giovedì 16 agosto 2018

Genova, il titolo di Atlantia crolla in Borsa

La società: da annuncio governo impatti su azioni e bond

La Borsa di Milano peggiora con il Ftse Mib che cede il 2% a 20.489 punti. Piazza Affari è appesantita dalle perdite di Atlantia (-21%) e dagli altri titoli del settore autostradale con Sias ed Astm (-10%) ed Autostrade Meridionali (-2,6%).
Il gruppo proprietario di Autostrade per l'Italia afferma in una nota che l'annuncio da parte del governo della procedura per il ritiro della concessione, dopo il crollo del Ponte Morandi, "è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell'accaduto". "Le modalità di tale annuncio - rileva la società - possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti".
In caso di revoca o decadenza della concessione "spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili", afferma Atlantia,  nella nota. La società "pertanto continuerà a supportare la controllata Autostrade per l'Italia nelle interlocuzioni con le Istituzioni in questa delicata fase avendo riguardo anche alla tutela dei propri azionisti ed obbligazionisti con una corretta e tempestiva informazione al mercato".
Edizione Srl, holding della famiglia Benetton e azionista di riferimento di Atlantia, "partecipata tramite la società di diritto italiano Sintonia, farà tutto ciò che è in suo potere per favorire l'accertamento della verità e delle responsabilità dell'accaduto". Lo si legge in una nota in cui la società "a nome dei suoi azionisti e del suo management, esprime profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti nel tragico crollo avvenuto a Genova".
Edizione srl, holding "è certa della determinata volontà di collaborazione con le Istituzioni e le Autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l'Italia e della sua capogruppo Atlantia che, negli ultimi 10 anni, hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell'ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana", si legge ancora nella nota.

Autostrade: 2,1 mld in manutenzioni, 3,7 mld in cedole  - Autostrade per l'Italia ha speso negli ultimi 5 anni 2,1 miliardi di euro per la "manutenzione, sicurezza e viabilità" dei 3.020 chilometri di rete autostradale in gestione. Sempre nel periodo 2013-2017, risulta dai bilanci, la capogruppo Autostrade per l'Italia ha generato utili pari a 4,05 miliardi di euro, distribuendone 3,75 miliardi, pari a quasi il 93%, in dividendi all'azionista Atlantia e ai fondi esteri che nella seconda metà del 2017 ne hanno rilevato il 12% pagando alla holding circa 1,7 miliardi di euro.
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Tria: "Ora un grande piano di investimenti, le risorse ci sono"

Il ministro dell'Economia: "In bilancio sono stati stanziati 150 miliardi in 15 anni"

La tragedia di Genova 'conferma l'assoluta necessità di un grande piano di investimenti pubblici in infrastrutture'. Lo dice il ministro dell'Economia Giovanni Tria spiegando che il governo è già al lavoro su un progetto 'che parta dallo sblocco degli investimenti e degli interventi di manutenzione che hanno già finanziamenti a disposizione'. Tria in una nota ricorda come 'gli investimenti in infrastrutture sono una priorità del governo per i quali non ci saranno vincoli di bilancio'. Nel bilancio dello Stato sono stanziati a questo fine 150 miliardi, già scontati nel deficit. Di questi, 118 miliardi sono considerabili immediatamente attivabili.
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Pubblico impiego, più dipendenti precari

La Ragioneria,in 2016 -1% tempi indeterminati,+7,8% i flessibili

Il numero dei dipendenti pubblici si ferma a 3 milioni 356 mila, segnando ancora un altro calo annuo (-0,2%), sintesi di una riduzione dei posti 'fissi' controbilanciata da una crescita di quelli precari. È quanto emerge dall'Annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato, che aggiorna i dati al 2016.
    Rispetto all'anno prima si contano 29 mila 687 occupati a tempo indeterminato in meno (-1%), mentre le unità di lavoro flessibili salgono di 22 mila 718 (+7,8%). Il totale vede una discesa di 6 mila 969 unità tra il 2015 e il 2016. Il costo del lavoro resta poco mosso, praticamente invariato, risultando pari a 159 miliardi e 651 milioni di euro (erano 159 miliardi e 525 milioni l'anno precedente).
    I conti ancora non risentono degli effetti del rinnovo contrattuale: pur decorrendo dal 2016 l'accordo è stato firmato solo alla fine del 2017 e i primi aumenti sono stati caricati nelle buste paga a inizio 2018.
   
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Ue-19: torna calo produzione industriale

-0,4% nella Ue-28. In Italia +0,5%

Torna a calare la produzione industriale in Europa: dopo l'aumento di maggio, a giugno ha fatto registrare una diminuzione di 0,7% nell'Eurozona, e di 0,4% nella Ue-28. Lo comunica Eurostat. A maggio era aumentata di 1,4% nell'Ue-19 e di 1,3% nell'Ue-28.
    In Italia invece la produzione industriale a giugno è aumentata dello 0,5%, dopo il +0,8% di maggio.
    I principali cali si sono registrati in Irlanda (-8,9%), Olanda (-1,3%), Ungheria (-1,2%). Gli aumenti maggiori si sono visti in Croazia (+4,5%), Romania (+17%), Repubblica Ceca e Finlandia (+1,5% ciascuna).
    Nella zona euro il calo della produzione industriale e' dovuto al calo dei beni di investimento (-2,9%); dei beni non durevoli (-0,6%); dei beni intermedi (-0,5%); dei beni durevoli (-0,4%); mentre la la produzione di energia è aumentata (+0,5%).
   
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Fisco:incassi da compliance +250% 6 mesi

In casse Stato 700mln.Rimborsi Iva più veloci,4,6mld già erogati

Fra gennaio e giugno di quest'anno le lettere di compliance inviate dall'Agenzia delle Entrate hanno portato nelle casse dello Stato 700 milioni di euro, con un incremento del 250% rispetto ai 200 milioni incassati nello stesso periodo del 2017. E' quanto emerge da un'analisi di metà anno della stessa Agenzia. Più veloci inoltre i rimborsi Iva: le pratiche per erogare complessivamente 4,6 miliardi di euro (+21%) sono state svolte in media in 71 giorni, 19 in meno rispetto al dato medio dello scorso anno.
   
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venerdì 10 agosto 2018

Crollo lira, Erdogan: 'Turchia non perderà guerra economica'

Preoccupazioni per Bbva, Unicredit e Bnp

La crisi della Turchia spaventa i mercati con effetti sullo spread e l'euro mentre calano anche le Borse, con ribassi specialmente sui titoli delle banche. Ma il presidente turco Racep Tayyip Erdogan, parlando durante una visita alla città settentrionale di Bayburt ad un gruppo di fedeli musulmani, ha detto che il governo turco "non perderà la guerra economica".
Erdogan invita alla calma dopo il crollo della lira turca, arrivata a perdere fino al 13,5% sul dollaro, e sollecita la popolazione a cambiare la moneta straniera in quella locale.
La Borsa di Istanbul ha recuperato sul finale di seduta e ha chiuso in perdita del 2,3%, dopo essere scesa anche dell'8,8%. La lira turca è scesa del 16% a 6,6 contro il dollaro. 
Chiusura in rosso per Piazza Affari, nell'ultima seduta della settimana. L'indice Ftse Mib ha ultimato le contrattazioni in perdita del 2,51% a 21.090 punti.

''Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi sull'acciaio e l'alluminio della Turchia in quanto la loro valuta, la lira turca, e' in rapido calo nei confronti di un dollaro molto forte. I dazi sull'alluminio saranno ora al 20% e quelli sull'acciaio al 50%. I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento''. Lo afferma in un tweet, il presidente americano Donald Trump. 
I bond sovrani della Turchia segnano nuovi massimi di rendimento, con il decennale denominato in lira volato al 20,58%, segnando un balzo stamani di 84 punti base. Alta tensione anche sui bond denominati in dollari, con il rendimento dei titoli ottobre 2029 balzato di 25 punti base al 7,92%, secondo dati Bloomberg. Altro segnale dei timori degli investitori per la situazione della Turchia sono i credit-default swap, i contratti derivati che fungono da 'assicurazione' per il rischio d'insolvenza: quello a cinque anni è volato a 400 punti base, ai massimi dal 2009. Una situazione che fa temere ad alcuni un possibile contagio ad altri mercati emergenti, ugualmente colpiti dalla fine di un decennio in cui le banche centrali, e in particolare la Fed, hanno inondato i mercati globali di liquidità a bassissimo costo: l'indice Msci che monitora le valute emergenti segna il calo più forte in quasi due mesi, quello relativo alle Borse -0,9%.
La Russia prende contromisure per sostenere il rublo. La crisi della Turchia riverbera anche a Mosca, dove la banca centrale, allo scopo di sostenere le quotazioni del rublo, ha tagliato stamani l'ammontare di valuta estera che acquista regolarmente per proteggere l'economia dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio. Il rublo ha così recuperato terreno a 66,8575 dollari dopo aver toccato i 67 dollari stamani, il minimo dal giugno 2016.
BCE PREOCCUPATA PER LE BANCHE La vigilanza Ã¨ preoccupata per il contagio della crisi economica e monetaria turca sulle banche europee. Lo scrive l'Ft che cita come le più esposte l'italiana Unicredit, la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas. Secondo il quotidiano la situazione non sarebbe ancora critica ma viene monitorata da vicino. Quest'anno la moneta turca ha perso un terzo del suo valore a causa delle politiche del presidente Erdogan, in aperto contrasto con i paesi occidentali (si parla di sanzioni dagli Usa) e che ha ridotto, dopo la vittoria elettorale di giugno, ancor più l'autonomia della banca centrale impedendo una stretta monetaria giudicata necessaria in uno scenario mondiale di tassi in rialzo. Anche i dicasteri economici sono stati posti sotto stretto controllo del presidente aumentando così i timori degli investitori.
LIRA AFFONDA, -13% Non si arresta il crollo della lira turca che, in avvio di contrattazioni, è arrivata a perdere fino al 13,5% sul dollaro, secondo quanto riporta Bloomberg. La valuta di Ankara, sotto attacco per via dei timori sulle politiche economiche del Paese, è arrivata a scambiare fino a 6,3 sul biglietto verde per poi recuperare un po' di terreno e ora tratta a 5,81.  La Lira turca segna l'ennesimo minimo record a 6,24 contro il dollaro, in calo del 7%.
EFFETTO ANCHE SU EURO I timori di un contagio alle banche e al sistema finanziario europei (oltre che agli investimenti nel paese) della crisi turca indebolisce l'euro in avvio di giornata. L'euro scende ai minimi dal luglio 2017, segnando 1,1432 contro il dollaro da 1,1527 di ieri prima di recuperare parzialmente terreno a 1,1454. 
   
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Da bollette a sanità, spese obbligate 7300 euro a testa

Confcommercio, in calo ma sono il 40,7% dei consumi

Dall'energia elettrica ai ticket sanitari, passando per le assicurazioni, le quota di "spese obbligate" nel 2018 si attesta al 40,7% sul totale dei consumi, in calo di circa un punto rispetto al 2014 ma ancora con "un'elevata incidenza", che arriva a pesare "quasi 7.300 euro l'anno pro capite". E tra le uscite vincolate, per le quali il cittadino "ha poca, o nessuna, libertà di scelta", la voce abitazione è quella più rilevante: tra affitti, manutenzioni, bollette e utenze assorbe "quasi 4.200 euro". E' quanto stima l'ufficio studi della Confcommercio.
Cala la quota di spesa destinata agli alimentari. Per la spesa alimentare in Italia, a testa, si spendono 2.681 euro annui, un valore in crescita solo in termini assoluti. Sul totale dei consumi la quota assorbita dai prodotti della tavola risulta infatti in calo, attestandosi al 15,0% nel 2018 dal 15,2% del 2014, quando già era in riduzione rispetto al 2007. 
Oltre al capitolo abitazione, in crescita risulta anche la voce riservata alla sanità (629 euro annui a testa, pari al 3,5% sul totale dei consumi). "Su tali andamenti hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica, che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre, le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini (ticket su farmaci, prestazioni diagnostiche e ambulatoriali etc.)", spiega Confcommercio.
Tra le spese obbligate entrano anche quelle legate alla mobilità, come assicurazioni e carburanti. Un 'posta' che dopo la frenata, in termini di spesa pro capite, dovuta alla crisi sta riscontrando un'inversione di tendenza. "Tale andamento è derivato in larga parte dagli aumenti dei prezzi dei carburanti", sottolinea l'Ufficio studi dell'associazione. "Ciò nonostante, tra il 2014 ed il 2018 si è rilevato un ridimensionamento della quota destinata a questa componente delle spese obbligate, la cui incidenza dovrebbe tornare, nel 2018, su valori non dissimili da quelli rilevati nel 1995". Sul fronte consumi, l'altra faccia della medaglia è costituita dalle spese determinate dai gusti e della abitudini dei singoli consumatori, ovvero "commercializzabili" (dagli alimentari all'abbigliamento, dai mobili alle vacanze). Uscite che nel 2018 valgono quasi 10.600 euro annui a testa, rappresentando il 59,3% sul totale dei consumi (17.848 euro).
Importi in ripresa rispetto al 2014. Tendenza, precisa Confcommercio, su cui ha inciso il rialzo registrato per i mezzi di trasporto, "la cui domanda è risultata in decisa espansione dopo un lungo periodo di crisi, anche se negli ultimi mesi questa evoluzione positiva sembra essersi arrestata". Invece la contrazione del peso relativo alle spese obbligate è stata determinata, si legge nello studio, "in larga parte dalla decisa riduzione registrata tra il 2014 ed il 2016 dai prezzi degli energetici (regolamentati e non) e dei servizi finanziari". Ma, viene chiarito, "la ripresa dei prezzi degli energetici registrata nell'ultimo biennio ha di fatto bloccato questa tendenza". 
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Unipol: non vogliamo il controllo Bper

Non vogliamo fare conglomerato finanziario, non supereremo 20%

Unipol non supererà la quota del 20% di Bper. Lo ha detto l'ad di Unipol, Carlo Cimbri in conference call con gli analisti.
    "Non andremo oltre, non intendiamo oltrepassare questa soglia, non intendiamo acquisire posizioni di controllo della banca, di diritto e di fatto - ha spiegato -. Non intendiamo dare vita a un conglomerato finanziario di banca assicurazione come se ne sono visti in passato".
   
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Ryanair: oggi scioperano piloti, migliaia di turisti a terra

Stop ai voli in Germania, Belgio, Irlanda e Svezia

I piloti della Ryanair scioperano oggi in diversi paesi Ue, e in Germania sono circa 55 mila i passeggeri colpiti dalla mobilitazione. Lo sciopero, nell'ambito di una vertenza che dura da mesi, sulle condizioni di lavoro e sugli stipendi, è iniziato alle 3 di stamani e proseguirà per 24 ore. In Germania sono coinvolti 12 scali, e la compagnia low cost ha cancellato 250 voli, annunciando ai suoi utenti che potranno cambiare il biglietto senza pagare alcun sovraprezzo o avere indietro i propri soldi. Migliaia i turisti colpiti dal disagio provocato da uno sciopero deciso in pieno esodo estivo.
Fra i paesi coinvolti anche Belgio, Irlanda e Svezia.
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mercoledì 8 agosto 2018

Governo chiede parere ad avvocatura sulla gara Ilva

Di Maio: 'Scelte a Ferragosto, legge dirà cosa fare'

Il vicepremier Di Maio scrive all'Avvocatura dello Stato per chiedere se ci siano i presupposti per revocare la gara sull' Ilva aggiudicata ad ArcelorMittal oppure no. E nei giorni di Ferragosto, annuncia il ministro dello Sviluppo economico, il governo prenderà le relative decisioni. Il premier Conte: ci sono irregolarità, e Di Maio ha dovuto procedere in autotutela. 
"Sarà la legge a dirmi quello che devo fare. Non è che Di Maio decide, sarà l'Avvocatura a dirmi se ci sono i presupposti per revocare la gara oppure no. Poi si prendono le decisioni, e credo saranno interessati i giorni di Ferragosto", ha detto il vicepremierLuigi Di Maio che proprio oggi ha inviato una richiesta di parere sulla gara Ilva all'Avvocatura.
"E' stata inviata all'Avvocatura Generale dello Stato la lettera del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro - spiega una nota - con la richiesta di parere in merito a possibili anomalie relative alla procedura di gara" per l'Ilva. La lettera si chiude con la richiesta di "un parere circa l'effettiva sussistenza di ragioni di interesse pubblico tali da legittimare l'eventuale annullamento d'ufficio" degli atti.
   
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