martedì 25 novembre 2014

Ocse: Italia tornerà a crescere nel 2015, Pil +0,2%

Nel prossimo anno debito ancora su, a 132,8% del Pil. La disoccupazione giù dal 2016, ma sopra il 12%
Dopo la contrazione del 2014, l'economia italiana "dovrebbe tornare alla crescita per la metà del 2015, e accelerare un po' nel 2016". Lo afferma l'Ocse, stimando che il Pil dell'Italia, dopo il -0,4% del 2014, crescerà dello 0,2% e dell'1% nel 2016.

In particolare, spiega l'Ocse, "il supporto della politica monetaria della Bce dovrebbe migliorare le condizioni finanziarie e facilitare una risalita dei prestiti bancari, che dovrebbe aumentare gli investimenti". Secondo l'organizzazione parigina, gli investimenti lordi, calati del 2,7% su base annua nel 2014, cresceranno dello 0,1% nel 2015 e del 2% nel 2016. Inoltre, scrive sempre l'Ocse, un contributo a una crescita più forte arriverà anche dalla "rivitalizzazione prevista per il mercato dell'export italiano", con un +1,7% nel 2014, +2,7% nel 2015 e +4,6% nel 2016 per le esportazioni lorde, e rispettivamente +0,1%, +0,2% e +0,5% per quelle nette. Resterà invece limitata la ripresa dei consumi privati, che cresceranno dello 0,3% nel 2015 e dello 0,5% nel 2016. L'insieme della domanda interna, che quest'anno è calata dello 0,4%, sarà stabile nel 2015 e crescerà dello 0,6% nel 2016.

Il debito pubblico dell'Italia continuerà a crescere nei prossimi due anni, passando dal 130,6% del Pil nel 2014 al 132,8% nel 2016 e al 133,5% nel 2016. L'Ocse sottolinea che il livello elevato del debito "costituisce una vulnerabilità significativa" per il nostro Paese.

In Italia, "la disoccupazione comincerà a diminuire nel 2016, ma resterà a livelli elevati, mentre gli aumenti dei salari sembrano destinati a rimanere modesti". Lo prevede l'Ocse nel suo Economic Outlook, in cui stima un tasso di senza lavoro al 12,4% nel 2014, 12,3% nel 2015 e 12,1% nel 2016.

"Il ritmo di riassetto strutturale dei conti più lento rispetto agli impegni precedenti proposto da Francia e Italia nelle loro leggi di bilancio 2015 pare appropriato", perché "può dare alle riforme strutturali già concordate e alle politiche monetarie accomodanti una possibilità di rilanciare l'attività economica".




RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

Moody's, incompleti riforme e risanamento dell'Italia

Il nostro Paese e la Spagna vulnerabili nonostante Bce
"I governi della 'periferia' dell'Eurozona hanno fatto molto ma i piani di consolidamento di bilancio e riforme restano incompleti, specialmente in Italia". Lo scrive Moody's, secondo cui le minori ambizioni riformatrici di Italia e Francia minacciano la crescita futura e lasciano i Paesi più vulnerabili ai mercati.

"L'Italia è uno dei Paesi dell'Eurozona più esposti" a un potenziale cambiamento nei flussi finanziari, nonostante la Bce, "dato un fabbisogno lordo di finanziamento del debito stimato a circa il 29% del Pil nel 2015". Secondo Moody's "anche la Spagna è vulnerabile" con un 20%, che la colloca al secondo posto nell'Eurozona.
   
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

Crisi: Usa; pil terzo trimestre +3,9%, oltre attese

Moody's, crescita Usa 2015 aiuta ripresa mondo
Accelera l'economia americana nel terzo trimestre. Il pil è cresciuto del 3,9%, oltre le attese degli analisti. Il pil americano ha accelerato rispetto alle attese. La prima stima del terzo trimestre era infatti di una crescita del 3,5% e gli analisti scommettevano su una revisione al ribasso al 3,3%. A spingere sono i consumi, cresciuti del 2,2% rispetto all'1,8% precedentemente stimato. le esportazioni sono salite del 4,9%, mentre le importazioni sono scese dello 0,7%. La crescita americana negli ultimi due trimestre (+4,6% nel secondo trimestre e +3,9% nel terzo) rappresentano i sei mesi migliori dal 2003.
Moody's, crescita Usa 2015 aiuta ripresa mondo  - La crescita americana nel 2015 aiuterà una graduale ripresa dell'economia globale e aiuterà l'outlook stabile per i rating globali. Lo afferma l'agenzia Moody's in una nota, sottolineando che uno dei rischi è uno shock alla fiducia legato all'aumento dei tassi di interesse americani. Moody's prevede che il pil americano crescerà nel 2015 del 3%.
Europa accelera dopo pil Usa, Francoforte +1,3% - Le borse europee aggiornano i massimi di seduta dopo il dato sul pil Usa del terzo trimestre, migliore delle attese. Francoforte e Madrid avanzano dell'1,3%, Milano dell'1,2%, Parigi dello 0,8% e Londra dello 0,3%.
   
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

Rientro capitali: Uif Bankitalia, urge reato autoriciclaggio

Colmare tempestivamente lacuna, in ddl risposta apprezzabile
L'assenza del reato di autoriciclaggio "rende di fatto difficoltoso il perseguimento di coloro che si prestano a riciclare fondi di provenienza illecita in attività economiche legali" ed è "auspicabile che possa essere tempestivamente colmata tale lacuna". Così il direttore della Uif di Bankitalia, Claudio Clemente, in audizione sul rientro dei capitali, sottolineando che il provvedimento che introduce il nuovo reato "fornisce una risposta apprezzabile". Per la Uif servono però alcune correzioni. 
La Uif di Bankitalia "ha rappresentato in più occasioni l'esigenza di una completa revisione dell'apparato sanzionatorio antiriciclaggio, attraverso la previsione di sanzioni proporzionate, effettive e dissuasive". Lo ha detto il direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia Claudio Clemente, sottolineando che "una riforma in tal senso è attualmente in discussione presso il ministero dell'Economia".
Bankitalia stima 74mila segnalazioni riciclaggio in 2014 - Le segnalazioni di operazioni sospette alla Uif di Bankitalia sono passate "da 12.500 del 2007 a circa 74mila stimate" per il 2014 con un "trend di espansione molto elevato". Così il direttore della Uif Claudio Clemente, in audizione in Senato sul rientro dei capitali, sottolineando che c'è "consapevolezza crescente" dell'importanza della prevenzione da parte degli operatori, e che "negli ultimi anni oltre il 50% delle segnalazioni" sono state approfondite dagli organi investigativi.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

Canone Rai da 60 euro, si pagherà nella bolletta della luce

Giacomelli: 'Escluso su seconde case, complesso legarlo a Irpef'
La riflessione in atto per ridurre e semplificare il canone Rai, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, è strategica ma appare improbabile che l'ipotesi di mettere il canone in bolletta possa maturare entro questa legge di stabilità visti i tempi tecnici troppo stretti.
"Il canone Rai sarà in bolletta elettrica dal gennaio 2015". Lo ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli a 24 Mattino, aggiungendo che "in linea di massima sulla seconda casa è escluso" e che "legarlo all'Irpef mi pare complesso e farraginoso".

"Si pagheranno 60, 65 euro? E' una cifra plausibile. Certamente pagheremo molto meno. Questa non è una riforma contro nessuno. E' per recuperare l'evasione. Chi evadeva ci rimette, questo è sicuro". Lo ha detto il sottosegretario Antonello Giacomelli a 24 Mattino su Radio 24. "Chi dovrà pagare il canone? Chi possiede un contratto di fornitura elettrica - ha aggiunto -. La norma prevede la tassa in base al possesso del televisore ed è una norma anacronistica. Se (il canone ndr) rimanesse legato a quel concetto dovrei dire 'il possesso di un apparecchio televisivo, oppure di un pc, oppure di un tablet, oppure di uno smartphone, oppure di ogni altro device atto a ricevere il segnale'. Vuol dire fare una norma con prescrizioni molto ampie e molto dure ma sostanzialmente inapplicabile, in altre parole prendere in giro e continuare a consentire l'evasione. Quindi noi identifichiamo l'elemento unificante, che è l'alimentazione dei diversi device e quindi, il contratto di fornitura elettrica".

"Contiamo di presentare in Senato un emendamento alla legge di stabilità per inserire questa norma - ha spiegato il sottosegretario - con l'intenzione di renderlo effettivo già da gennaio dell'anno prossimo. Con questo strumento consideriamo di recuperare in modo pressoché totale l'evasione. C'è un'evasione per cui siamo tra i primi in Europa che è attorno ai 600 milioni per un canone che è oggettivamente tra i più bassi in Europa. Questa situazione non è più tollerabile". "La scelta vera - ha continuato Giacomelli - è che, d'accordo con Rai, la nostra intenzione è di non trasferire alla Rai in aggiunta al gettito attuale l'evasione recuperata ma abbiamo deciso di restituirla interamente ai cittadini, abbassando fortemente il canone". Giacomelli ha quindi escluso il pagamento per le seconde case: "tendenzialmente l'idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso. Qui si tratta di capire - ha precisato Giacomelli - come introdurre qualche punto di equità. C'è chi dice che potremmo incrociare i dati del reddito, e legare il canone all'Irpef, io sono un po' perplesso su questa possibilità. Legato all'Irpef mi pare molto più complesso e farraginoso".
Rai: blog Grillo, canone in bolletta non si può mettere  - "Il canone Rai in bolletta non si può mettere". Questo è il titolo di un post sul blog di Beppe Grillo a firma del capogruppo M5S in Commissione di Vigilanza, Alberto Airola. "Una questione molto controversa - si legge - che già da anni si discute e poi si è sempre accantonata, perché presenta delle difficoltà particolari, si parla di profili di incostituzionalità. In ogni caso i gestori sono moltissimi e non si sa come ripartire su tutti questi gestori l'onere del canone Rai. Ma ancor più grave non si sa come dimostrare chi possiede un televisore e chi no!". 


   
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

lunedì 24 novembre 2014

Crisi: nuovo minimo record per tasso Btp al 2,18%

Spread Btp bund in calo a 140 punti
 Nuovo minimo record per il rendimento del Btp decennale che, in avvio di settimana, scende sotto il 2,20% al 2,18%. Lo spread tra il decennale italiano ed il Bund tedesco scende questa mattina a 140 punti (144 alla chiusura di venerdì).
   
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

Ivass: ''Siti comparativi assicurazione auto scorretti, correggerli''

Codacons: ''Oscurare siti scorretti''
ROMA - Troppa pubblicità che può confondere i consumatori, evidenza ad imprese con cui si sono conclusi accordi e da cui si hanno provvigioni, confronti di prodotti disomogenei. Sono alcune delle criticità "di trasparenza e correttezza" dei siti di comparazione rc auto denunciate dall'Ivass che chiede correttivi entro il 31 gennaio 2015. L'indagine, comunica l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha preso spunto dalla forte diffusione della comparazione on line di prodotti assicurativi nel settore rc auto (circa 12,9 milioni di preventivi effettuati nel 2013 attraverso 6 siti operanti in Italia). Dalle verifiche sono emersi "diversi profili di criticità per i consumatori". In primo luogo "i siti comparano solo (o prevalentemente) i prodotti di poche imprese con cui hanno concluso accordi e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato attraverso di essi. Il numero delle compagnie pubblicizzate è in genere superiore a quello delle imprese effettivamente confrontate e la comparazione è basata esclusivamente sul prezzo e non tiene conto delle diverse caratteristiche dei prodotti in termini di massimali, franchigie, rivalse ed esclusioni. Ciò comporta "il confronto di prodotti disomogenei e non sempre adeguati alle esigenze assicurative dei consumatori, rischio amplificato dalla diffusa pratica dell'abbinamento automatico di coperture accessorie non richieste dall'utente". In più, denuncia ancora l'Ivass, i siti fanno largo uso di messaggi pubblicitari formulati in modo da ingenerare nei consumatori il convincimento di poter ottenere notevoli risparmi ("fino a 500 euro") e di acquistare il "miglior prodotto" o di rivolgersi alla "migliore impresa". Non indicano tuttavia i criteri di valutazione dei prodotti e delle imprese né le basi di calcolo del risparmio promesso. Per questo l'Authority è intervenuta sugli intermediari assicurativi che gestiscono i siti comparativi oggetto della indagine chiedendo di adottare "specifiche misure correttive" entro il 31 gennaio del prossimo anno.
Le criticità riscontrate dall'Ivass in merito ai siti di comparazione delle tariffe rc auto "sono talmente gravi che rischiano di alterare l'intero mercato assicurativo e danneggiare gli utenti". Lo denuncia il Codacons, che chiede di "oscurare le pagine web dei siti, almeno fino a che l'istituto non potrà verificare la correzione delle criticità emerse". "Pubblicizzare o dare evidenza a imprese dalle quali si ricevono provvigioni - sottolinea l'associazione in una nota - altera sensibilmente le scelte dei consumatori che si rivolgono a tali siti, i quali vengono dirottati su determinati operatori a discapito di una reale concorrenza. Le conseguenze potrebbero essere non indifferenti sia per l'intero mercato assicurativo, sia per le tasche degli utenti".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

In arrivo emendamento sulle pensioni d'oro

Da una "falla" della legge Fornero trarrebbero beneficio soprattutto 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti
In arrivo un emendamento del Governo sulle pensioni d'oro per 'coprire una falla' della Legge Fornero' che riguarda i benefici soprattutto dei 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti. Da quanto apprende l'ANSA da fonti parlamentari di maggioranza si resta in attesa delle quantificazioni sollecitate dall'esecutivo alla Rgs.
Dallo staff di Matteo Renzi si sono accorti di una "falla" della legge Fornero che consente un cumulo a chi è passato dal sistema contributivo a quello retributivo: una falla da cui trarrebbero beneficio soprattutto 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti che nel cumulo finirebbero per ricevere una pensione più alta di quella che avrebbero percepito col vecchio sistema. Un evidente paradosso, viene spiegato da fonti parlamentari di maggioranza, in una riforma che ha comportato sacrifici per tutti, specie per i più giovani. Il governo intende porvi rimedio con un emendamento alla legge di stabilità, su cui è in corso l'esame alla Camera, che rappresenti una sorta di clausola di salvaguardia tale da non migliorare la posizione di chi ha cambiato sistema. E siccome dalla Ragioneria dello Stato non arriverebbero ancora le quantificazioni, a palazzo Chigi sembrano intenzionati a tener duro, presentando comunque l'emendamento in questione, già autorizzato dal ministro Boschi.
Codacons, "falla" pensioni d'oro costa 2,6 mld
La "falla" della legge Fornero sulle pensioni d'oro riguarda 160.000 persone e costa allo Stato 2,6 miliardi in 10 anni. E' il calcolo del Codacons che plaude alla volontà del governo di sanare la questione con un emendamento alla legge di stabilità. "La clausola si salvaguardia voluta dall'allora Ministro del lavoro Elsa Fornero - spiega l'associazione in una nota - fissava un tetto alle pensioni più ricche stabilendo che, a partire dal primo gennaio 2012, i lavoratori che pur avendo raggiunto i 40 anni di anzianità decidevano di rimanere in servizio fino ai 70 o ai 75 anni, avrebbero percepito una pensione non superiore all'80% del valore dell'ultimo stipendio. Tale clausola, che di fatto poneva un limite all'importo delle pensioni erogate dall'Inps, è però misteriosamente sparita - denuncia il Codacons - con la conseguenza che circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità, grazie a tale "falla" potranno contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell'ultimo stipendio percepito". L'associazione ha in proposito presentato una denuncia alla Procura di Roma.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

In arrivo emendamento sulle pensioni d'oro

Da una "falla" della legge Fornero trarrebbero beneficio soprattutto 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti
In arrivo un emendamento del Governo sulle pensioni d'oro per 'coprire una falla' della Legge Fornero' che riguarda i benefici soprattutto dei 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti. Da quanto apprende l'ANSA da fonti parlamentari di maggioranza si resta in attesa delle quantificazioni sollecitate dall'esecutivo alla Rgs.
Dallo staff di Matteo Renzi si sono accorti di una "falla" della legge Fornero che consente un cumulo a chi è passato dal sistema contributivo a quello retributivo: una falla da cui trarrebbero beneficio soprattutto 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti che nel cumulo finirebbero per ricevere una pensione più alta di quella che avrebbero percepito col vecchio sistema. Un evidente paradosso, viene spiegato da fonti parlamentari di maggioranza, in una riforma che ha comportato sacrifici per tutti, specie per i più giovani. Il governo intende porvi rimedio con un emendamento alla legge di stabilità, su cui è in corso l'esame alla Camera, che rappresenti una sorta di clausola di salvaguardia tale da non migliorare la posizione di chi ha cambiato sistema. E siccome dalla Ragioneria dello Stato non arriverebbero ancora le quantificazioni, a palazzo Chigi sembrano intenzionati a tener duro, presentando comunque l'emendamento in questione, già autorizzato dal ministro Boschi.
Codacons, "falla" pensioni d'oro costa 2,6 mld
La "falla" della legge Fornero sulle pensioni d'oro riguarda 160.000 persone e costa allo Stato 2,6 miliardi in 10 anni. E' il calcolo del Codacons che plaude alla volontà del governo di sanare la questione con un emendamento alla legge di stabilità. "La clausola si salvaguardia voluta dall'allora Ministro del lavoro Elsa Fornero - spiega l'associazione in una nota - fissava un tetto alle pensioni più ricche stabilendo che, a partire dal primo gennaio 2012, i lavoratori che pur avendo raggiunto i 40 anni di anzianità decidevano di rimanere in servizio fino ai 70 o ai 75 anni, avrebbero percepito una pensione non superiore all'80% del valore dell'ultimo stipendio. Tale clausola, che di fatto poneva un limite all'importo delle pensioni erogate dall'Inps, è però misteriosamente sparita - denuncia il Codacons - con la conseguenza che circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità, grazie a tale "falla" potranno contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell'ultimo stipendio percepito". L'associazione ha in proposito presentato una denuncia alla Procura di Roma.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Share:

Translate

Luce & gas

1&1 Telecommunication

Gambio DE - software per Il tuo negozio online

News Ansa - Economia

Lol Travel IT

Air Italy IT

noicompriamoauto IT

Volagratis IT

Europcar IT

Holiday Taxis-IT

gommadiretto.it

Hotels.com IT

Volagratis IT

Qatar IT

Air Italy IT

Pneumatici IT

Monclick

Rentalcars.com IT

Volotea IT

Archivio blog

Definition List

Unordered List

Support