lunedì 1 dicembre 2014

Una famiglia su 4 senza tredicesima, allarme Confesercenti

Ma a Natale, nonostante le difficoltà, le famiglie spenderanno 270 milioni in più rispetto all'anno scorso
Aumentano le famiglie che non possono contare sulla tredicesima. Un italiano su quattro, secondo un sondaggio Confesercenti-Swg, dichiara infatti di non avere nel proprio nucleo familiare nessuno che benefici dello stipendio in più, contro il 22% dello scorso anno. In generale, comunque, grazie alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali le tredicesime quest'anno ammonteranno a 42,3 miliardi, in aumento dello 0,6%, pari a 8 euro in più per ogni lavoratore. 12,8 miliardi finiranno però in mutuo e conti in sospeso.

Il 2014 - per il sondaggio - è stato un anno difficile in cui la situazione dell'Italia è peggiorata, ma il Natale è sempre il Natale e le famiglie spenderanno per i regali 7 miliardi di euro, 270 milioni in più rispetto allo scorso anno, anche se preferiranno la convenienza alla qualità. Il 47% degli italiani si avvicinano alle festività con un atteggiamento "speranzoso". A dare una mano saranno le tredicesime, pari a 42 miliardi (in media +8 euro a lavoratore)
Malgrado l'aumento della spesa, solo il 14% degli intervistati del sondaggio afferma di voler spendere di più per i regali rispetto alle festività dello scorso anno, mentre il 31% opta per una spesa in linea con il 2013 ed il 55% sceglie invece, per quest'anno, di spendere meno. Tra gli italiani permane, quindi, un atteggiamento di grande prudenza e quest'anno la convenienza sarà la parola d'ordine per destreggiarsi tra le vie dello shopping natalizio: il 71% del campione risponde, infatti, che si potrà permettere regali convenienti per festeggiare, mentre solo il 16% preferirà regali di qualità per i propri cari ed, infine, un 13% ammette che non potrà permettersi nessun regalo.
Per i più piccoli si tenderà, però, ad orientare la scelta verso regali utili, come evidenzia la scelta del 43% del campione, ma un 31% non rinuncia alla tradizione dei giochi di una volta ed, infine, un 12% che opterà per sorprese tecnologiche. Il 60% degli italiani, comunque, ridurrà le spese natalizie. Il piccolo aumento delle tredicesime, dovuto alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali, sarà un sollievo, ma solo per alcuni: ben un italiano su quattro, infatti, dichiara di non avere nel proprio nucleo familiare una persona che beneficia dello stipendio in più. Inoltre ben 12,8 miliardi serviranno a pagare mutui e conti in sospeso. Ma i regali che gli italiani vorrebbero trovare sotto l'albero non si comprano con le tredicesime: il 35% vota per la riduzione della disoccupazione, il 30% per un calo delle tasse, il 24% per un contenimento di privilegi e abusi.
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Mps, Profumo: "Da Bce nessuna richiesta di revisione del piano"

Il progetto è in attesa del giudizio dell'Eurotower. "Non faccio previsioni"
"Da Francoforte", sede della Bce, "contrariamente a quanto è stato detto nei giorni scorsi, non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di revisione del piano". Lo ha detto il presidente di Mps, Alessandro Profumo, parlando del piano di ristrutturazione della banca già inviato ed in attesa di giudizio dell'Eurotower. Sul piano "non posso dire assolutamente niente - ha aggiunto Profumo ribadendo di non aver ricevuto nessuna richiesta di revisione - Stanno lavorando, vedremo poi che cosa ci diranno". "Per definizione preferisco non fare previsioni" ha concluso il presidente di Mps.
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Legge stabilità: Camera, ok a Manovra, va al Senato

L'Aula della Camera ha approvato la legge di stabilità con 324 sì, 108 no e 3 astenuti
L'Aula della Camera ha approvato la legge di stabilità con 324 sì, 108 no e 3 astenuti. Il testo, su cui ieri il governo ha incassato tre fiducie, passa al Senato.
Sì dell'Aula della Camera al Ddl di bilancio. Il documento è stato approvato a Montecitorio con 309 sì, 108 no e 3 astenuti.
Padoan, manovra migliorata, buoni rapporti con Renzi 
No estensione 80 euro a pensionati; conciliare stabilità-crescita
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan incassa il primo sì della Camera alla manovra che, nelle intenzioni del Governo, potrà rilanciare la crescita finanziando e sostenendo anche le riforme. Una manovra che ha 'retto' al primo esame uscendone - dice Padoan - ''migliorata''. Il ministro affida la sua soddisfazione per il via libera ad una nota ma in mattinata, dalle pagine del Corriere della Sera, fornisce alcune indicazioni. Innanzitutto sui rapporti con il premier, Matteo Renzi. Questo dopo giorni di voci (peraltro smentite dal ministero) di dirigenti del Mef in uscita per contrasti con Palazzo Chigi sulla politica economica. Così il ministro alla domanda se la 'chimica' funzioni con Renzi risponde "direi di sì".
Per quanto riguarda la manovra, da oggi all'esame di Palazzo Madama, il titolare di via XX Settembre spiega di essere convinto che ''consentirà all'Italia di avviare quell'inversione di tendenza, in termini di crescita economica e occupazionale, attesa da anni e di affrontare il 2015 con una fiducia accresciuta". Così ora ''è possibile conciliare la stabilità dei conti con le politiche di sostegno alla crescita e all'occupazione, indispensabili per contrastare la fase prolungata di recessione''.
Poi una considerazione 'di rito': "l'esame alla Camera del ddl di stabilità per il 2015, grazie al contributo costruttivo di tutti i gruppi parlamentari, ha consentito di migliorare elementi fondamentali del provvedimento senza alterarne l'impianto. Gli emendamenti approvati - sottolinea - hanno rafforzato infatti gli aspetti della manovra legati alle politiche per la famiglia e alle persone più disagiate, al reperimento delle risorse per i lavoratori svantaggiati, al sostegno delle imprese italiane, alla ricerca e alla cultura".
Sul prossimo passaggio in Senato Padoan nell'intervista, sulla possibilità di estendere il bonus di 80 euro ai pensionati, anticipa: "abbiamo fatto quanto consentito dalle risorse, cominciando dalla pressione fiscale sul lavoro per favorire più occupazione, che significa anche più crescita e quindi più risorse che potranno poi essere redistribuite". Infine il ministro rivendica di esser riuscito a intaccare di 18 miliardi le tasse dovute dagli italiani. Ma questo mantenendo sotto controllo il deficit: "sfondare il 3% sarebbe un errore gravissimo", implicherebbe una "totale perdita di credibilità".
"Mantenendo i vincoli di bilancio, continueremo a tagliare le tasse", spiega. E parlando del rinvio a marzo del giudizio Ue sul nostro bilancio sottolinea che "responsabilmente Bruxelles ha compreso che non si poteva continuare a strisciare sul fondo della crescita. Che non basta verificare, come fossimo computer, i saldi contabili per stabilire la giustezza o meno di una politica di bilancio". E questo aggiunge - e' "merito anche della presidenza di turno italiana".
"Noi con i cittadini, Renzi con le Lobby": è il testo di cartelli che i deputati di M5S hanno esposto nell'Aula della Camera al termine dell'intervento di Giorgio Sorial sulla legge di stabilità. La presidente Laura Boldrini ha ordinato ai commessi di rimuovere i cartelli.
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Benzina: nuovi ribassi, giù anche il diesel

Tutte le compagnie riducono i prezzi dei listini, il taglio maggiore arriva da Q8
Nuovi ribassi per i carburanti in scia al mancato taglio delle quote di produzione di petrolio da parte dell'Opec. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia e Staffetta Quotidiana praticamente tutte le compagnie riducono i prezzi dei listini, tranne Eni che aveva già messo mano ai prezzi venerdì scorso. Il taglio maggiore arriva da Q8 (-2,5 cent) con il prezzo medio praticato sul territorio agli 1,7 euro. Giù anche il diesel, con ribassi in linea alla verde, ed un prezzo medio intorno agli 1,63 euro.
Dopo la decisione di ieri dell'Opec il petrolio è ancora a picco, con nuovi minimi di oltre cinque anni per il Brent, sceso fino a 67 dollari al barile, e il Wti, arrivato a 63,72 dollari, un livello mai toccato dal luglio 2009. Le quotazioni sono poi risalite e attualmente i due contratti viaggiano a 69,57 dollari (in calo di 58 centesimi) e 65,60 (in calo di 65 centesimi).
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Tasse aumentate del 40% in 8 anni per le famiglie

Nello stesso periodo il reddito ha subito un incremento del 19%. Aumento dal 1995 al 2013, con 80 euro situazione 2014 migliora
Per le famiglie italiane, secondo la Cgia di Mestre, le tasse sono cresciute il doppio dei redditi tra il 1995 e il 2013. In questo arco di tempo il prelievo fiscale medio sulle famiglie è aumentato del 40%; i redditi nominali, invece, del 19%. Grazie al bonus degli 80 euro, nel 2014 la situazione è destinata a migliorare.
    Per la Cgia sulle famiglie grava un carico fiscale medio annuo di oltre 15.300 euro.
   
Tra il 1995 e il 2013 il peso delle tasse, delle imposte, dei tributi e dei contributi previdenziali è aumentato di oltre 4.400 euro (+40,4%). Si tratta, per la Cgia, di una crescita più che doppia rispetto a quella fatta registrare dal reddito nominale netto medio disponibile (+19,1%). Purtroppo, il trend dei redditi cambia completamente segno se si depura l'inflazione dal reddito disponibile: sempre nello stesso arco temporale, il reddito reale, ovvero il potere d'acquisto, è crollato, per la Cgia, del 19%.
I dati della Cgia fotografano un quadro di complessiva criticità per i quasi 26 milioni di famiglie italiane, aggravatosi ulteriormente con l'avvento della crisi. Dal 2007 (ultimo anno pre-crisi) al 2013, nonostante il peso fiscale sia leggermente diminuito registrando nell'ultimo anno addirittura una contrazione di 325 euro a seguito anche dell'abolizione dell'Imu sulla prima casa, il reddito disponibile netto ha subito una "sforbiciata" di quasi 3mila euro. Con troppe tasse e meno soldi a disposizione, tra il 2007 e il 2013 i consumi delle famiglie al netto dell'inflazione hanno subìto una caduta verticale, -13,4% che, in termini assoluti, equivalgono ad una contrazione media della spesa per ciascuna famiglia italiana di quasi 5.500 euro.
Ovviamente, per la Cgia, la riduzione del reddito disponibile è ascrivibile anche all'aumento della disoccupazione. Tra il 2007 e i primi 9 mesi di quest'anno è più che raddoppiata, se sette anni fa era al 6,1%, ora è al 12,6%.
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Pil, consumi terzo trimestre fermi Crollano gli investimenti

Dati Istat confermano una contrazione dello 0,1%. Consumatori: "In tre anni a picco consumi famiglie"
Consumi fermi e crollo degli investimenti. E' il quadro che emerge dai dati Istat relativi al terzo trimestre 2014. 
I DATI - Nel terzo trimestre 2014 i consumi finali nazionali hanno registrato una crescita nulla rispetto al secondo trimestre (nel dettaglio +0,1% la spesa delle famiglie residenti, -0,3% la spesa della PA), mentre gli investimenti sono scesi dell'1%. Le importazioni, si legge nelle statistiche Istat, sono diminuite dello 0,3% e le esportazioni sono aumentate dello 0,2%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,1 punti i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), -0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione (PA) e -0,2 gli investimenti fissi lordi. Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil (-0,1 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta è stato positivo per 0,1 punti percentuali.
L'economia italiana - secondo quanto rileva l'Istat confermando la stima del 14 novembre - nel terzo trimestre dell'anno ha registrato una contrazione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.
L'Istat ha anche rivisto al ribasso la variazione tendenziale del Pil nel terzo trimestre 2014. Rispetto allo stesso periodo del 2013, l'economia italiana è arretrata dello 0,5% contro il calo dello 0,4% stimato il 14 novembre. Il Pil acquisito per il 2014, quello che si otterrebbe cioè se nel quarto trimestre dell'anno l'economia italiana registrasse una variazione nulla, è pari a -0,4%.
MALE INDUSTRIA E COSTRUZIONI - Nel terzo trimestre 2014 tutti i comparti dell'economia italiana hanno mancato l'obiettivo della crescita. L'Istat registra andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell'agricoltura (-0,1%), dell'industria in senso stretto (-0,6%) e delle costruzioni (-1,1%), mentre il valore aggiunto dei servizi è rimasto stazionario. In termini tendenziali, il valore aggiunto è diminuito ovunque: -3,5% nel settore delle costruzioni, -1,1% nell&rsquoindustria in senso stretto, -1,3% nell&rsquoagricoltura e -0,1% nei servizi
RICASCO IN BORSA - Borse europee deboli, con Milano (-1,7%) in coda, dopo la conferma del calo del Pil trimestrale.
IN TRE ANNI A PICCO CONSUMI FAMIGLIE - Prosegue la lunga lista di dati negativi che fotografano il pessimo stato del nostro sistema economico. La domanda interna è al palo: nell'ultimo triennio i consumi delle famiglie sono diminuiti dal 10,7%, pari ad una contrazione sul mercato di oltre 78 miliardi di euro". Lo affermano in una nota Adusbef e Federconsumatori, commentando i dati sul Pil. "Siamo di fronte all'ennesima conferma di ciò che rivendichiamo da tempo: l'urgenza di una coraggiosa ed intraprendente azione tesa a restituire potere di acquisto alle famiglie e, la strada maestra per farlo, è un piano straordinario per il rilancio dell'occupazione. È ora di eliminare categoricamente da ogni disegno del Governo qualsiasi manovra che distolga risorse da tale scopo", sottolineano le associazioni. 
SINDACATI - Il Paese continua ad andare male, gli indicatori sono sempre negativi. Bisogna rilanciare assolutamente sviluppo e occupazione". Così il leader della Cisl, Annamaria Furlan, commentando i dati Istat sul Pil. "Vedo discutere tanto i governi di leggi sul mercato del lavoro ma le leggi sul mercato del lavoro non creano neppure un posto. Bisogna ripartire dagli aspetti infrastrutturali", ha sostenuto. Per Furlan, "non serve né minimizzare né urlare, serve un grande Patto per far ripartire il Paese: tutti insieme ce la possiamo fare, da solo - ha ribadito - nessuno ce la può fare a cambiare una situazione così drammatica".

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