venerdì 14 dicembre 2018

Inflazione rivista ribasso a novembre 1,6%

Sui livelli del mese precedente. Segnali di rallentamento dai prezzi dei beni energetici

Il tasso di inflazione a novembre è fermo all'1,6%, lo stesso livello di ottobre. Lo comunica l'Istat che ha rivisto al ribasso le stime preliminari (1,7%).
    "A novembre l'inflazione risulta stabile e ancora sostenuta dai prezzi dei beni energetici, che tuttavia mostrano segnali di rallentamento", commenta l'Istat. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente.
L'inflazione di fondo è pari a quella rilevata a ottobre, +0,7% (al netto di energia e alimentari freschi), continua l'Istat, "rimanendo debole e al di sotto dell'uno per cento, mentre i prezzi dei beni di largo consumo crescono meno di quelli del paniere nel suo complesso". In questo quadro, a novembre, tra i comuni capoluoghi di regione o provincia autonoma e i grandi comuni, l'inflazione varia tra +2,4% di Reggio Emilia e +0,8% di Perugia e Potenza. L'Istituto segnala lievi accelerazioni dei prezzi di alcune tipologie di prodotto: tra cui beni alimentari lavorati da +1,0% di ottobre a +1,1%, beni alimentari non lavorati da +0,8% a +1,1%, servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona da +1% a +1,1% e servizi relativi ai trasporti da +1,8% a +2,0%. Queste spinte sono compensate dal rallentamento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, come i carburanti, (da +9,5% a +7,8%), la cui crescita rimane però molto ampia e, insieme a quella dei regolamentati (stabili a +10,7%), contribuisce per circa la metà dell'ampiezza al tasso di inflazione. Si accentua inoltre la flessione dei beni durevoli (da -1,4% a -1,9%). La diminuzione su base congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo è dovuta per lo più al calo dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,3%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,9%), imputabile prevalentemente a fattori stagionali, solo in parte compensato dall'aumento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+1,1%). L'inflazione acquisita per il 2018 è +1,2% per l'indice generale e +0,6% per la componente di fondo.
La revisione delle stime preliminari dell'Istat riguarda anche i prodotti del cosiddetto carrello della spesa. La crescita annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona si attesta a 0,9% nei dati definitivi (era 1,1% in quelli preliminari). Il valore è comunque in aumento da ottobre, quando era +0,7%. L'Istat segnala poi una "lieve accelerazione dei prezzi dei beni alimentari" sia lavorati sia non lavorati. Aumentano in particolare i vegetali freschi (+4% rispetto a ottobre 2018, 1,2% su anno).
   
Bolzano è la città con i rincari più alti a novembre, pur non avendo l'inflazione più elevata (+2,1%), ha infatti la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 698 euro su base annua. Lo stima l'Unione nazionale consumatori che stila, sulla base dei dati Istat, la graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di maggior spesa. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4%, il record nazionale, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Bologna, dove l'inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 649 euro. La revisione delle stime dell'inflazioni di novembre da parte dell'Istat è, secondo il presidente dell'Unc, Massimiliano Dona, "una buona notizia" anche se "per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l'inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 510 euro, 196 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 186 per i trasporti" prosegue Dona. Per la coppia con 1 figlio, la stangata è di 481 euro su base annua.(ANSA).
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Di Maio, nessuna tassa su auto italiani

Su auto elettriche, ibride e metano contro inquinamento

"Non ci sarà nessuna tassa sull'auto delle famiglie degli italiani né nuove né in uso. Sarà solo un ecobonus sulle auto elettriche, ibride e a metano, perché ci sono città ostaggio dell'inquinamento. Dobbiamo iniziare rivoluzione della mobilità in Italia". Lo ha detto il vicepremier e ministro dello sviluppo e del lavoro Luigi Di Maio a 'Mattino Cinque'.
   
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Bankitalia:a ottobre debito a 2.334,4mld

In crescita di 3,2 miliardi dal mese precedente

 A ottobre il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 3,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.334,4 miliardi. Lo si legge nel Supplemento al Bollettino Statistico 'Finanza pubblica, fabbisogno e debito' di Banca d'Italia.
   
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Boccia, manifesto industriali europei

Lavoriamo a iniziativa protagonisti industria in ogni capitale

"Abbiamo avuto confronti con la 'confindustria' tedesca Bdi, con la francese Medef: insieme stiamo cercando di fare un Manifesto per l'Europa", dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Un 'manifesto' con cui "i protagonisti dell'industria invitino la politica a dibattere non su 'Europa sì o Europa no' ma su come l'Europa deve fare un salto di stagione riformista ed evitare che la questione europea sia l'alibi per non affrontare le questioni nazionali, errore che non possiamo permetterci". L'idea è "una conferenza stampa, lo stesso giorno, in tutte le capitali europee".
   
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Germania: Bundesbank taglia stime Pil

A giugno era previsto il 2%. Per il 2019 crescita all'1,6%

La Bundesbank tedesca ha rivisto al ribasso le stime di crescita della Germania per l'anno in corso e il seguente: nel 2018 il Pil crescerà solo dell'1,5% (contro il 2% previsto sei mesi fa). Mentre per il 2019 e il 2020 la Buba parla adesso di una crescita dell'1,6%, (contro l'1,9% previsto a giugno per il 2019).
   
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Bce finisce il Qe, dal 2019 stop agli acquisti. Tassi fermi fino a estate 2019

Reinvestimenti bond a lungo dopo che i tassi saranno risaliti

"Anche se i dati sono più deboli di quanto atteso, a fronte di una domanda estera e di fattori specifici di Paesi e settori, la domanda interna sottostante continua a sostenere l'espansione e a spingere gradualmente l'inflazione". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, al termine del board della banca centrale che ha confermato da gennaio la fine del quantitative easing.
La conferenza stampa di Draghi dalle 14,30 

"I rischi per le prospettive (economiche dell'Eurozona, ndr) possono ancora essere considerati ampiamente bilanciati, ma il punto di equilibrio si sta muovendo verso il basso", ha sottolineato Draghi, citando fra i fattori di rischio il protezionismo, gli senari geopolitici, i Paesi emergenti e la vulnerabilità dei mercati finanziari. 
La Bce, ha detto ancora Draghi, reinvestirà i bond che ha in portafoglio che arrivano a scadenza con titoli della stessa "giurisdizione" e il portafoglio sarà aggiustato per riallinearlo alla quota di ciascun Paese nel capitale della Bce". Parole che sembrano indicare un aggiustamento graduale. Per l'Italia, la quota nel capitale è stata appena abbassata di circa mezzo punto percentuale.
"Il Quantitative easing è ormai parte integrante del cassetto degli attrezzi permanenti della Bce", ha detto ancora Draghi, sottolineando che "è stata molto importante la sentenze della Corte europea di Giustizia" che ha legittimato il Qe. "La Bce ora è nel complesso come qualsiasi altra Banca Centrale", ha spiegato Draghi.
L'ADDIO AL QE - La Banca centrale europea porterà a zero, a partire dal primo gennaio, gli acquisti netti di bond. Finisce l'espansione di bilancio attraverso il quantitative easing, anche se la Bce continuerà a reinvestire i titoli in portafoglio ancora a lungo dopo che saranno risaliti i tassi. 
I tassi di interesse rimarranno fermi fino all'estate del 2019. In una nota diffusa al termine della riunione di politica monetaria, in cui si è deciso di lasciare i tassi invariati, l'Eurotower ribadisce che i tassi di interesse si manterranno "su livelli pari a quelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine"
Riviste al ribasso le stime di crescita del 2018 per l'Eurozona all'1,9% dal 2% della stima precedente. Per il 2019 la proiezione sul tasso di crescita è stato limato a 1,7% da 1,8% mentre è confermata a +1,7% la stima per il 2020. Per il 2021 la Bce si attende una crescita dell'1,5%.
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Terzo Valico va avanti, ma non com'è

Completata analisi costi-benefici

"Il Terzo Valico non può che andare avanti. Ma farlo andare avanti non significa condurlo a termine così com'è, bensì rendere l'opera efficiente rispetto agli scopi". Lo annuncia il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli rendendo noto su Facebook l'esito dell'analisi costi-benefici sull'opera, che verrà a breve pubblicata integralmente: il costo dell'opera a finire "supererebbe i benefici per 1 miliardo e 576 milioni", ma "il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1,2 mld di soldi pubblici".
   
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Istat: occupati in calo nel terzo trimestre. Boom dei contratti a termine


(-0,2%), su anno +147.000, tasso occupazione stabile al 58,7%

 Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati diminuiscono di 52.000 (-0,2%) unità rispetto al trimestre precedente ma aumentano di 147.000 unità (+0,6%) rispetto al terzo trimestre del 2017. Lo rileva l'Istat nel report sul mercato del lavoro, sottolineando che il tasso di occupazione resta stabile al 58,7%.
   Diminuiscono soprattutto i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (-0,7% sul trimestre precedente e -1,5%, pari a un calo di 222.000 unità, rispetto al terzo trimestre 2017). Gli occupati sono 23.255.000. Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre cala al 10,2% con una riduzione di 0,5 punti rispetto al trimestre precedente e una riduzione di 1,2 punti rispetto allo stesso trimestre del 2017. Lo rileva l'Istat sulla base dei dati destagionalizzati sottolineando che è aumentato il tasso di inattività (al 34,5%, +0,4 punti). I disoccupati sono 2.653.000 con una riduzione sia congiunturale (-5,1%) sia tendenziale (-12,1%, pari a un calo di 332.000 unità).
    Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati a termine erano 3.112.000, il valore più alto dal 1992. Si è registrato un aumento del 2,4% (+74.000, dato destagionalizzato) rispetto al trimestre precedente e del 10,9% rispetto al terzo trimestre del 2017.
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Bankitalia:Tari sfavorisce i più poveri

Serve sistema legato a produzione rifiuti

 L'attuale tassa sui rifiuti Tari sfavorisce le famiglie con redditi più bassi, non incentiva un uso più responsabile delle risorse ambientali e andrebbe così riconsiderata, cambiando i parametri di calcolo della tariffa.
    E' quanto emerge da uno studio della Banca d'Italia che auspica una modifica della tassazione che invece di considerare la dimensione dell'abitazione (a prescindere dal suo valore) e del nucleo familiare, valuti la produzione dei rifiuti. Una modalità che porterebbe anche a una gestione più efficiente dei rifiuti, questione centrale per l'Italia. La tassa "agisce di fatto come un'imposta patrimoniale, con effetti redistributivi però peculiari poiché dipende solo dalla dimensione e non dal valore dell'immobile; il prelievo non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti mentre una riconfigurazione in chiave tariffaria porterebbe vantaggi non solo in termini di efficienza dell'assetto di finanza locale e di un utilizzo più consapevole delle risorse ambientali".
   
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In asta Bot a 1 anno tassi giù a 0,37%

Assegnati 5,5 miliardi di titoli

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Il Tesoro ha assegnato tutti i 5,5 miliardi di euro di Bot a un anno con tassi in deciso calo. Il rendimento è sceso allo 0,37% dallo 0,63% del collocamento di novembre. La domanda è risultata in calo a 1,62 volte l'importo offerto da 1,67 dell'asta precedente.
   
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mercoledì 12 dicembre 2018

Fca,se ecotassa costretti rivedere piano


Azienda, misure impattano su mercato. Salta Consiglio Piemonte

"Il sistema di bonus-malus inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore estremamente delicata, modificando le assunzioni alla base del nostro piano industriale". Così il responsabile delle attività europee di Fca, Pietro Gorlier, nella lettera al Consiglio regionale del Piemonte. "Se tale intervento fosse confermato fin dal 2019 - aggiunge - si renderà necessario un esame approfondito dell'impatto della manovra e un relativo aggiornamento del piano".
    Nella lettera, il manager spiega la decisione di non partecipare al consiglio regionale e comunale aperto, previsto per domani, sul settore. L'assemblea è stata poi rinviata.
    "Negli ultimi giorni lo scenario è stato significativamente modificato da interventi sul mercato dell'auto in discussione all'interno della legge di Bilancio, che a nostro avviso alternano l'intero quadro d'azione all'interno del quale il piano per l'Italia era stato delineato", spiega Gorlier.
   
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Istat: occupati in calo nel terzo trimestre. Boom dei contratti a termine


(-0,2%), su anno +147.000, tasso occupazione stabile al 58,7%

 Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati diminuiscono di 52.000 (-0,2%) unità rispetto al trimestre precedente ma aumentano di 147.000 unità (+0,6%) rispetto al terzo trimestre del 2017. Lo rileva l'Istat nel report sul mercato del lavoro, sottolineando che il tasso di occupazione resta stabile al 58,7%.
   Diminuiscono soprattutto i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (-0,7% sul trimestre precedente e -1,5%, pari a un calo di 222.000 unità, rispetto al terzo trimestre 2017). Gli occupati sono 23.255.000. Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre cala al 10,2% con una riduzione di 0,5 punti rispetto al trimestre precedente e una riduzione di 1,2 punti rispetto allo stesso trimestre del 2017. Lo rileva l'Istat sulla base dei dati destagionalizzati sottolineando che è aumentato il tasso di inattività (al 34,5%, +0,4 punti). I disoccupati sono 2.653.000 con una riduzione sia congiunturale (-5,1%) sia tendenziale (-12,1%, pari a un calo di 332.000 unità).
    Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati a termine erano 3.112.000, il valore più alto dal 1992. Si è registrato un aumento del 2,4% (+74.000, dato destagionalizzato) rispetto al trimestre precedente e del 10,9% rispetto al terzo trimestre del 2017.
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