martedì 17 marzo 2020

Coronavirus, Europa brillante, Milano +2,2%. Fed in campo, vola Wall Street Trump, l'economia si riprenderà rapidamente


A partire dalla seduta di domani, 18 marzo, la Consob ha introdotto un divieto alle posizioni nette corte (vendite allo scoperto e altre operazioni ribassiste) dopo aver ricevuto parere positivo dall'Esma. Il divieto, per la prima volta, si applica a tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano e durerà tre mesi. Oltre a vietare le vendite allo scoperto e altre posizioni ribassiste su tutto il listino per tre mesi la Consob ha deciso di introdurre, sempre da domani e per lo stesso periodo di tempo, un regime di trasparenza rafforzata sulle partecipazioni detenute dagli investitori nelle 48 società italiane quotate in Borsa a più alta capitalizzazione e ad azionariato diffuso. La nuova soglia è fissata al superamento delle quali scatta l'obbligo di comunicare la partecipazione è pari all'1% (dal 3%) per le società grandi e al 3% (dal 5%) per le Pmi.
Piazza Affari è riuscita a mettere a segno un piccolo rimbalzo, senza però azzerare il 6% perso nella vigilia. L'indice Ftse Mib ha guadagnato il 2,23% a 15.314 punti, recuperando 7,8 miliardi, ossia meno della metà degli oltre 18 persi nella seduta precedente. Brillanti gli scambi per 4 miliardi di euro, 0,6 in meno di ieri e 1,3 in meno di due giorni fa. L'esplosione del telelavoro nelle aziende e il rialzo delle quotazioni del greggio hanno oscurato il balzo dello spread, che ha chiuso a 278 punti dai 262 della chiusura di ieri, dopo aver toccato un massimo di seduta a 285,8 punti base. A fine giornata il rendimento del Btp a 10 anni è del 2,35%
Maglia rosa tra le grandi è stata Tim (+11,27%), mentre in tutto il listino ha brillato Molmed (+80,89%), che ha chiuso sotto ai 51 centesimi per azione offerti da Agc (Mitsubishi), che ha lanciato un'opa amichevole. Sugli scudi Eni (+5,76%) e Saipem (+4,31%), insieme a Terna (+7,81%) e Pirelli (+5,17%). Tra le banche, dopo l'asta da 109 miliardi della Bce, hanno corso Banco Bpm (+6,89%), Ubi (+4,81%), Unicredit (+3,96%) e Intesa (+3,46%). Sotto pressione Fca (-4,24%), che ha chiuso le fabbriche europee per due settimane.

Chiusura brillante per le principali borse europee. La migliore è stata Madrid (+5,97%% a 6.471 punti), seguita da Parigi (+2,84% a 3.991 punti), Londra (+2,79% a 5.294 punti) e Francoforte (+2% a 8.917 punti).

E' il settore delle telecomunicazioni quello favorito in Borsa nel rimbalzo dei listini europei. Un rally sulla scia di Wall Street all'indomani di un vero e proprio crollo per l'avanzata del coronavirus in tutti i continenti. Grazie al massiccio ricorso al telelavoro da parte delle aziende in Europa, l'indice di settore ha guadagnato oltre il 10% con rialzi a due cifre per la belga Proximus (+20,99%, la francese Iliad (+19,28%), la spagnola Telefonica (+17,8%) e l'olandese Koninklijke (+15,8%). In Piazza Affari gli acquisti si sono concentrati su Tim (+11,27% a 0,32 euro), che non è comunque riuscita a riportarsi sui livelli di due giorni fa, quando valeva 0,335 euro.
Wall Street in volata. Il Dow Jones sale del 5,70% a 21.343,97 punti, il Nasdaq avanza del 7,12% a 7.398,53 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un rialzo del 6,88% a 2.550,37 punti. A spingere è la Fed e il piano di stimoli all'economia a cui sta lavorando l'amministrazione Trump: un piano da 850 miliardi di dollari che include l'invio diretto di assegni agli americani. Illustrando il piano Steven Mnuchin ha anche rassicurato: i mercati resteranno aperti, anche se non si può escludere una riduzione delle ore di trading.

L'economia si riprenderà rapidamente: lo ha detto Donald Trump in un briefing alla Casa Bianca della task force Usa contro il coronavirus.

La Fed in campo a sostegno delle imprese. La banca centrale riapre la commercial paper funding facility, usata già in passato per rispondere alle difficoltà delle società nel raccogliere fondi sul mercato dei commercial paper. Il Tesoro americano fornirà alla Fed 10 miliardi di dollari come garanzia. La nuova facility resterà aperta fino al marzo 2021 e consente alla Fed di intervenire sul mercato dei prestiti a breve delle imprese.

La Fed starebbe valutando un allentamento delle norme sulle banche così da favorire il credito e il flusso di capitale ai tempi del coronavirus. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti.

Le banche europee hanno attinto 109 miliardi di euro nella prima asta Ltro, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine aggiuntive varate la scorsa settimana dalla Bce, nell'ambito delle misure dispiegate per fronteggiare l'emergenza coronavirus, "allo scopo di fornire immediata liquidità a supporto del sistema finanziario dell'area euro". I prestiti Ltro sono una misura ponte varata dalla Bce per assicurare liquidità alle banche in attesa che a giugno scattino i nuovi prestiti Tltro III.
La Casa Bianca sta valutando un paino da 1.000 miliardi di dollari a sostegno dell'economia alla prese con il coronavirus. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali la stima iniziale di 850 miliardi di dollari è stata rivista ora al rialzo.
Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 6% a 26,95 dollari al barile, ai minimi degli ultimi 4 anni.
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Coronavirus, Spread a 280, poi arretra. Borse volatili, ok Wall Street Gli operatori soppesano gli aggiornamenti sulla diffusione del virus in tutto il Vecchio Continente


Migliorano le borse europee dopo l'avvio positivo degli scambi a Wall Street e sul Nasdaq di New York. Madrid consolida il rialzo (+1,5%), mentre Milano si riporta in parità e Parigi riduce il calo allo 0,45%. Calo inferiore all'1% anche per Londra (-0,9%) e Francoforte (-0,95%). Stabile a 274 punti lo spread tra Btp e Bund, sotto pressione in Piazza Affari Fca (-7,7%), dopo un lungo congelamento al ribasso a seguito della decisione di chiudere per due settimane le fabbriche in Europa a causa del coronavirus. Scivolone di Osram (-26% a Francoforte) su ipotesi di un ripensamento alla fusione con Ams (-4,6%) a Zurigo, a causa dei recenti crolli di Borsa di quest'ultima. Tensione sul colosso dei viaggi Tui (-12,7%), sulla catena di alberghi Covivio (-14,6%), su EasyJet e Ryanair (-2,7% entrambe). Sprint di Tim (+5,1%) e Iliad (+17,2%), per effetto del telelavoro scattato in tutta Europa.

Apertura in territorio positivo per Wall Street. 
Il Dow Jones sale dell'1,80% a 20.553,21 punti, il Nasdaq avanza del 2,48% a 7.081,46 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,37% a 2.444,55 punti.
Seconda giornata di acquisti particolarmente 'pesanti' da parte della Bce sui Btp per tenere a bada lo spread. Fonti di mercato riferiscono all'ANSA che "già da poco dopo le otto di mattina continuano a fare acquisti a botte di 50 milioni di euro". 
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lunedì 16 marzo 2020

Multa record ad Apple da 1,1 miliardi in Francia Per comportamenti anticoncorrenziali sui prezzi rivenditori


L'autorità antitrust francese ha comminato una multa record da 1,1 miliardi di euro a Apple per comportamento anticompetitivo nei confronti dei suoi rivenditori retail. L'autorità francese ha detto di aver rilevato che Apple ha agito per impedire ai rivenditori in Francia di competere sui prezzi ed ha abusato del proprio potere economico su di essi.
L'Antitrust francese ha dunque accusato Apple di aver condotto "un'intesa all'interno della propria rete di distribuzione" e di "abuso di dipendenza economica nei confronti dei suoi rivenditori indipendenti", i negozi definiti Premium. "E' la più pesante sanzione mai comminata" dall'autorità per quella che viene considerata una pratica "particolarmente grave" recita un comunicato dell'authority per la concorrenza presieduta da Isabelle de Silva. Allo stesso tempo sono state inflitte anche a due grossisti francesi di Apple, le società Tech Data e Ingram Micro, multe per un totale di 140 milioni di euro per intese anticoncorrenziali. L'Antitrust francese ha individuato tre principali aree in cui il colosso Usa ha messo in atto comportamenti anticoncorrenziali.
In primis, "Apple e i suoi due grossisti - ha spiegato de Silva - hanno fatto un'intesa per non farsi concorrenza a vicenda" e impedire anche ai distributori di agire secondo le regole della concorrenza, "sterilizzando così il mercato all'ingrosso dei prodotti Apple".  In secondo luogo poi "i distributori detti Premium non potevano senza rischi praticare promozioni o ribassi dei prezzi, cosa che ha portato a un allineamento dei prezzi al dettaglio di tutti i distributori integrati di Apple e di quelli Premium indipendenti". Infine Apple "ha sfruttato abusivamente la dipendenza economica dei rivenditori Premium e imponendo loro condizioni economiche sfavorevoli rispetto a quelle dei suoi rivenditori integrati". Il caso era sorto nel 2012 quando uno dei rivenditori indipendenti del colosso di Cupertino, il sito eBizcuss, aveva denunciato Apple per concorrenza sleale, abuso di posizione dominante e abuso di dipendenza economica. Tra i comportamenti messi al bando quello di aver consegnato al rivenditore via via sempre meno prodotti per destinarli invece ai propri Apple store. 
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Coronavirus: a picco le Borse. Profondo rosso per Milano ma in chiusura recupera A Piazza Affari Fca ha segnato un -14,5%, penalizzata dalla chiusura degli impianti in Europa


Giornata molto nervosa e fortemente negativa per i mercati azionari del Vecchio continente: la Borsa peggiore è stata quella di Madrid, appesantita anche dai dati di impatto del Coronavirus in Spagna, che ha ceduto il 7,9% finale, seguita da Parigi (-5,7%), Francoforte (-5,3%) e Londra, che ha chiuso in perdita del 4,1%.
Profondo rosso per la Borsa di Milano, che riesce comunque a recuperare parte delle perdite accumulate nel pomeriggio quando il Ftse Mib era arrivato a perdere fino all'11,3%. L'indice delle blue chips ha chiuso in calo del 6,11% a 14.980 punti, bruciando circa 18,3 miliardi di euro e di fatto annullando il rimbalzo di venerdì scorso.
A Piazza Affari - la cui capitalizzazione è scesa a 340 miliardi di euro - hanno registrato cali superiori al 10% Fca (-14,5%), penalizzata dalla chiusura degli impianti in Europa, Unicredit (-12,6%), Tim (-12,3%), Leonardo (-12,1%), Mediobanca (-11,6%), Azimut (-11,3%), Ubi Banca (-10,6%), Exor (-10,1%) e Banca Generali (-10,1%). Male tutto il comparto bancario, dopo il taglio dei tassi della Fed e i timori di una gelata dell'economia, con Intesa (-9,7%), Banco Bpm (-7,9%) e Bper (-7,6%). Un altro tonfo per Atlantia (-7,2%) dopo i dati sul traffico, che registrano un crollo sulla rete autostradale e degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Si salvano dalle vendite Ferragamo (+3,6%) e la Juventus (+2%).(A
Lo spread tra Btp e Bund chiude in netto rialzo a 262 punti base dai 233 della chiusura di venerdì scorso, dopo aver toccato un massimo di seduta di 266. Il tasso di rendimento del decennale italiano è al 2,15%. 
Wall Street riduce le perdite. Il Dow Jones perde l'8,29% a 21.255,67 punti, il Nasdaq cede l'8,05% a 7.239,69 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 7,80% a 2.497,72 punti. 

Borse in picchiata in Asia e Pacifico, con epicentro a Sidney (-9,7%), nonostante l'intervento di ieri sera della Fed. Giù Tokyo (-2,46%), dopo misure della Banca Centrale Giapponese ritenute insufficienti, Shanghai (-3,4%), Taiwan (-4,06%) e Seul (-3,19%). Ancora aperte Hong Kong (-4,01%) e Mumbai (-5,78%). Il nuovo calo del greggio (Wti -4,19%) e lo scivolone dell'oro (-3,19%) hanno pesato sugli estrattivo-minerari Northern Star (-17,13%), Lynas (-16,28%) e Gold Road (-14,36%). In rosso i futures sull'Europa e su Wall Street.
 Shanghai chiude a -3,40%, Shenzhen a -4,83% - La Borse cinesi chiudono con un tonfo dopo che la Fed ha limato i tassi di 100 punti, varando un quantitative easing da 700 miliardi di dollari contro il coronavirus: Shanghai cede il 3,40%, a 2.789,25 punti, mentre Shenzhen il 4,83%, a 1.712,02. La Banca centrale cinese ha deciso venerdì l'iniezione di liquidità da 550 miliardi di yuan (78,8 miliardi di dollari) col taglio di 0,5-1% della riserva obbligatoria; oggi ha immesso 100 miliardi di yuan (14,28 miliardi di dollari) con la linea di credito di medio-termine (Mlf) a un anno e al tasso del 3,15%.(ANSA).
L'euro sale a 1,1147 dollari in primi scambi - L'euro sale sui mercati valutari dopo il taglio del costo del denaro deciso ieri sera a sorpresa dalla Fed. La moneta unica guadagno lo 0,3% sul dollaro portandosi a 1,1147 ed è in rialzo anche nei confronti dello yen a 118,64 nonostante le misure di sostegno annunciate dalla Boj, giudicate insufficienti dai mercati.
Vola l'oro, poi limita guadagni a +0,2% - Le decisioni prese a sorpresa ieri dalla Fed hanno messo le ali al prezzo dell'oro, che ha però poi perso spinta limitando i guadagni a +0,2%. Il metallo prezioso è arrivato a guadagnare 45 dollari l'oncia, salendo fino a 1.575 dollari, scendendo però poi a 1.532 con un rialzo di appena lo 0,2%.
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Fca chiude 2 settimane fabbriche Europa Fino al 27 marzo sospesa attività Italia, Polonia e Serbia


Fca e Maserati sospenderanno la produzione nella maggior parte dei loro stabilimenti produttivi in Europa fino al 27 marzo. La decisione rientra tra le misure in risposta all'emergenza Coronavirus. Chiuderanno in Italia le fabbriche di Melfi, Pomigliano, Cassino, le Carrozzerie di Mirafiori e Modena, all'estero Kragujevac in Serbia e Tychy in Polonia.
    La sospensione della produzione - spiega Fca - consente al gruppo di rispondere efficacemente all'interruzione della domanda del mercato garantendo l'ottimizzazione della fornitura.
    In particolare, la sospensione della produzione viene attuata in modo tale da consentire al Gruppo di riavviare la produzione tempestivamente quando le condizioni del mercato lo consentiranno.
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Effetto coronavirus sulle Borse: Europa giù, Parigi -9,5%. Milano -7%. Sale lo spread L'euro sale a 1,1147 dollari in primi scambi


Le principali borse europee temono il contagio da coronavirus, dopo che misure restrittive sono state adottate anche da altri Governi al di là delle Alpi. Parigi (-9,5%) è la peggiore, preceduta da Madrid (-8,9%), Francoforte (-8%) e Londra (-7,7%), con Milano a -7%.
Borse in picchiata in Asia e Pacifico, con epicentro a Sidney (-9,7%), nonostante l'intervento di ieri sera della Fed. Giù Tokyo (-2,46%), dopo misure della Banca Centrale Giapponese ritenute insufficienti, Shanghai (-3,4%), Taiwan (-4,06%) e Seul (-3,19%). Ancora aperte Hong Kong (-4,01%) e Mumbai (-5,78%). Il nuovo calo del greggio (Wti -4,19%) e lo scivolone dell'oro (-3,19%) hanno pesato sugli estrattivo-minerari Northern Star (-17,13%), Lynas (-16,28%) e Gold Road (-14,36%). In rosso i futures sull'Europa e su Wall Street.
Risale lo Spread Btp-Bund -  Continua a salire il differenziale tra Btp e Bund e il rendimento del decennale italiano supera la soglia del 2%. Il differenziale tra Btp e Bund tedesco è a quota 264,7 e il rendimento al 2,06%. 
Shanghai chiude a -3,40%, Shenzhen a -4,83% - La Borse cinesi chiudono con un tonfo dopo che la Fed ha limato i tassi di 100 punti, varando un quantitative easing da 700 miliardi di dollari contro il coronavirus: Shanghai cede il 3,40%, a 2.789,25 punti, mentre Shenzhen il 4,83%, a 1.712,02. La Banca centrale cinese ha deciso venerdì l'iniezione di liquidità da 550 miliardi di yuan (78,8 miliardi di dollari) col taglio di 0,5-1% della riserva obbligatoria; oggi ha immesso 100 miliardi di yuan (14,28 miliardi di dollari) con la linea di credito di medio-termine (Mlf) a un anno e al tasso del 3,15%.(ANSA).
L'euro sale a 1,1147 dollari in primi scambi - L'euro sale sui mercati valutari dopo il taglio del costo del denaro deciso ieri sera a sorpresa dalla Fed. La moneta unica guadagno lo 0,3% sul dollaro portandosi a 1,1147 ed è in rialzo anche nei confronti dello yen a 118,64 nonostante le misure di sostegno annunciate dalla Boj, giudicate insufficienti dai mercati.
Vola l'oro, poi limita guadagni a +0,2% - Le decisioni prese a sorpresa ieri dalla Fed hanno messo le ali al prezzo dell'oro, che ha però poi perso spinta limitando i guadagni a +0,2%. Il metallo prezioso è arrivato a guadagnare 45 dollari l'oncia, salendo fino a 1.575 dollari, scendendo però poi a 1.532 con un rialzo di appena lo 0,2%.
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domenica 15 marzo 2020

Coronavirus: sospeso invio cartelle Agenzia Riscossione ferma notifiche in attesa nuovo dl


 Sospeso l'invio delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione per la durata dell'emergenza Coronavirus. Lo riferiscono fonti di Agenzia delle entrate-Riscossione. Per disposizione del presidente Ernesto Maria Ruffini il blocco è in atto già da alcuni giorni, in attesa del nuovo decreto legge con le misure di sostegno per l'emergenza epidemiologica da COVID-19. L'iniziativa, decisa da Ruffini, prevede la "sospensione dell'invio dei documenti sia attraverso l'ordinario canale postale, sia attraverso la posta elettronica certificata"
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Coronavirus: appello Abi, chi può non vada in banca Sportelli aperti ma meglio prima telefonare.Tutti servizi online


 Un nuovo appello ad evitare di andare in banca, anche se gli sportelli riapriranno lunedì con i presidi sanitari, e a utilizzare il più possibile i servizi online e al bancomat. E' quello che arriva dal presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, e dal direttore generale Giovanni Sabatini. L'Abi invita chi desiderasse andare comunque, in particolare gli anziani che avessero meno confidenza con le tecnologie, a "telefonare in banca per consigliarsi su come risolvere il problema, ma senza uscire di casa".

Sospeso l'invio delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione per la durata dell'emergenza Coronavirus. Lo riferiscono fonti di Agenzia delle entrate-Riscossione. Per disposizione del presidente Ernesto Maria Ruffini il blocco è in atto già da alcuni giorni, in attesa del nuovo decreto legge con le misure di sostegno per l'emergenza epidemiologica da COVID-19. L'iniziativa, decisa da Ruffini, prevede la "sospensione dell'invio dei documenti sia attraverso l'ordinario canale postale, sia attraverso la posta elettronica certificata".
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sabato 14 marzo 2020

Alitalia: ipotesi fondi e newco pubblica Possibili misure in decreto anti-coronavirus


Nuove risorse per gestire l'emergenza Alitalia, aggravata dalle riduzioni dei voli a causa del Coronavirus, e creazione di una newco pubblica per prendere in affitto la parte aviation. Sono, secondo quanto apprende l'ANSA, le ipotesi al vaglio del governo per far fronte all'ulteriore emergenza dell'ex compagnia di bandiera. Possibile che le nuove misure siano introdotte con il decreto anti-Coronavirus che potrebbe essere varato nelle prossime ore.
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Coronavirus: Ferrari, 2 settimane stop Tranne dipendenti smart work. Garantita la continuità aziendale


Chiusura produttiva per due settimane, a partire da lunedì 16 marzo, ma con effetto immediato, per la Ferrari. Lo ha deciso il comitato esecutivo tra azienda e sindacato. Per gli stabilimenti Ferrari di Maranello e Modena si stabilisce che tutti i dipendenti (a eccezione di quelli impegnati in lavoro agile o smart working e, a rotazione, quelli impegnati nella salvaguardia degli impianti che, di fatto, garantiranno la continuità aziendale) osserveranno due settimane di astensione dal lavoro.
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Compagnie aeree, cigs per quasi 5 mila Da Alitalia a EasyJet e Blue Panorama per effetto coronavirus


Il coronavirus si abbatte sulle compagnie aeree basate in Italia, con ripercussioni anche per i dipendenti. Molte, infatti, negli ultimi giorni hanno deciso di avviare procedure di cigs che interesseranno nei prossimi mesi quasi 5 mila dipendenti: tra queste, oltre ai 2.785 chiesti da Alitalia, EasyJet ha avviato un programma di cigs per 1.469 dipendenti nelle varie sedi italiane, Blue Panorama ha chiesto la cigs per 634 persone. Ci sono poi i 1.450 a rischio licenziamento di Air Italy, la cui crisi è però antecedente al Covid-19. E gli oltre mille già in cigs di Alitalia.
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