martedì 6 gennaio 2015

Prezzi: signor Rossi del 'boom' arrancava piu' di oggi

In 50 anni a picco prezzi high-tech, tiene potere acquisto spesa
 Si stava meglio prima, oppure no? La percezione comune è che cinquant'anni fa, quando PattY Pravo lanciava il suo inno al popolo della notte, 'Bambola', e l'Italia viveva nel pieno del boom economico, le tasche della famiglia tipica italiana fossero più piene. In fondo, fu proprio nel 1965 che a Taranto apriva il più grande centro siderurgico d'Europa, oggi, sotto il nome di Ilva, salvato con i soldi pubblici dalle sfide della globalizzazione. Allora c'era la lira, e per molti il miracolo economico del dopoguerra è rimasto un mito, cui raffrontare con rimpianto il potere d'acquisto delle famiglie falcidiato dalla grande crisi e dall'avvento dell'euro.
Un'occhiata agli stipendi di cinquant'anni fa e ai prezzi di acquisti comuni della tipica famiglia Rossi sembra però raccontare un'altra storia, pur dovendo considerare inflazioni, svalutazioni e rivalutazioni monetarie e cambio di moneta. A parità di acquisti, il 2014 non perde al confronto con il 1965, anzi per certi versi ne guadagna. Il Signor Rossi, operaio a Milano, guadagnava mediamente circa 86.000 lire al mese 50 anni fa.
L'acquisto di un televisore era cosa da pianificare per tempo: costava quasi due stipendi, qualcosa come 150.000 lire. Oggi una tv a schermo piatto si trova in offerta anche a 150 euro, poco più di un decimo dei 1.327 euro di stipendio di un'operaio di oggi stimati dalla Cgil. 
Un frigorifero cinquant'anni fa costava 60.000 lire, quasi due terzi di stipendio: oggi siamo circa al 20%. La famiglia Rossi decide di andare in vacanza e il capofamiglia decide di comprare una nuova automobile, impiegando i soldi messi da parte. Decide per un modello economico, una Fiat 600 che gli costa 640.000 lire, che equivalgono a 7,4 stipendi: oggi la Panda è offerta in promozione a 9.450 euro, circa 7,1 volte lo stipendio.
Anche i consumi quotidiani non fanno rimpiangere un'Italia con le tasche più piene. Anzi. Il caffè a 60 lire del 1965 incide sullo stipendio come oggi. Per la signora Rossi, la spesa al supermercato o dal droghiere è di circa 31.000 lire per pane, un litro di vino e uno di latte, un chilo di pasta, uno di riso e di zucchero, un chilo di manzo. Oggi spenderebbe 32 euro, il 2,42% dello stipendio di suo marito contro il 3,7% di allora. Il giornale, invece, è aumentato: allora a 50 lire incideva sul bilancio familiare di un operaio per quasi la metà rispetto agli 1,40 euro di oggi.
Anche i trasporti pubblici sono rincarati: allora 10 corse sul tram costavano 500 lire, oggi 15 euro, con un peso sullo stipendio del signor Rossi quasi raddoppiato. 
E sono dolori quando si va in vacanza. Siamo nell'estate del '65 e si decide di partire con un pieno da 50 litri, che con con la benzina a 120 lire al litro gli costa 6.000 lire. Ha messo soldi da parte e affitta cinque notti in un hotel medio della riviera romagnola, in pieno agosto, a 2.000 lire al giorno per 10.000 lire. Il costo base della sua vacanza è di poco inferiore al 20% dello stipendio. Oggi, con la benzina a 1,6 euro e lo stesso soggiorno a 200 euro al giorno, gli costerebbe 80 euro di benzina e 1.000 euro di soggiorno, esaurendo quasi il suo stipendio mensile.
Sulla povertà percepita oggi pesano consumi ritenuti di lusso allora, che oggi sono sentiti come necessari di pari passo con il benessere dagli italiani. Nel 1965 circolavano poco più di cinque milioni di automobili, contro i circa 34 milioni di oggi.
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Confindustria: sempre più anziani al lavoro, +1,1 mln

Durante la crisi sceso di 1,6 mln il numero di giovani occupati
ROMA - Durante la crisi i 55-64enni con lavoro sono aumentati di 1,1 milioni, contro il calo di 1,6 milioni tra i 25-34enni. Lo rileva il Centro studi Confindustria. Per gli over 55 il tasso di occupazione è salito al 46,9% nel terzo trimestre 2014 dal 34,2% nel terzo 2007. Per i giovani il tasso di occupazione è sceso di 11,2 punti a 59,1%.
Questo andamento a forbice - dice il Csc - è stato comune a quasi tutte le economie europee, ma è risultato più accentuato in quelle che hanno subito le maggiori contrazioni di domanda e produzione. Nella classifica tra i più significativi paesi della Ue l'Italia è quarta per incremento nel 2007-2013 del tasso di occupazione tra i lavoratori "anziani", dietro a Germania, Polonia e Paesi Bassi. Ed è quarta anche per dimensione della caduta del tasso di occupazione tra i "giovani", preceduta da Grecia, Spagna e Irlanda. Il calo dell'occupazione giovanile è riconducibile all'aumento registrato tra gli anziani? Il confronto internazionale non conferma questo effetto "spiazzamento". - dice Csc - Anzi, dove maggiori sono livelli e incrementi dell'occupazione di persone più avanti negli anni, più elevati sono anche livelli e incrementi dell'occupazione giovanile. Tuttavia, rimane urgente rendere più occupabili i giovani italiani, con una maggiore integrazione tra istruzione e lavoro. Inoltre, riforme che rendano più moderni il funzionamento del mercato del lavoro, come punta a fare il Jobs Act, e il sistema di contrattazione salariale favorirebbero più lavoro per tutti. Per scongiurare che i futuri aumenti del tasso di occupazione degli anziani possano spiazzare il lavoro per i giovani sono necessari interventi che aumentino l'occupabilità di questi ultimi. L'evidenza sulle difficoltà di transizione scuola-impiego in Italia indica che una priorità assoluta a tal fine è una maggiore integrazione tra istruzione e lavoro, per far combaciare meglio le competenze acquisite durante gli studi con quelle richieste nella vita lavorativa. Ciò richiede di promuovere l'inserimento nel mercato del lavoro già durante gli studi, mediante l'alternanza fra istruzione e lavoro. Più in generale, è necessario favorire un avvicinamento del sistema educativo a quello produttivo.
   
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Saldi invernali 2015, Confesercenti: spesa media 150 euro a famiglia

Confcommercio: anticipo degli sconti al 3 gennaio, Basilicata e Campania dal 2 gennaio
E' iniziata in sordina la stagione dei saldi invernali, quest'anno anticipata immediatamente a ridosso del Capodanno. Ad aprire la stagione degli sconti sono state Basilicata e Campania, da oggi le altre regioni. Dalle diverse associazioni dei consumatori e da quelle rappresentative dei commercianti arrivano cifre diverse sull'impatto e sulle stime di spesa, anche se un denominatore comune sembra trovarsi nel pessimismo su un possibile rilancio del settore. Complice, viene segnalato, la crisi ovviamente ma anche la dimestichezza che gli italiani iniziano ad avere con lo shopping on line, se non altro per gli sconti sostanziosi che garantisce in alcuni casi. Secondo Confesercenti la spesa media per i saldi dovrebbe attestarsi sui 150 euro, anche grazie ai consumi dei turisti, che negli ultimi anni hanno rivestito un ruolo sempre più importante nei bilanci del commercio di fine stagione. "Le vendite di Natale", spiega l'associazione, "sono state sottotono: il volume è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2013, ma lo scontrino medio ha registrato un'ulteriore flessione. Per questo i saldi invernali di quest'anno sono molto attesi: i commercianti partiranno subito con sconti importanti, nella speranza di invertire il trend".
Anche perché le vendite di fine stagione valgono circa il 20% dei fatturati annui dei negozi. Scettico è però il Codacons, secondo cui l'anticipazione dei saldi invernali al 3 gennaio è una misura inutile, che non influirà in alcun modo sugli acquisti degli italiani per gli sconti di fine stagione. La spesa non supererà i 184 euro a famiglia e solo un nucleo famigliare su tre farà compere. Per Adusbef e Federconsumatori, inoltre, il giro di affari complessivo dei saldi si attesterà a 1,61 miliardi di euro, anche a causa della penalizzazione determinata dalla crisi e dalle vendite via web, sottolinea un'altra associazione dei consumatori, Adiconsum. ''Sempre di più - viene messo in evidenza - i consumatori acquistano direttamente sul web e durante tutto l'anno con sconti che raggiungono anche il 70-80 per cento. Sono 16 milioni gli italiani che nell'ultimo anno hanno acquistato su internet, per un giro d'affari di circa 13 miliardi". L'auspicio degli operatori è che il pessimismo di fondo venga smentito anche perché, ricorda Confesercenti, l'anno appena concluso ha registrato la cessazione di oltre 11.700 imprese della distribuzione moda, al ritmo di più di 900 negozi chiusi ogni mese. Dal 2008 al 2013 la spesa media annua di una famiglia di 3 componenti per calzature e abbigliamento, secondo l'Unione nazionale consumatori, è passata da 2.353 a 1.636 euro, con un calo di 717 euro, pari al 30,47%.

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Vigili assenti: al via 30 provvedimenti disciplinari

Proposti dal Corpo a Commissione Campidoglio: sanzioni vanno da sospensione a licenziamento
 I primi 30 provvedimenti disciplinari a carico di altrettanti vigili urbani assenti dal lavoro la notte di Capodanno a Roma sono stati proposti dal Corpo della polizia locale alla Commissione disciplinare del Campidoglio. Lo rende noto il Comune. Le sanzioni previste in casi del genere vanno dalla sospensione per 11 giorni fino al licenziamento.
Nel comunicato del Campidoglio si parla di "primo punto di svolta nell'inchiesta amministrativa". "Sarà la commissione a proseguire nell'azione a carico dei dipendenti già informati dal Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale - prosegue la nota -. Si tratta dei casi che ai primi accertamenti sono apparsi più chiari e più gravi. Per casi come questi è previsto un periodo di cinque giorni al termine dei quali deve partire la lettera disciplinare per consentire tutte le misure previste dalla legge. Ai 30 dipendenti è stato contestato l'articolo 55 bis del decreto legislativo 150 del 2009 che sottolinea la particolare gravità della mancanza disciplinare rispetto ai contratti di categoria del 2002-2005, 2006-2009 che prevede sanzioni che vanno da una sospensione di undici giorni fino al licenziamento". "Le indagini invece procedono per i restanti casi messi sotto la lente d'ingrandimento dalla task force dei vigili, guidata dal vicecomandante Modafferi - si legge ancora nel comunicato del Campidoglio -, che si sono accresciuti rispetto ai 44 emersi all'inizio. L'inchiesta disciplinare continuerà mentre la commissione disciplinare di Roma Capitale nei prossimi giorni dopo aver informato gli interessati passerà alla contestazione dei comportamenti".
Arrivati ispettori, incontro con comandante - Arrivati gli ispettori del Ministero della Pubblica amministrazione che dovranno fare luce sul dei vigili urbani assenti a Roma la notte di Capodanno. Due dirigenti ministeriale si trovano ora nella sede del corpo della polizia locale di Roma per un confronto e uno scambio di informazioni con il comandante del corpo Raffaele Clemente in merito all'indagine amministrativa. I dirigenti stanno visionando col comandante anche alcuni documenti.

Uil,dati sballati.Virus in database comando - E' ancora guerra di cifre tra Campidoglio e sindacati sul caso delle assenze dei vigili durante la notte di Capodanno. E oggi la Uil denuncia "dati sballati a causa di un virus nel sistema informatico" del comando dei caschi bianchi. "Emerge un nuovo dato sulle goffaggini ed i capitomboli sui numeri delle assenze di Capodanno forniti dal Comando - commenta il segretario generale della Uil Fpl Sandro Bernardini - A quattro giorni di distanza dalla bolla mediatica gonfiata sulla notte del 31 dicembre, in assenza di dati ufficiali, si apprende una notizia che scuote dalle fondamenta la montatura di Clemente e Marino e getta un'ombra inquietante sull'intera amministrazione capitolina. Gli operatori di Polizia locale sono stati chiamati in reperibilità in base ad un vecchio elenco, con l'invio di chiamate e Sms anche a pensionati e malati gravi, visto che l'elenco aggiornato era indisponibile per un virus nel sistema informatico. Grottesco, quindi, arrampicarsi su dati che includono tra gli assenti anche i pensionati...". "Bisogna piuttosto chiedersi - aggiunge - come l'amministrazione gestisca i soldi pubblici, visto che tra il 2011 e il 2014 sono stati commissionati appalti informatici per oltre 40 milioni di euro. Cosi, mentre il controllo su qualche certificato sembra divenuto un maxi-processo nazionale, torna in evidenza uno dei tanti dati sulle spese impazzite che hanno richiamato l'attenzione degli ispettori del Mef prima e quelle della Magistratura penale poi. Si torni alle indagini serie, evitando di usare dati sballati come una foglia di fico per coprire una gestione fallimentare della cosa pubblica".

Riparte intanto già questa settimana l'esame del ddl Madia sulla Pubblica amministrazione in commissione Affari costituzionali al Senato. L'appuntamento per l'esame del testo, sempre più atteso soprattutto dopo le vicende legate al Jobs Act e al caso dei vigili di Roma, è per giovedì 8 gennaio.

Grillo, accanimento distrae da Mafia-Roma -  "L'accanimento mediatico contro i vigili di Roma da parte del governo e dei giornali al suo servizio ha due obbiettivi precisi. 1) Distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla vicenda di mafia capitale collusa con i politici del Comune (a proposito Marino e Poletti quando vi dimettete?) 2) Criminalizzare una categoria sul piano mediatico per agire con misure più restrittive nei confronti di una parte del pubblico impiego". E' quanto si legge sul blog di Grillo che pubblica la lettera di un vigile urbano.


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Viadotto crollato: procura stringe tempi, presto indagati

Magistrati nominano consulenti per accertare cause cedimento
Prima il sequestro delle carte dell'appalto e del collaudo, poi la nomina di un collegio di consulenti. L'inchiesta sul cedimento del tratto di acceso al viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento parte con due rapide mosse della Procura di Termini Imerese che già aveva sequestrato l'area interessata al collasso della struttura. Allo stato, conferma il procuratore Alfredo Morvillo, non ci sono indagati. Ma potrebbero esserci presto se dal collegio dei periti arriverà la richiesta di verifiche e di atti "irripetibili". Tutto dipenderà dal tipo di accertamenti giudicati necessari per risalire non solo alle cause del crollo dell'accesso all'opera, costata 13 milioni e inaugurata alla vigilia di Natale, ma anche per individuare le responsabilità di chi ha progettato ed eseguito i lavori.

Il procuratore Morvillo e il suo sostituto Francesco Gucciardi però vogliono allargare la ricerca delle colpe eventuali. E lo fanno capire con l'acquisizione della relazione sul collaudo. Anche queste carte si trovano nel fascicolo dell'appalto affidato al consorzio di imprese "Bolognetta scpa" costituito da Cmc di Ravenna, Tecnis di Catania e Ccc di Bologna. Il contratto prevedeva la consegna dell'opera entro marzo 2015. L'impresa ha concluso i lavori tre mesi prima e di questo, nel giorno dell'inaugurazione, era molto soddisfatto il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, che tornerà in Sicilia il 7 gennaio, ma questa volta per un sopralluogo sul luogo dove appena due settimane fa era stata inaugurata l'opera. Una volta i ritardi costituivano una "regola" perché provocavano un aumento dei costi. Ora invece si punta sulla riduzione dei tempi. Ma il cambio di passo pone altri problemi. Amedeo Benigno, segretario generale della Fit Cisl siciliana, non esclude che l'Anas abbia esercitato sull'impresa e sui funzionari siciliani dell'ufficio di alta sorveglianza 'pressioni' per l'apertura anticipata del tratto stradale, "come purtroppo - sottolinea il sindacalista - accaduto tante volte negli ultimi anni, allo scopo di far testimoniare ai media, più che efficienza, il presenzialismo dello stesso management". Si apre così il fronte delle polemiche.

Sotto tiro sono i vertici dell'Anas, di cui l'Adusbef e la Federconsumatori chiedono l'azzeramento, il ministro Maurizio Lupi attaccato dal M5S (il capogruppo al Senato Alberto Airola ne invoca le dimissioni) e l'impresa. La presenza di Cmc e Ccc nel consorzio sarebbe, secondo Maurizio Gasparri (Forza Italia), indicativa del fatto che "la storia delle cooperative rosse, protette da regole vantaggiose imposte da sempre dalla sinistra politica, è una storia piena di pagine oscure". Anche il gruppo Pd al Senato, infine, alla ripresa dei lavori parlamentari chiederà di realizzare un'indagine conoscitiva sulla vicenda. Lo annuncia il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in Commissione Trasporti. "In questa vicenda - spiega - ci sono molti aspetti da chiarire - spiega - anche possono coinvolgere anche altri cantieri pubblici". 



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Equitalia, nel 2014 riscossi 7,4 miliardi

Miglioramento rispetto a 2013 (+4%)
Migliora nel 2014 il consuntivo delle riscossioni di Equitalia. Lo scorso anno, comunica la società, sono ammontate a 7,4 miliardi di euro, con un aumento del 4% rispetto al 2013.Si tratta, sottolinea Equitalia in una nota, di "un importante contributo alla tenuta dei conti pubblici" e di "maggiori risorse a disposizione dello Stato per realizzare servizi a favore della collettività". Le riscossioni riguardano tributi, contributi e sanzioni arretrati, cioè non pagati dai contribuenti nei tempi e nei modi previsti dalla legge e per i quali gli enti pubblici creditori hanno chiesto a Equitalia di inviare le cartelle di pagamento. Rilevante è stata l'azione di recupero delle somme dovute dai grandi debitori. Nell'anno appena trascorso è inoltre proseguita la riduzione dei costi di produzione, amministrativi e del personale del gruppo. Il bilancio di esercizio, che sarà presentato nei prossimi mesi, registrerà quindi l'equilibrio economico della gestione. La situazione economico-patrimoniale di Equitalia al 30 settembre 2014, infatti, conferma l'andamento positivo già registrato negli ultimi anni. Le azioni di efficientamento realizzate hanno contribuito a mantenere l'equilibrio della gestione permettendo di chiudere i primi nove mesi del 2014 con un risultato netto positivo di circa 10 milioni di euro. A fronte della riduzione dei costi Equitalia ha incrementato l'attività di assistenza nei confronti dei contribuenti. Nel 2014 è stata ampliata la rete degli "Sportelli amico", punti d'ascolto specializzati nella gestione delle problematiche dei contribuenti in particolare difficoltà. Contestualmente è aumentata la gamma dei servizi a disposizione di cittadini e imprese, con particolare attenzione all'utilizzo dei canali online. "Nell'anno appena cominciato - dice Benedetto Mineo, amministratore delegato di Equitalia - cercheremo di ampliare ulteriormente la nostra capacità di assistenza ai contribuenti in difficoltà e realizzeremo, in sinergia con i principali enti accertatori, azioni di riscossione ancora più mirate verso i grandi debitori che sottraggono al fisco ingenti risorse a danno di tutta la collettività".
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Ue, adesione a euro irreversibile. Berlino, Atene resti


"Secondo il trattato Ue l'appartenenza alla zona euro è irrevocabile". "L'euro c'è per restare" e crescere ed ha provato la sua resilienza", così un portavoce della Commissione europea dopo le indiscrezioni dello Spiegel.
Berlino, lavoriamo per eurozona forte con Atene inclusa - "Il governo tedesco e i suoi partner lavorano per rafforzare l'eurozona nel suo insieme e per tutti i suoi membri, Grecia inclusa". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, chiarendo l'atteggiamento dell'esecutivo sull'opzione Grexit. "Per fare questo bisogna andare avanti sulla strada seguita finora e sulle riforme". "L'eurozona ha fatto molti progressi, un'unione bancaria, un fondo di salvataggio e la possibilità di ammorbidire l'effetto contagio". Rispetto a un possibile effetto domino sull'Italia di un'eventuale uscita di Atene, il portavoce ha detto di non voler partecipare a illazioni.

"Negli ultimi anni si è lavorato per rafforzare l'eurozona, che ha attraversato difficoltà evidenti. Le difficoltà di alcuni Paesi hanno comportato dei rischi per altri. Abbiamo agito e siamo riusciti dal 2012 a creare dei meccanismi efficaci a creare fiducia e a poter mitigare gli effetti del contagio. Su questo si è fatto un bel passo in avanti", ha spiegato Seibert. Sollecitato sugli allarmi lanciati da alcuni economisti e politici in Germania proprio relativamente all'Italia nel caso di un Grexit, Seibert ha concluso: "Non sono nella posizione di partecipare a un simposio con degli economisti".

La Germania non interferirà nella campagna elettorale greca: "Rispettiamo il voto e aspettiamo. Si tratta di una decisione sovrana del popolo greco", ha aggiunto Seibert, rispondendo a una delle numerose domande sulle prossime elezioni e sullo scenario di un'eventuale uscita della Grecia dall'euro.

Hollande, chi vince elezioni rispetti impegni presi - Chiunque esca vincitore dalle elezioni anticipate in Grecia "dovrà rispettare gli impegni presi dal Paese" con i partner europei. E' quanto afferma il presidente francese Francois Hollande ai microfoni di France Inter, precisando che un'eventuale uscita di Atene dall'euro è una decisione che spetta "alla Grecia sola".
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Borsa, petrolio e Grecia pesano sui mercati

Europa gira in rosso con calo greggio, anche Milano in calo
 Avvio nervoso per le borse europee che falliscono il rimbalzo e oscillano attorno alla parità mentre il petrolio continua a scendere e restano le preoccupazioni sulla Grecia. A Londra il brent aggiorna i minimi dal 2009 perdendo l'1,79% a 52,16 dollari al barile mentre il Wti cede l'1,58% a 49,25 dollari. Milano cede lo 0,5% appesantita dall'Eni (-1,2%). In rosso anche Madrid (-0,50%), Parigi (-0,14%) e Londra (-0,14%) mentre Francoforte azzera i rialzi dell'apertura.   
Secondo Moody's, l'industria petrolifera sta entrando in un 2015 "difficile" a causa del crollo del greggio. Se nel 2015 il petrolio resterà attorno ai 55 dollari al barile il calo dei ricavi "colpirà l'utile dei gruppi produttori, riducendo i flussi di cassa da reinvestire", con un impatto a catena sulle aziende di servizi petroliferi. 
E si estende alle borse asiatiche l'ondata ribassista generata dall'inarrestabile crollo del prezzo del petrolio e dalle tensioni sulla Grecia. Dopo i tonfi dei listini europei e la seduta difficile di Wall Street, Tokyo ha ceduto il 3,02%, Taiwan il 2,43%, Seul l'1,74% e Sydney l'1,57%. Hong Kong e Mumbai, ancora in contrattazione, perdono l'1,25% e il 2,15% mentre limita i danni Shanghai
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lunedì 29 dicembre 2014

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