si è evitato che la recessione si trasformasse in una prolungata depressione, ma l'emergenza e i provvedimenti da essa giustificati non dureranno per sempre. Ora è il momento della saggezza nella scelta del futuro che vogliamo costruire", conclude Draghi.

Share:

Dl agosto: stop alle cartelle fino al 15 ottobre Da Agenzia Riscossione vademecum novità fiscali


Stop alle cartelle fiscali fino al 15 ottobre e, come già previsto, le rate della rottamazione ter e il saldo e stralcio, potranno essere pagate entro il 10 dicembre. Lo ricorda l'Agenzia delle Entrate-Riscossione che fornisce un vademecum sulle novità fiscali del decreto di agosto. Più tempo anche per i pagamenti derivanti dalle cartelle, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all'Agente della riscossione.

Share:

Petrolio: in calo a Ny, -0,14% A 42,83 dollari

 


(ANSA) - NEW YORK, Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,14% a 42,83 dollari al barile.
    (ANSA).
Share:

Wall Street, Dj -0,03%, Nasdaq +0,52% in apertura S 500 sale dello 0,24%

 


(ANSA) - NEW YORK, Wall Street apre in territorio sostanzialmente positivo. Il Dow Jones e' poco mosso, -0,03% a 27.840,35 punti, il Nasdaq sale dello 0,52% a 11.188,64 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,24% a 3.390,03 punti. (ANSA).
Share:

Borsa: Milano riduce rialzo con Wall Street (+0,2%) Spread torna a quota 138, ma calo greggio frena Eni

 


(ANSA) - MILANO, Piazza Affari riduce il rialzo dopo l'avvio degli scambi a Wall Street (Ftse Mib +0,2%), nonostante il calo dello spread, tornato a quota 138 punti, a vantaggio di Banco Bpm (+1,44%), e Unicredit (+0,8%). Il calo del greggio (Wti -1,6% a 42,2 dollari al barile) penalizza Eni (-0,3%), girata in negativo, e Saipem (-0,45%), mentre proseguono gli acquisti su Leonardo (+1,58%), Unipol (+1,35%) e Atlantia (+1,21%). In rialzo Enel (+0,73%) e Pirelli (+0,5%), segno meno invece per Diasorin (-2,27%), oggetto di prese di beneficio dopo il balzo della vigilia, Exor (-1,43%) e Amplifon (-1,47%). Sugli scudi la Roma (+7,11%), che vale oltre 3 volte il prezzo dell'Opa a 11,65 centesimi di Friedkin. (ANSA).
Share:

venerdì 14 agosto 2020

Bankitalia: debito record a 2.530 mld, effetto Covid su entrate Fabbisogno di 20,6 mld, a 60,7 mld disponibilità liquide Tesoro

 


(ANSA) - ROMA, Nuovo record del debito pubblico, che a fine giugno era a 2.530,6 miliardi, 20,5 miliardi in più rispetto a maggio a fronte di un fabbisogno del mese di 20,6 miliardi. Lo rende noto Bankitalia nella pubblicazione "Finanza pubblica: fabbisogno e debito".
    A giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono scese di 6,5 miliardi (-19,9%) rispetto a un anno prima a 26,2 miliardi, con un calo nei primi sei mesi del 2020 di 19,4 miliardi (-10,3%) a 169,9 miliardi. Pesano - spiega Bankitalia - la sospensione dei versamenti fiscali disposta dai decreti anti-Covid e il peggioramento del quadro macroeconomico.
    Le disponibilità liquide del Tesoro si sono leggermente ridotte (-0,8 miliardi) a 60,7 miliardi. (ANSA).
Share:

Translate

Luce & gas

1&1 Telecommunication

Gambio DE - software per Il tuo negozio online

News Ansa - Economia

Lol Travel IT

Air Italy IT

noicompriamoauto IT

Volagratis IT

Europcar IT

Holiday Taxis-IT

gommadiretto.it

Hotels.com IT

Volagratis IT

Qatar IT

Air Italy IT

Pneumatici IT

Monclick

Rentalcars.com IT

Volotea IT

Archivio blog

Definition List

Unordered List

Support