domenica 8 marzo 2020

Coronavirus, no ad assalti ai supermercati: le scorte ci sono Confindustria: 'Serve circolare che chiarisca quali siano le comprovate esigenze'


I rifornimenti alimentari sono garantiti in tutte le aree del Paese nei mercati e nei supermercati dove occorre "evitare inutili accaparramenti che favoriscono solo le speculazioni". È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla "inutile corsa agli acquisti che si è verificata in alcune realtà per cibi e bevande", dopo il provvedimento varato dal Governo per contenere l'emergenza Coronavirus che introduce misure speciali per la regione Lombardia e 14 provincie di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. "Su nostra sollecitazione sono stati pubblicati i chiarimenti sul trasporto merci e sul lavoro necessari a dare continuità alle attività produttive nelle campagne dove vanno seguiti i cicli stagionali, dalla semina alla raccolta e garantita la cura delle piante e l'assistenza e l'alimentazione degli animali allevati nelle stalle, ma anche la trasformazione industriale e le consegne per la distribuzione commerciale", afferma in una nota il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.
Confesercenti lancia l'allarme per l'impatto sull'economia delle misure prese per contenere l'epidemia di coronavirus. "La salute pubblica è la priorità assoluta - dice la presidentessa Patrizia De Luise, commentando l'ultimo decreto - e con i nuovi provvedimenti anche l'emergenza per l'economia ha cambiato passo e i danni per le imprese rischiano di essere incalcolabili. Altissimo il tasso di micro, piccole e medie imprese - prosegue Luise - delle province isolate, decine di migliaia di attività del turismo, ma anche di negozi, bar, ristoranti e non solo, che sono o stanno per entrare in crisi: dovremo garantire a queste attività la sopravvivenza". De Luise sottolinea che "servono da subito interventi: moratorie per scadenze fiscali ed agevolazioni speciali per l'accesso al credito". Confesercenti aveva aggiornato ieri mattina, prima del decreto, le stime sull'impatto sull'economia dell'emergenza Coronavirus: la perdita di fino a 6,5 miliardi di consumi, interni e turistici, e 8 miliardi di Pil nel semestre, se la 'fase acuta' dell'allarme da contagio fosse durato fino ad aprile. Queste previsioni andranno ora ulteriormente riviste. "Ci troviamo di fronte ad una crisi che nessuno era preparato ad affrontare - osserva la presidente - ed è opportuno che tutti diano il proprio contributo: le nostre strutture territoriali si sono già attivate per informare e assistere le imprese in questa fase".
Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio e presidente della federazione italiana dettaglianti alimentari, assicura che "non vi è nell'immediato il rischio di non reperire prodotti alimentari e i nostri lavoratori stanno garantendo questo servizio essenziale. Occorre però prestare attenzione alle misure previste dal Dpcm che i nostri associati hanno tutta l'intenzione di rispettare". E Assolombarda sottolinea: "Alcuni chiarimenti al Dpcm che impatta su imprese e lavoratori: rientrano tra 'comprovate esigenze lavorative' tutte le attività di impresa. Nessun blocco ad attività produttive e lavorative nè a trasporti e circolazione delle merci". 
E sul sito del  governo arriva una nota esplicatica del dpcm: "Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci". Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia aveva sottolineato che "bisogna tutelare i vari aspetti del lavoro, sia nelle fabbriche perché nella manifattura non si può applicare lo smartworking, sia per quanto riguarda il transito merci. Se si fermano le merci ci sarà un effetto collaterale negativo acceleratore sull'economia. Serve - aveva osservato Boccia - una circolare applicativa sulle merci", che chiarisca se il transito è consentito o meno e quali siano le 'comprovate' esigenze di lavoro.
I pubblici esercizi riuniti nella Fipe - Confcommercio fanno sapere che "rispetteranno i provvedimenti annunciati nella notte dal Governo" ma fanno presente "che alcune disposizioni appaiono incoerenti e altre risultano di difficile applicazione, come la regola che riversa sulle imprese l'onere di tenere i clienti alla distanza di un metro. Oggi - sottolinea Fipe - centinaia di telefonate e appelli che chiedono la chiusura temporanea delle attività di Pubblico Esercizio, nella comprensibile preoccupazione - da imprenditori e da cittadini - per la salute di clienti, dei propri dipendenti e delle relative famiglie, come reazione alla difficoltà di gestione delle attuali disposizioni e nella speranza che questo sacrificio possa almeno servire ad accelerare il ripristino della normalità". "Le perdite - rileva - stanno mettendo in ginocchio intere categorie" di un settore che riunisce 300mila imprese e un milione di lavoratori.
La City vede cataclisma per l'economia - Nata come un'ovvia emergenza sanitaria, l'epidemia di coronavirus spaventa ormai anche per le ripercussioni economiche su scala mondiale che minaccia di produrre. Con gli analisti costretti a rivedere, al ribasso, le previsioni per il 2020: e non solo per la Cina, dove si teme una contrazione nel primo trimestre dell'anno fino al 10% di una crescita già ridotta dal 6% al 5,4%, il tasso più basso dal '90. Un contraccolpo di cui, all'ombra della City, alcuni economisti britannici stanno provando - come altri - a misurare l'entità globale in prospettiva con stime tutt'altro che tranquillizzanti. Fino a evocare perdite potenziali per l'economia complessiva del pianeta pari alla mirabolante cifra di oltre "1,1 trilione di dollari": mille e cento miliardi, difficile da dire e ad pensare. Ad alimentare gli allarmi d'oltre Manica è arrivata questa settimana pure la notizia della bancarotta di Flybe, compagnia aerea locale britannica da tempo in crisi su cui gli effetti dell'emergenza Covid-19 si sono abbattuti come un colpo di grazia.
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Coronavirus, in Cina deficit commerciale di 7 miliardi di dollari Oltre all'export, sceso del 17,2% annuo, l'import è calato del 4%


L'epidemia del coronavirus costa alla Cina un deficit commerciale di 7,09 miliardi di dollari a gennaio-febbraio, mancando le attese dei mercati di un surplus di 24,6 miliardi. Oltre all'export, che nello stesso periodo è sceso del 17,2% annuo (a fronte di una stima a -14,2%), il calo dell'import si è fermato al 4% (rispetto ad un previsto -15%).
L'export, crollato del 17,2%, si è attestato a 292,49 miliardi di dollari nel primo bimestre, a fronte di attese a -14,2%, scontando i problemi alla catena di produzione e distribuzione pesantemente colpita dalla decisione di estendere la festività del Capodanno lunare di gennaio negli sforzi per contenere il contagio del coronavirus nel Paese.
    Le vendite di alluminio grezzo, includendo metalli primari, manufatti in lega e semilavorati, sono crollati del 25,3% annuo a quasi 700.000 tonnellate. L'export di terre rare, alla base dei beni hi-tech, è crollato del 17,3%, a 5.489,2 tonnellate.
    Le importazioni, secondo i dati delle Dogane cinesi, sono scese del 4%, a 299,54 miliardi, a fronte del -15% atteso. Sotto pressione le spese per materie prime come il rame (-1,2% a 3,77 milioni di tonnellate), mentre il greggio è aumentato del 5,2%, a 86,09 milioni di tonnellate, con le raffinerie impegnate a rafforzare le scorte prima del Capodanno lunare. L'import di soia è salito del 14,2% annuo grazie ai maggiori acquisti dagli Usa per effetto della tregua nella guerra commerciale.
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Coronavirus: estesa moratoria Abi a Pmi Siglato addendum ad accordo 2019 con associazioni impresa


Viene estesa ai prestiti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l'allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dal coronavirus. Lo afferma l' Abi che ha siglato un addendum all'accordo 2019 con Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Confersercenti, Casartigiani, Cna Confartigianato, Confcommercio). 
E l'Abi e le associazioni di rappresentanza delle imprese richiedono "di ampliare l'operatività del Fondo di Garanzia per le Pmi e misure aggiuntive per agevolare l'accesso al credito".
La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti, spiega l'Abi, può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In questo secondo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing. Per le operazioni di allungamento, è invece previsto che l'estensione della durata del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell'ammortamento. Nell'accordo inoltre è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell'Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria. L'Abi e le Associazioni di rappresenta delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le competenti Autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le moratorie (c.d. forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale.
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Coronavirus: Ue, spese fuori deficit Risposta di Dombrovskis e Gentiloni a Gualtieri


"Le spese una tantum sostenute per far fronte alla diffusione dell'epidemia, sono escluse per definizione dal calcolo del bilancio strutturale e non vengono prese in considerazione nella valutazione dell'adeguatezza dello sforzo di bilancio previsto in base alle regole attuali". Questa la risposta del Vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e il Commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, alla lettera del Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, per ottenere l'autorizzazione allo scostamento dal deficit programmatico con l'emergenza coronavirus.
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Coronavirus, Vincenzo Boccia: 'Tutelare lavoro e transito merci' 'Serve circolare che chiarisca quali siano le comprovate esigenze'


"Bisogna tutelare i vari aspetti del lavoro, sia nelle fabbriche perché nella manifattura non si può applicare lo smartworking, sia per quanto riguarda il transito merci. Se si fermano le merci ci sarà un effetto collaterale negativo acceleratore sull'economia". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando a La7 del Dpcm che questa notte ha 'chiuso' la Lombardia e altre province. "Serve una circolare applicativa sulle merci", che chiarisca se il transito è consentito o meno e quali siano le 'comprovate' esigenze di lavoro, ha aggiunto.
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venerdì 6 marzo 2020

Alitalia: pubblicato il bando per la vendita della compagnia Contiene l'invito a manifestare interesse per l'acquisizione delle attività aziendali facenti capo ad Alitalia-Sai e Alitalia cityliner, entrambe in amministrazione straordinaria


Pubblicato il bando per la vendita di Alitalia: "Invito a manifestare interesse per l'acquisizione delle attività aziendali facenti capo ad Alitalia-Sai e Alitalia cityliner, entrambe in amministrazione straordinaria".
    E' quanto si legge sul sito della Procedura di amministrazione straordinaria.
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Essilux: utile 2019 +4,8% Impatto modesto su conti da coronavirus


(ANSA) - MILANO, 06 MAR - Nel 2019 il gruppo EssilorLuxottica ha registrato un fatturato di 17,3 miliardi in crescita del 4,4% a cambi costanti rispetto al 3,2% pro forma del 2018, con un utile operativo adjusted di 2.812 milioni pari al 16,2% del fatturato. L'utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo adjusted è stato di 1.938 milioni, pari all'11,1% del fatturato e in crescita del 4,8% a cambi costanti. Il dividendo proposto è di 2,23 euro per azione, superiore all'esercizio precedente, con possibile parte in azioni. Il gruppo delle lenti e delle montature EssilorLuxottica per il Coronavirus nel mondo vede "una crescita dei ricavi del primo semestre inferiore rispetto al trend annuo, con una ripresa nella seconda metà dell'anno".
    "L'attuale epidemia ha un impatto negativo sulle attività della società in Cina, che rappresentano circa il 5% del fatturato", ma dal punto di vista della produzione "le scorte di magazzino sono sufficienti a soddisfare le richieste per diverse settimane", scrive il gruppo.
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Poste, utile 2019 a 1,34 miliardi Del Fante,azienda pronta a reggere stress Coronavirus


(ANSA) - ROMA, 6 MAR - "Per il secondo anno consecutivo i risultati superano gli obiettivi previsti" sottolinea Poste Italiane che chiude il 2019 con un utile netto di gruppo a 1,342 miliardi, -4%. L'utile netto 'normalizzato' per consentire una migliore comparabilità con l'esercizio precedente è in crescita del 7,3% a 1,258 miliardi. Forte crescita del risultato operativo (Ebit) a 1,77 miliardi, +18,4%, "supportato da maggiori ricavi e minori costi". +1,6% i ricavi a 11,038 miliardi. Il dividendo proposto cresce del 5% a 0,463 euro per azione. "Grazie alla trasformazione industriale, portata avanti negli ultimi anni, Poste Italiane è un'azienda solida e grazie a un modello di business diversificato è ben posizionata per affrontare scenari di stress, come la situazione generata dalla diffusione del Covid-19" sottolinea l'amministratore delegato, Matteo Del Fante, commentando i risultati del 2019 e le prospettive che per ogni azienda sono oggi necessariamente legate anche all'impatto sull'economia dell'emergenza coronavirus.
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Timori Coronavirus pesano su Borse. Piazza Affari in forte ribasso. Spread vola, giù il petrolio


Piazza Affari scivola sotto il peso delle vendite che non risparmiano nessuno sul listino principale. Poste Italiane dopo i conti e soprattutto una visione positiva sul 2020 ha provato a resistere ma ha dovuto capitolare e ora cede l'1,4% mentre il Ftse Mib si appesantisce (-3% a 20.903 punti). Tra i peggiori Prysmian che ieri a mercati chiusi ha diffuso i conti, in linea con le attese, ma ha dato una visione incerta sull'anno in corso e questa mattina cede il 7,12 per cento. Azimut nonostante il miglior risultato della sua storia lascia il 6,4%, Unicredit sempre pesante cede il 4%. Le banche sono sottopressione con Ubi Banca in ribasso del 3,7%, Intesa Sanpaolo il 3,2%, Banco Bpm il 4,3 per cento. Mps, mentre si cerca la quadra per il rinnovo dei vertici, cede il 5%. Atlantia cede il 4,55% dopo le indiscrezioni su un'interruzione del tavolo con F21. Essilux a Parigi dopo i conti lascia il 2,28 per cento.

Le Borse europee proseguono pesanti con gli indici che cedono oltre il 2%. 
Impennata dell'indice Vix che misura la volatilità dei mercati che ha raggiunto i 43 punti, in aumento del 198% dal giorno della notizia del primo contagiato in Italia. Il Vix, comunemente conosciuto come l'indice della paura, ha raggiunto i livelli di settembre 2011. In Europa sono in forte calo Parigi e Milano (-3,1%), Madrid (-2,7%), Francoforte (-2,5%) e Londra (-2,1%).
Apertura in netto rialzo per per lo spread fra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna 184 punti, 9 in più rispetto ai livelli ieri in chiusura di giornata. Il rendimento del decennale italiano è pari all'1,12%.

Euro in calo in avvio dei mercati. La moneta unica passa di mano a 1,1232 dollari mentre sullo yen è a quota 118,52.

Tornano le vendite sui mercati azionari. In Asia sono i titoli finanziari e i gruppi delle materie prime a soffrire più degli altri, sempre sotto l'effetto dei timori per l'impatto dell'epidemia da Coronavirus. L'indice della regione ha perso il 3,4%, Tokyo ha lasciato il 2,7%, Hong Kong il 2,16%, Shanghai l'1,2%, Shenzhen lo 0,74 per cento. Seul ha perso il 2,16% e Sydney il 2,8% ai minimi degli ultimi 11 mesi.

L'impatto sull'economia mondiale del coronavirus continua ad abbattere i prezzi del petrolio con il Brent europeo che scende sotto la soglia dei 50 dollari e passa di mano a 49,46 dollari al barile. In ulteriore calo anche il Wti che dopo i crolli della vigilia perde ancora l'1% a 45,44 dollari al barile. Per oggi è attesa una decisione sugli ulteriori tagli di produzione proposti dai membri dell'Opec che vedono però la Russia contraria.
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giovedì 5 marzo 2020

Fisco: Mef, +1,7% entrate nel 2019 Salite a 471,6 miliardi


Nel 2019 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 471.622 milioni di euro (+7.847 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,7%). Lo comunica il Mef spiegando che nel confronto tra i flussi di gettito annuali registrati nel biennio 2018/2019, non si rilevano disomogeneità determinate da entrate una tantum.
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Fed: analisti, nuovo taglio tassi marzo Ci sono il 100% di chance, poi altre due riduzioni


 Sono al 100% le chance di taglio di un quarto di punto dei tassi di interesse da parte della Fed alla prossima riunione del 17 e 18 marzo. Secondo le attese degli analisti, il coronavirus potrebbe spingere la Fed a ridurre il costo del denaro di un altro quarto di punto in aprile: le chance che questo accada sono al 79%. Ci sono poi il 51% di chance di un ulteriore calo in giugno.
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Borsa: Wall Street apre in forte calo S&P 500 perde il 2,48%, Nasdaq -2,40%


Apertura in forte calo per Wall Street. Il Dow Jones perde il 2,55% a 26.414,04 punti, il Nasdaq cede il 2,40% a 8.803,89 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,48% a 3.052,58 punti.
Restano in rosso le principali Borse europee, dopo l'apertura in forte calo di Wall Street, mentre il presidente Usa, Donald Trump, valuta un intervento per le persone prive di assicurazione sanitaria per pagare agli ospedali e ai medici le cure per il coronavirus, e i dati sulla disoccupazione calano. La peggiore è sempre Madrid (-2,6%), seguita da Milano (-2,3%), Parigi (-2,2%), Francoforte (-1,9%) e Londra (-1,8%). L'indice d'area, Stoxx 600, perde il 2%. Tra le vendite più significative ci sono quelle di Aib (-6,4%), Ubi (-5,6%), Banco Bpm (-5%), con lo spread Btp-Bund salito ulteriormente a 175 punti. Non vanno meglio assicurazioni, industria mineralogica, acciaio in particolare, dove crollano Evraz (-12,6%) e Thyssenkrupp (-6,8%), auto e componenti, innanzitutto Continental (-11,9%) e Valeo (-6,1%). Nei trasporti un picco negativo per Air France-Klm (-9,8%). Mentre il greggio cala (wti -0,2%) nel giorno d'inizio dell'Opec Plus a Vienna, cedono poi i petroliferi, soprattutto Tullow (-9,3%). 
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