lunedì 13 ottobre 2014

Via targa Fiat dal Lingotto, sventola la bandiera blu Fca

Nuovo gruppo ha sede legale in Olanda e fiscale a Londra
E' stata tolta la targa Fiat dal Lingotto: la nuova sede del gruppo è infatti in Olanda, mentre la residenza fiscale è a Londra. Sulla sede sventola la bandiera bianca con il logo blu del nuovo gruppo Fca. 
Fiat: perfezionata fusione, si chiama Fca - Si è perfezionata la fusione transfrontaliera di Fiat Spa con Fiat Investments in Fca, la nuova società di diritto olandese, con sede legale ad Amsterdam e sede fiscale a Londra in St James Street, che controlla anche Chrysler. Da oggi il nuovo gruppo sarà quotato a Wall Street e in Piazza Affari a partire dalla 15.30. Per l'ex-Lingotto si chiude ufficialmente una storia di 115 anni che lo lega a Torino, città natale, e all'Italia. Per i soci del Gruppo, valgono le nuove regole previste dallo Statuto di Fca e dal diritto olandese. Per effetto della fusione di Fiat e Chrysler in Fca cambiano alcune regole e diritti per gli attuali azionisti, che si ritrovano in mano titoli del nuovo gruppo con sede a Londra ma sottoposto alla legislazione olandese.
Proprio per questo le assemblee di Fca si terranno ad Amsterdam o ad Haarlemmermeer (aeroporto di Schiphol, Olanda) e non più a Torino e si eleverà al 10% la soglia per esercitare il diritto di richiedere l'assemblea da parte dei soci, contro l'attuale 5%. Secondo il diritto olandese, poi, non è prevista alcuna disciplina che regoli esplicitamente la sollecitazione delle deleghe di voto, mentre fino ad oggi gli azionisti di Fiat hanno potuto farlo sulla base di norme e regolamenti ben determinati. Inoltre, i portatori dei titoli Fca non avranno più un diritto di recesso analogo a quello riconosciuto con le azioni Fiat, previsto peraltro dalla normativa italiana. Quanto all'emissione di nuove azioni, secondo lo statuto di Fca, il Cda dispone della delega per limitare o escludere il diritto di opzione degli azionisti per un periodo iniziale di cinque anni, senza alcun limite previsto dalla legge olandese.
Tale diritto potrà essere esteso dall'assemblea per ulteriori periodi consecutivi, ciascuno dei quali non superiore a 5 anni. Il Cda, dal canto suo, può autorizzare l'emissione senza diritto di opzione di azioni ordinarie o di strumenti finanziari convertibili in azioni consentendo ad Fca di collocarli sul mercato. Si tratta di operazioni che "potranno essere effettuate per qualsiasi finalità - si legge sul prospetto - compreso quello di promuovere lo sviluppo di un mercato maggiormente liquido per le azioni ordinarie Fca sul Nyse", la Borsa di New York.
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Al francese Jean Tirole premio Nobel per l'economia

Per i suoi studi nel campo dell'economia industriale

Il premio Nobel per l'economia va al professore francese Jean Tirole, direttore della fondazione Jean-Jacques Laffront a Tolosa. E' statopremiato per i suoi studi nel campo dell'economia industriale.
Il premio 2014 a Tirole - spiega l'Accademia svedese delle scienze -riguarda "la sua analisi delle forze di mercato e della regolamentazione". Tirole, definito "uno dei più influenti economisti del nostro tempo", "più di ogni altra cosa ha chiarito come capire e regolamentare i settori industriali con poche, potenti imprese dominanti" e i rispettivi "fallimenti dei meccanismi di mercato", come prezzi più alti rispetto a quanto sarebbe motivato dai costi, o la sopravvivenza di imprese improduttive attraverso meccanismi per bloccare l'ingresso di aziende nuove e più produttive, dando risposta a come i governi debbano disciplinare la concorrenza e regolamentare il monopolio, o gestire fusioni e cartelli d'imprese.
Le migliori politiche della concorrenza "devono essere attentamente adattate alle condizioni specifiche di ciascun settore industriale", si legge in una nota da Stoccolma. E in una serie di articoli e libri Tirole "ha presentato uno schema generale per progettare queste politiche e applicarle, aiutando i governi a "incoraggiare le imprese potenti a diventare più produttive e, allo stesso tempo, impedirgli di danneggiare la concorrenza e i clienti".
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Camusso: sciopero generale dopo la manifestazione del 25 ottobre

Il leader Cgil: che sia davvero lo sciopero generale del Paese

 "Dopo la manifestazione del 25 ottobre" e le altre iniziative "dobbiamo continuare la mobilitazione" e "anche lo sciopero generale è una delle cose che metteremo in campo, ma nessuno pensi che sia tutto". Così la leader Cgil Susanna Camusso che auspica: "Quando arriveremo allo sciopero generale, che sia davvero lo sciopero generale del Paese".
"Noi non ci fermiamo nemmeno di fronte alla fiducia", e "siamo pronti a fare la nostra battaglia fino in fondo, non escludendo alcuna iniziativa: il 25 di ottobre piazza San Giovanni sarà piena", ha detto invece Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, a margine dell'assemblea provinciale dei delegati Fiom di Firenze.

"Siccome consideriamo che quei provvedimenti che vogliono prendere non sono giusti - ha spiegato -, vogliamo mobilitarci perché la vera partita non si gioca in Parlamento, si gioca nel Paese sulla base del consenso e della rappresentanza". Secondo Landini "il governo deve sapere che noi andremo avanti anche dopo il 25 ottobre. Non ci fermiamo, se loro mettono la fiducia, perché noi pensiamo di avere la fiducia nel Paese".
Ai cronisti che gli chiedevano se la manifestazione fosse aperta anche a coloro che nel Pd hanno detto di voler partecipare, il leader della Fiom ha risposto dicendo che "noi non escludiamo nessuno, chi è d'accordo con la piattaforma può venire".
"Al Parlamento chiediamo di provare a fare il Parlamento, perché se continuano a votare fiducie su fiducie", come nel caso del Jobs Act, "è meglio chiuderlo", ha aggiunto Landini. "A cosa serve - si è chiesto - avere un Parlamento che non svolge il proprio ruolo? La scelta di porre la fiducia è un problema non solo per i sindacati, ma anche per il Parlamento perché, se su questioni così importanti, passa la logica che il Parlamento non esiste più di fatto, che vota non la fiducia al governo ma la sfiducia a se stesso, questo rende evidente la crisi democratica che sta attraversando il nostro Paese".
   Telefonate "tutti i giorni" tra Matteo Renzi e Maurizio Landini? "Mattino, pomeriggio, sera...perbacco, non faccio altro! E' il mio problema principale...", ha risposto scherzando il leader della Fiom. 
   "In realtà forse a Matteo Renzi fischiano le orecchie - ha spiegato Landini, a margine dell'assemblea provinciale dei delegati Fiom di Firenze - perché i problemi di questo Paese passano attraverso il rilancio del sistema industriale, partire dall'articolo 18 intanto crea un conflitto, e se ne deve assumere la responsabilità, mentre bisognerebbe partire dagli investimenti e avere in testa l'idea che il lavoro deve avere dei diritti".

   E a chi gli chiede se ha in programma una 'discesa in campo' in politica risponde: "Io faccio il sindacalista della Fiom: ho ancora tre anni di mandato e vorrei provare a completarlo, soprattutto per rispetto degli iscritti e dei lavoratori". Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, ai giornalisti che gli chiedevano se avesse in programma una 'discesa in campo' in politica.

    "Piuttosto che ragionare del mio futuro - ha affermato, a margine dell'assemblea provinciale dei delegati Fiom di Firenze - Ã¨ meglio ragionare del futuro di questo Paese, che invece non ce l'ha. Queste personalizzazioni sono uno dei mali di questa fase. Oggi il nostro interlocutore è il governo; siamo autonomi e indipendenti dai partiti, dai governi e dalle imprese".

    In generale, Landini ha spiegato che "sono quattro anni che tutte le volte che la Fiom fa qualcosa, si dice che vuol fare un partito. E' vero che c'è una crisi dei partiti, ma non è mica colpa nostra. Il nostro problema, adesso, è quello di unire i lavoratori e impedire che ci sia una competizione tra le persone che lavorano e rilanciare, anche, un'idea diversa di Paese. La nostra è una battaglia sindacale, che certo ha anche un significato politico, perché stiamo proponendo anche un modello sociale diverso".
"Non abbiamo aspettato Cisl e Uil" e il 25 ottobre la Cgil manifesterà, ma "la nostra forza sarà quando anche loro saranno in piazza". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo all'Attivo del quadri dei delegati del sindacato di Roma e Lazio.
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Luxottica: Massimo Vian nuovo Ad, oggi Cda

Il presidente Leonardo Del Vecchio lo proporrà oggi al Consiglio di amministrazione
Il presidente di Luxottica Leonardo Del vecchio ha deciso di proporre al consiglio di amministrazione convocato per oggi di cooptare Massimo Vian al ruolo di co-amministratore delegato con le deleghe per l'area Operations e Prodotto e, ad interim, quelle per le funzioni Corporate e Mercati. 
Prosegue il calo di Luxottica in Piazza Affari, dove il titolo perde l'8% a 37,79 euro. Vivaci gli scambi, per 3,3 milioni di pezzi, a fronte di una media giornaliera mensile di 700.000 titoli, pari allo 0,7% del capitale. Nelle sale operative vengono ipotizzati acquisti da parte del presidente Leonardo Del Vecchio per sostenere il titolo, analogamente a quanto fece lo scorso settembre dopo le dimissioni di Andrea Guerra.
Il cda di Luxottica si riunirà in serata ma Claudio Costamagna è in sede già dalla mattinata. ''Non ancora'' risponde il consigliere a chi gli chiede se il cda sia già iniziato. Secondo indiscrezioni di stampa nella sede del gruppo sono in corso riunioni preparatorie al cda già dalla mattina. Tira dritto invece, senza rispondere a una domanda diretta sulle sue possibili dimissioni.
Luxottica fa sapere che "il processo di selezione del co-Ceo Mercati procede sulla base di una lista di candidati di elevato profilo". "Alla luce dei solidi risultati del terzo trimestre - prosegue la nota - Luxottica ritiene di poter procedere in tale ricerca nei tempi necessari a prendere la decisione migliore".
Il presidente di Luxottica Leonardo Del Vecchio annuncia che è attualmente allo studio un riassetto di Delfin "con l'obiettivo di migliorarne la governance e separare ulteriormente la proprietà dalla gestione delle aziende partecipate". "L'ingresso in Cda di Leonardo Maria Del Vecchio - aggiunge in una nota - non è mai stato preso in considerazione". Inoltre "l'attuale consigliere Claudio Del Vecchio non sarà riconfermato alla scadenza del mandato per dare omogeneità alle posizioni di tutti i membri della famiglia".
 Zaia, io tifo per Del Vecchio - "Io tifo per Leonardo Del Vecchio. Luxottica resti quella che conosciamo, leader mondiale dell'occhialeria, momento di vanto ed orgoglio per noi veneti". A dirlo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando quanto sta avvenendo in queste ore ai vertici del colosso bellunese dell'occhialeria. "Luxottica è anche una grande realtà di occupazione, per cui - ha aggiunto - siamo al fianco di Del Vecchio e gli chiediamo di essere ancora veneto fino in fondo, presente in Veneto, con i nostri lavoratori, perché noi siamo i numeri uno e gli occhiali come li facciamo noi non li fa nessuno".
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Padoan, nessun negoziato con Bruxelles

Siamo in un processo assolutamente normale
Non c'è nessun negoziato con Bruxelles, siamo in un processo assolutamente normale": lo ha detto il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan rispondendo a chi gli chiedeva se c'è un negoziato in corso con Bruxelles sui saldi di bilancio 2015
 "Naturalmente Bruxelles riceverà immediatamente i numeri della legge di stabilità una volta approvata, e poi avvieremo un dialogo normale che si concluderà rapidamente una volta che la Commissione avrà analizzato non solo i numeri ma anche la logica nella quale questo programma si inscrive", ha aggiunto Padoan.
Da ora tema investimenti anche a Eurogruppo. "Sono molto soddisfatto del fatto che l'Eurogruppo ha deciso di seguire l'agenda dell'Ecofin sugli investimenti e ha anche considerato il ruolo delle riforme strutturali nel processo di consolidamento dell'Eurozona, come suggerito dalla presidenza europea": così il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan entrando all'Eurogruppo.   
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giovedì 9 ottobre 2014

Fed teme rallentamento Ue e dollaro forte

Timori potrebbero spingere banca centrale Usa a cautela su tassi
Il rallentamento dell'economia globale, soprattutto dell'area euro, e il dollaro forte preoccupano la Federal Reserve. E Wall Street vola, convinta che i timori spingeranno la Fed a muoversi con cautela nell'aumentare i tassi. Dopo la debolezza di avvio seduta, gli indici americani spiccano il volo, con i verbali dell'ultima riunione della Fed del 16-17 settembre, che hanno mostrato una maggiore attenzione sul rallentamento della crescita oltreoceano invece che sulle pressioni inflazionistiche.
    La crescita debole in Europa, Giappone e Cina potrebbe avere un impatto sull'economia americana. E il dollaro forte potrebbe mettere a rischio le esportazioni e aumentare le pressioni al ribasso sui prezzi. Il Dow Jones chiude in rialzo dell'1,63% a 16.690,01 punti. Il Nasdaq avanza dell'1,90% a 4.468,69 punti.
    Lo S&P 500 guadagna l'1,70% a 1.968,6 punti. "Alcuni partecipanti hanno espresso preoccupazione per la bassa crescita e l'inflazione nell'area euro, che potrebbe tradursi in un ulteriore apprezzamento del dollaro e avere effetti negativi" sulle esportazioni, afferma la Fed, sottolineando che "alcuni partecipanti hanno messo in evidenza come la crescita più lenta in Cina e Giappone, così come le tensioni in Medio oriente e in Ucraina, pongono simili rischi". L'euro si è apprezzato di quasi l'8% dall'inizio dell'anno, con l'aumento più significativo avvenuto da giugno in poi.
 
   
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Prezzi delle case fermi in Ue, -4,8% in Italia

Eurostat: +1,7% per intera Ue. +10,2% in Gran Bretagna
Fermi i prezzi delle case nell'Eurozona. Secondo i dati forniti da Eurostat, nel secondo trimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2013 i prezzi sono invariati nella media dei 18 paesi della moneta unica. Forte calo in Italia: con -4,8% si registra la contrazione maggiore dopo quella della Slovenia (-9,8%). I prezzi del mercato immobiliare sono invece aumentati dello 1,7% nell'insieme della Ue, con forte crescita in Estonia (+14,5%), Irlanda (+12,5%) e Gran Bretagna (+10,2%).

Rispetto al primo trimestre dell'anno, nel secondo i prezzi nell'Eurozona sono aumentati dello 0,9% e nella Ue-28 dello 1,4%. Ma anche su base trimestrale il dato italiano è in controtendenza rispetto alle medie europee: -0,5%, unico dato negativo assieme a Slovenia (-2,6%) e Romania (-1,3%).
   
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