venerdì 19 settembre 2014

L'Fmi: 'Ok Jobs Act, ma intervenire su pensioni e sanità'


Pil Italia -0,1% nel 2014, poi torna a crescere. Promossa la riforma del lavoro di Renzi che va 'in giusta direzione'

L'economia italiana si contrarra' anche nel 2014, con il pil che calera' quest'anno dello 0,1%. Lo afferma il Fmi, rivedendo al ribasso la stima precedente (+0,3%). Il pil tornera' a crescere nel 2015 (+1,1%), per poi accelerare nel 2016 a +1,3%. Il -0,1% dell'economia nel 2014 segue il -1,9% del 2013 e il -2,4% del 2012.
Il debito italiano salira', toccando il picco, al 136,4% del pil nel 2014, per poi scendere progressivamente. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il debito pubblico si manterra' sopra il 130% fino al 2017 (135,4% nel 2015, 132,9% nel 2016 e 130,2 nel 2017), per poi scendere al 127,6% nel 2018 e al 124,7% nel 2019.
Il rapporto deficit-pil italiano si attestera' nel 2014 al 3,0%, per poi scendere al 2,1% nel 2015. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il deficit 2016 sara' all'1,1% e continuera' a calare fino allo 0,4% del 2019.
Il tasso di disoccupazione in Italia salira' quest'anno ai massimi dal dopo-guerra, al 12,6% dal 12,2% del 2013. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la disoccupazione restera' a due cifre fino al 2017 (12,0% nel 2015, 11,3% nel 2016, 10,5% nel 2017). Per questo, per il Fondo, serve un'azione piu' radicale per creare di posti di lavoro.
La spendig review e' uno ''strumento importante'', ma le analisi suggeriscono che ''ulteriori risparmi saranno difficili senza affrontare l'elevata spesa per le pensioni''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia, sottolineando che ci sono spazi per migliorare anche la spesa sanitaria.
''Il debito italiano e' sostenibile ma soggetto a significativi rischi''. Lo afferma il Fmi, sottolineando che l'Italia resta ''vulnerabile a una perdita di fiducia del mercato'' e al ''contagio finanziario''. Per questo l'Italia potrebbe anche essere ''fonte di contagio per il resto del mondo''.
Il Fmi promuove l'''agenda ambiziosa di riforme'' del premier Matteo Renzi. ''La loro risoluta attuazione e' essenziale per creare lavoro, aumentare la produttivita' e aumentare il potenziale di crescita'' afferma il Fmi. ''Attuare le riforme strutturali simultaneamente e genererebbe significate sinergie di crescita''.
''Un ulteriore aggiustamento rispetto ai piani delle autorita' (fino allo 0,5% del pil a seconda della forza della ripresa) aiuterebbe a raggiungere un piccolo surplus strutturale nel 2015''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia. Lo 0,5% del pil equivale a una correzione di circa 7,5-8 miliardi.
La riforma del lavoro del governo Renzi va nella giusta direzione. Così l'Fmi, che spiega che l'Italia deve ''muoversi rapidamente sulle riforme''. Bene l'idea di un ''singolo contratto di lavoro''. ''Con il 70% dei nuovi contratti a tempo determinato, ulteriore flessibilita' ai margini fa poco per ridurre dualita' e spingere investimenti''.
La legge elettorale e' importante per la crescita perche' aiuta il sostegno e l'attuazione delle riforme. Lo afferma il Fmi nell'Article Iv sull'Italia, annoverando la riforma della giustizia e del lavoro le altre centrali per l'Italia.
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L'Fmi: 'Ok Jobs Act, ma intervenire su pensioni e sanità'


Pil Italia -0,1% nel 2014, poi torna a crescere. Promossa la riforma del lavoro di Renzi che va 'in giusta direzione'

L'economia italiana si contrarra' anche nel 2014, con il pil che calera' quest'anno dello 0,1%. Lo afferma il Fmi, rivedendo al ribasso la stima precedente (+0,3%). Il pil tornera' a crescere nel 2015 (+1,1%), per poi accelerare nel 2016 a +1,3%. Il -0,1% dell'economia nel 2014 segue il -1,9% del 2013 e il -2,4% del 2012.
Il debito italiano salira', toccando il picco, al 136,4% del pil nel 2014, per poi scendere progressivamente. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il debito pubblico si manterra' sopra il 130% fino al 2017 (135,4% nel 2015, 132,9% nel 2016 e 130,2 nel 2017), per poi scendere al 127,6% nel 2018 e al 124,7% nel 2019.
Il rapporto deficit-pil italiano si attestera' nel 2014 al 3,0%, per poi scendere al 2,1% nel 2015. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il deficit 2016 sara' all'1,1% e continuera' a calare fino allo 0,4% del 2019.
Il tasso di disoccupazione in Italia salira' quest'anno ai massimi dal dopo-guerra, al 12,6% dal 12,2% del 2013. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la disoccupazione restera' a due cifre fino al 2017 (12,0% nel 2015, 11,3% nel 2016, 10,5% nel 2017). Per questo, per il Fondo, serve un'azione piu' radicale per creare di posti di lavoro.
La spendig review e' uno ''strumento importante'', ma le analisi suggeriscono che ''ulteriori risparmi saranno difficili senza affrontare l'elevata spesa per le pensioni''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia, sottolineando che ci sono spazi per migliorare anche la spesa sanitaria.
''Il debito italiano e' sostenibile ma soggetto a significativi rischi''. Lo afferma il Fmi, sottolineando che l'Italia resta ''vulnerabile a una perdita di fiducia del mercato'' e al ''contagio finanziario''. Per questo l'Italia potrebbe anche essere ''fonte di contagio per il resto del mondo''.
Il Fmi promuove l'''agenda ambiziosa di riforme'' del premier Matteo Renzi. ''La loro risoluta attuazione e' essenziale per creare lavoro, aumentare la produttivita' e aumentare il potenziale di crescita'' afferma il Fmi. ''Attuare le riforme strutturali simultaneamente e genererebbe significate sinergie di crescita''.
''Un ulteriore aggiustamento rispetto ai piani delle autorita' (fino allo 0,5% del pil a seconda della forza della ripresa) aiuterebbe a raggiungere un piccolo surplus strutturale nel 2015''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia. Lo 0,5% del pil equivale a una correzione di circa 7,5-8 miliardi.
La riforma del lavoro del governo Renzi va nella giusta direzione. Così l'Fmi, che spiega che l'Italia deve ''muoversi rapidamente sulle riforme''. Bene l'idea di un ''singolo contratto di lavoro''. ''Con il 70% dei nuovi contratti a tempo determinato, ulteriore flessibilita' ai margini fa poco per ridurre dualita' e spingere investimenti''.
La legge elettorale e' importante per la crescita perche' aiuta il sostegno e l'attuazione delle riforme. Lo afferma il Fmi nell'Article Iv sull'Italia, annoverando la riforma della giustizia e del lavoro le altre centrali per l'Italia.
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L'Fmi: 'Ok Jobs Act, ma intervenire su pensioni e sanità'


Pil Italia -0,1% nel 2014, poi torna a crescere. Promossa la riforma del lavoro di Renzi che va 'in giusta direzione'

L'economia italiana si contrarra' anche nel 2014, con il pil che calera' quest'anno dello 0,1%. Lo afferma il Fmi, rivedendo al ribasso la stima precedente (+0,3%). Il pil tornera' a crescere nel 2015 (+1,1%), per poi accelerare nel 2016 a +1,3%. Il -0,1% dell'economia nel 2014 segue il -1,9% del 2013 e il -2,4% del 2012.
Il debito italiano salira', toccando il picco, al 136,4% del pil nel 2014, per poi scendere progressivamente. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il debito pubblico si manterra' sopra il 130% fino al 2017 (135,4% nel 2015, 132,9% nel 2016 e 130,2 nel 2017), per poi scendere al 127,6% nel 2018 e al 124,7% nel 2019.
Il rapporto deficit-pil italiano si attestera' nel 2014 al 3,0%, per poi scendere al 2,1% nel 2015. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il deficit 2016 sara' all'1,1% e continuera' a calare fino allo 0,4% del 2019.
Il tasso di disoccupazione in Italia salira' quest'anno ai massimi dal dopo-guerra, al 12,6% dal 12,2% del 2013. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la disoccupazione restera' a due cifre fino al 2017 (12,0% nel 2015, 11,3% nel 2016, 10,5% nel 2017). Per questo, per il Fondo, serve un'azione piu' radicale per creare di posti di lavoro.
La spendig review e' uno ''strumento importante'', ma le analisi suggeriscono che ''ulteriori risparmi saranno difficili senza affrontare l'elevata spesa per le pensioni''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia, sottolineando che ci sono spazi per migliorare anche la spesa sanitaria.
''Il debito italiano e' sostenibile ma soggetto a significativi rischi''. Lo afferma il Fmi, sottolineando che l'Italia resta ''vulnerabile a una perdita di fiducia del mercato'' e al ''contagio finanziario''. Per questo l'Italia potrebbe anche essere ''fonte di contagio per il resto del mondo''.
Il Fmi promuove l'''agenda ambiziosa di riforme'' del premier Matteo Renzi. ''La loro risoluta attuazione e' essenziale per creare lavoro, aumentare la produttivita' e aumentare il potenziale di crescita'' afferma il Fmi. ''Attuare le riforme strutturali simultaneamente e genererebbe significate sinergie di crescita''.
''Un ulteriore aggiustamento rispetto ai piani delle autorita' (fino allo 0,5% del pil a seconda della forza della ripresa) aiuterebbe a raggiungere un piccolo surplus strutturale nel 2015''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia. Lo 0,5% del pil equivale a una correzione di circa 7,5-8 miliardi.
La riforma del lavoro del governo Renzi va nella giusta direzione. Così l'Fmi, che spiega che l'Italia deve ''muoversi rapidamente sulle riforme''. Bene l'idea di un ''singolo contratto di lavoro''. ''Con il 70% dei nuovi contratti a tempo determinato, ulteriore flessibilita' ai margini fa poco per ridurre dualita' e spingere investimenti''.
La legge elettorale e' importante per la crescita perche' aiuta il sostegno e l'attuazione delle riforme. Lo afferma il Fmi nell'Article Iv sull'Italia, annoverando la riforma della giustizia e del lavoro le altre centrali per l'Italia.
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Scozia: le Borse europee brindano, la sterlina vola


Londra viaggia vicina ai massimi da 14 anni

Le Borse europee segnano nuovi massimi da 6 anni e mezzo in avvio delle contrattazioni dopo l'esito del referendum in Scozia.

Nelle prime battute l'indice Euro Stoxx 600 sale dello 0,8% a 350,63 punti, segnando un nuovo record dal gennaio del 2008. Londra intanto è vicina ai massimi da 14 anni con l'indice Ftse 100 in rialzo dello 0,6%. 
Pure le borse asiatiche sono in rialzo, con un guizzo a Tokyo dell'1,58% sui massimi da 7 anni dopo la vittoria degli unionisti. A sostenere gli acquisti sono poi ancora le indicazioni sulle politiche monetarie della Fed. L'avvio delle Borse europee è atteso in netto rialzo, con un balzo dei future su Londra dell'1% e una corsa degli indici attesa un po' su tutti i mercati. I future sull'indice Euro Stoxx 50 salgono dello 0,97%.
La sterlina nella notte ha toccato il massimo sull'euro dal luglio 2012 a 78,70 pence e continua ad essere scambiata in quella regione.
Il no alla secessione nel referendum in Scozia non ha un impatto sul rating sovrano del Regno Unito, che resta AAA con outlook stabile. Lo afferma l'agenzia di valutazione Standard / Poor's.
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domenica 14 settembre 2014

Spending review, Cottarelli: "Sono alla fine del mio lavoro"


Proposta tagli tasse lavoro per 30-35 miliardi in tre anni

Il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli annuncia di essere al termine del proprio lavoro ("proseguirò fino a ottobre"), e si dice 'fiducioso che avremo successo' ricordando che 'tagli alla spesa pubblica già ne sono stati fatti negli scorsi anni'. "La mia proposta per ridurre la tasse sul lavoro è partita dal'obiettivo di tagliare 30-35 miliardi in tre anni", spiega.
Dal taglio delle società partecipate "si può arrivare a risparmiare 2-3 miliardi in 3-4 anni, non è molto ma è qualcosa", ha aggiunto, anticipando che l'obiettivo è di tagliare in 3 anni le partecipate e portarle a 1.000 dalle 8.000 risultanti dalle banche dati del Tesoro. "In realtà - ha detto - non si sa quante siano le partecipate. Sarebbero poco più di 10.000, alcune prive di dipendenti hanno solo cda. Bisogna togliere queste rendite".
"Io credo che ci siano margini di flessibilità" nel patto di stabilità europeo, "margini che vanno sfruttati", ha precisato. "C'è un corposo documento sul patto di stabilità: io l'ho letto e credo che ci siano margini di flessibilità".
"Il taglio del 3% previsto per i ministeri non è un taglio lineare e non credo nemmeno che alla fine si arriverà a un taglio del 3% per tutti i ministeri". "Non è che i ministeri debbono tagliare al 3% ogni voce di spesa" ha aggiunto. "I ministeri devono presentare loro idee che verranno confrontate con il lavoro di revisione di spesa già fatto" ha detto Cottarelli.
"La riforma della Pa è volta a responsabilizzare e incentivare i dipendenti pubblici. La riforma funziona se ci sono dirigenti motivati e che siano determinati a raggiungere certi obiettivi". "Questa riforma della Pa - ha aggiunto - è essenziale per il buon funzionamento delle amministrazioni in generale e in particolare per il controllo della spesa".
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Bankitalia, debito record a 2.168,6 miliardi


A luglio. Entrate a 35,9 mld (+0,8%)

A luglio il debito delle amministrazioni pubbliche italiane resta ai livelli record di 2.168,6 miliardi di euro, 0,2 miliardi in più rispetto al precedente massimo di giugno. E' quanto risulta dal bollettino "Finanza Pubblica, fabbisogno e debito" della banca d'Italia.
Le entrate tributarie sono state 35,9 mld a luglio (+0,8% o 0,3 mld) rispetto allo stesso mese 2013. Nei primi 7 mesi le entrate sono però in calo (-0,5%). "Tenendo conto di una disomogeneità nella contabilizzazione di alcuni incassi - si legge nel supplemento di finanza pubblica di Bankitalia - la riduzione delle entrate tributarie sarebbe stata più pronunciata".
Nei primi sette mesi dell'anno - si legge ancora nel bollettino della Banca d'Italia, il debito pubblico è aumentato di 99,2 miliardi, riflettendo il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (32,7 miliardi) e l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (72,1 miliardi). Nel complesso, l'emissione di titoli sopra la pari, l'apprezzamento dell'euro e gli effetti della rivalutazione dei BTPi hanno contenuto l'incremento del debito per 5,6 miliardi. Sul fabbisogno dei primi sette mesi ha inciso per 4,5 miliardi (8,7 miliardi nel corrispondente periodo del 2013) il sostegno finanziario ai paesi dell'area dell'euro. Nel complesso, la quota di competenza italiana del sostegno finanziario ai paesi dell'area era pari alla fine dello scorso luglio a 60,1 miliardi.
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Italia in deflazione: prezzi calano in 15 grandi città, anche Milano


La conferma dall'Istat: ad agosto indice dei prezzi in calo dello 0,1% su base annua

Italia in deflazione. La conferma arriva dai dati dell'Istat, che registrano per agosto un indice dei prezzi in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio). Il Paese entra in deflazione per la prima volta dopo oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia era in crescita.
Salgono a quindici le grandi città in deflazione. Registrano, infatti, prezzi in calo su base annua: Potenza, Reggio Emilia e Padova (-0,1%); Roma, Perugia, Bologna e Genova (-0,2%); Bari, Trieste, Firenze e Milano (-0,3%); Livorno (-0,5%); Torino (-0,6%); Verona (-0,7%); e Venezia (-0,8%). E' quanto emerge dal monitoraggio dell'Istat.
A luglio il numero delle città con i prezzi al consumo sotto 'zero' si fermava, infatti, a 10. E tra le 'new entry' spicca Milano, a cui si aggiungono anche Bologna e Genova. Invece per Venezia si tratta di un ritorno (era stata una delle prime a rilevare listini in discesa). Per città come Roma e Firenze si tratta di una conferma, mentre anche questa volta Napoli si tiene sopra l'asticella della deflazione (+0,2%). Più nel dettaglio, tra i copoluoghi di regione e provincia autonoma, mantengono un indice ancora positivo solo in 8, mentre Ancora registra prezzi fermi, sempre in termini tendenziali. Guardando alle altre grandi città (con più di 150 mila abitanti) a segnare i rialzi maggiori sono: Bolzano (+1,1%), Messina (+1,0%) e Cagliari (+0,7%).
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Cgia, fisco pesa 15.329 euro a famiglia


Mediamente 1.277 euro di imposte al mese per nucleo famigliare

(ANSA) - VENEZIA, 13 SET - Su ogni famiglia italiana lo scorso anno è gravato un carico fiscale medio annuo di 15.329 euro, 325 euro in meno rispetto al 2012 grazie all'abolizione dell'Imu, ma quest'anno è destinato ad aumentare a causa dell'introduzione della Tasi e degli effetti legati all'aumento dell'aliquota Iva avvenuto nell'ottobre scorso. Il calcolo è della Cgia di Mestre. Calcolando le diverse voci ogni nucleo famigliare versa all'Erario, alle Regioni e agli Enti locali mediamente 1.277 euro al mese.
   
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Sacconi: lo statuto dei lavoratori deve essere riscritto

Lavoro: Bonanni, affrontare precarietà o solo bluff


"Se vogliamo affrontare in modo vero la precarietà dei giovani, la Cisl è disponibile ad una riforma, a condizione che tagli fuori le false partite Iva e tutti i contratti di collaborazione che attualmente rendono precari i giovani". Così il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni interpellato dall'ANSA. "Se non si fa questo - sottolinea - è tutto un bluff".
"Non vorrei che più che affrontare i nodi veri dell'economia italiana, si vada ad individuare l'ennesima trovata per far vedere che l'Italia è in movimento, ma sarà il solito movimento senza spostamento dei dati che contano, che sono i dati economici". Così il leader della Cisl Bonanni sul dibattito sulla modifica dell'art. 18. Bonanni chiede per questo al ministro del Lavoro e al governo i dati sul monitoraggio su come sono state gestite le controversie negli ultimi tre anni dalla riforma: "la discussione o parte da dati reali o si rischiano molte chiacchiere". "Il problema non è se sia necessario o meno modificare l'art. 18, ma capire per fare cosa e partendo da quale considerazione", osserva Bonanni interpellato dall'ANSA. Due anni e mezzo fa è stata fatta una modifica dell'art.18 e da allora, spiega il leader della Cisl, "quelle poche migliaia di controversie esistite, per la stragrande maggioranza sono state regolate attraverso l'arbitrato". Per questo Bonanni chiede al governo di conoscere i dati, "per trasparenza e per arrivare ad una discussione seria". "Questa storia sta diventando un contenzioso tra forze politiche che piantano una bandierina, ma non sulle cose" reali.
Sacconi, Statuto lavoratori deve essere riscritto - "La riforma del mercato del lavoro deve coniugare la parte già approvata e dedicata ad una più estesa e migliore tutela attiva dei disoccupati con una significativa riscrittura dello Statuto dei lavoratori". E' quanto dichiara in una nota Maurizio Sacconi, capogruppo Ncd al Senato e presidente della commissione Lavoro. "Senza questa seconda parte la riforma risulterebbe irrilevante ai fini della rimozione di uno dei fondamentali fattori frenanti della propensione ad investire in Italia. Non si tratta quindi solo di rivedere le tipologie contrattuali ma di cambiare i contenuti della regolazione del contratto che vogliamo resti quello più diffuso. Il contratto a tempo indeterminato. E aldilà dei dissensi interni alla maggioranza che si produrrebbero, si determinerebbe inevitabilmente un giudizio negativo della Commissione europea e della Banca centrale europea che da tempo chiedono all'Italia questa riforma strutturale perché valga la regola "aiutati che Bruxelles ti aiuta"", conclude.
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mercoledì 9 aprile 2014

Def in aula alla Camera il 17 aprile


L'Aula della Camera esaminerà il Def il prossimo 17 aprile: lo hanno deciso i capigruppo di Montecitorio. Il 15 aprile il testo, che va inviato Bruxelles entro il 30 aprile, sarà nelle commissioni competenti ed il 16 in commissione Bilancio
La Confindustria esprime apprezzamento per l'accelerazione riformatrice del governo con il Def, ma chiede uno sforzo aggiuntivo sul costo del lavoro, sugli investimenti e sulla riduzione dell'Irap. Giudicata, quest'ultima, un passo ''troppo timido'. Il Documento, è l'opinione degli industriali, "traccia una salutare accelerazione riformatrice per il paese, a partire dal riassetto istituzionale, coerente con gli indirizzi annunciati dal Governo al momento del suo insediamento".
UE E FMI PROMUOVONO IL DEF - Arriva la 'promozione' di Bruxelles al programma economico di Matteo Renzi: la Commissione Ue, ha detto il portavoce di Olli Rehn "prende nota" del Def, "accoglie con favore" le misure per i lavoratori e ricorda che l'Italia "deve raggiungere il pareggio per ridurre il debito ed essere in linea con le regole" europee. E la commissione vede "con favore" anche "l'accelerazione delle riforme in Italia e l'intenzione di procedere spediti con privatizzazioni, razionalizzazione della spesa, efficienza della p.a."
Un primo via libera arriva anche dal Fmi. Il piano Renzi si muove nella direzione indicata dal Fondo, afferma Sanjeev Gupta, responsabile del Fiscal Monitor, sottolineando che le raccomandazioni del Fmi sono una riforma delle spese e quella per ridurre i costi del lavoro.

Renzi, escludo manovra correttiva - Intanto il giorno dopo l'approvazione del Documento di Economia e Finanza il premier da Vini4taly esclude "una manovra correttiva nel modo più categorico". "A chi dice che ci sarà bisogno di una manovra correttiva perché i numeri" del Def "sono sovrastimati dico esattamente il contrario: abbiamo tenuto bassa la previsione" per "serietà. Non mi aspetto brutte sorprese durante l'anno ma positive": ci sarà "maggiore spazio d'azione durante l'anno".
"Mi ha colpito - ha detto ancora Renzi - l'atteggiamento delle persone che ci dicono non tornate indietro, non mollate: è la linea del def, chi non ha mai pagato deve pagare un po' e chi ha sempre pagato è giusto che inizi a riscuotere". Il premier ha anche ribadito che gli 80 euro in busta paga saranno come di una "quattordicesima su base annua". "Chi non ha mai pagato deve pagare un po' e chi ha pagato è giusto inizi a riscuotere", ha spiegato Renzi. "Proviamo a chiedere un sacrificio alla politica e ai politici che vedranno ridurre molto costi e posti con Province e Senato" ed è inoltre "particolarmente interessante chiedere un sacrificio ai dirigenti delle aziende pubbliche" e delle "banche che hanno usufruito dell'operazione Bankitalia". Si chiede un "sacrificio" a chi "in questi anni ha avuto maggiori attenzioni". "Da qui alla fine aprile - ha aggiunto - insisto perché sia fortissimo l'investimento" del governo "anche sulla riorganizzazione della P.a.". Con lo "Sforbicia-Italia", ribadisce, l'intento è "far venir mento anche qualche ente di troppo".
Già alle 6.29 su Twitter il premier aveva sottolineato la sua soddisfazione per l'ok al documento che contiene la programmazione economica per i prossimi anni: "Il Def mantiene tutti gli impegni che ci eravamo presi, alla faccia dei gufi. Inizia a pagare chi non ha mai pagato. Si cambia verso". "Oggettivamente", la Difesa "è un settore dove si può tagliare", ha scritto ancora Renzi su Twitter rispondendo ad un cittadino che gli chiede di smetterla di "parlare di tagli alla Difesa come panacea dei mali italiani". L'interlocutore del premier aggiunge che l'Italia deve essere un Paese "con ambizioni". Ma Renzi replica: "Non confondere le giuste ambizioni con gli sprechi". E sempre su Twitter a chi gli obietta che nel Def "non c'è traccia di lotta all'evasione" il premier risponde "vedrai, vedrai sull'evasione...".
A Vinitaly Renzi ha parlato anche di export e di agroalimentare: "Il vino e l'agroalimentare non sono passatempi" ma "sono un pezzo rilevante della nostra economia". Per cui il Governo ha l'obiettivo di passare dagli attuali 5 miliardi di export a 7 e mezzo nel 2020, cioè in sei anni. "Vogliamo aumentare dle 50 per cento la capicità di export e possiamo farlo", ha detto Renzi, promettendo anche una "lotta senza quartiere alla burocrazia che sta uccidendo l'Italia" e il settore dell'agricoltura in particolare. "C'è una responsabilità non solo dei politici ma anche delle associazioni di categoria, insieme dobbiamo cambiare senza trovare comodi alibi".
Chi ha da dire qualcosa sulle misure del governo per l'agricoltura, ha detto ancora, "magari non aspetti la fine per dire che il governo fa tutto da solo come è successo per la riforma costituzionale". "Quando era scaduto il tempo ci hanno detto: certo che non ci hanno dato modo discutere". Infine interloquendo con un giornalista che sottolineava come nel mondo del vino vi fosse una alta presenza femminile il premier ribatte che "in questo Paese la parità di genere la vedo solo nel governo della Repubblica".
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